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Fregoli? Era un dilettante…

Alcuni tra noi, umani comuni, ed in certi settori della vita pubblica, alcuni tra loro, politici consumati, sfruttando al massimo competenze sociali superiori alla norma statistica, tentano, talvolta con successo, talaltra con risultati disastrosi per sé e per gli altri, di vivere un trasformismo emotivo da fare invidia allo stesso Fregoli.
Il grande trasformista dei primi decenni del secolo scorso, era un dilettante per professione. Si dilettava, per mestiere, nel trasformarsi in una molteplicità di personaggi più o meno riconoscibili. Ma la sua famosa abilità ed impressionante rapidità nel trasformare la propria persona fisica, era nulla a paragone della rapidità, misurabile in millisecondi, l’unità di misura dei processi neurologici,  necessari ad entrare in un mondo mentale parallelo che ci fa commettere azioni talvolta riprovevoli, talaltra semplicemente incongrui con una parte sostanziale della nostra vita, pubblica o privata che sia.  Le strade per l’inferno sono lastricate di belle menzogne. Questa è neuropsichiatria tout court.
Ma come possiamo mentire a noi stessi? Come possiamo vivere due vite, avere due volti, due cuori, due menti?  E’ possibile, nella normalità del quotidiano, dissociare a tal punto la nostra persona pubblica dal lato privato e talvolta oscuro del nostro sé?  E’ possibile trasformare la nostra persona vivendo impunemente la doppiezza?  Esistono dei solventi in grado di alterare reazioni neurofisiologiche che di solito sono necessarie per vivere nel mondo di tutti e per le normali relazioni interpersonali?  E come si spiega che coloro che ci circondano, o che li circondano, pur consapevoli della doppia, triplice o quadruplice natura, scelgono di non vedere i dettagli comportamentali che ad un osservatore attento rivelerebbero la realtà?
Forse perché, pur guardando, non si osserva, e pur sentendo, non si ascolta. Il mondo della cognitività sociale è composto da intricati sistemi e sottosistemi che si combinano tra loro per generare un atteggiamento, una espressione facciale, un tono della voce. Il tutto per convincere, persuadere, mentire, conquistare. Sono decine i muscoli che controllano le nostre espressioni facciali. Muscoli che in combinazioni infinite danno luogo ad espressioni emotive di pregiudizio, rabbia, allegria, supponenza, tristezza.  Esistono parti del nostro viso che sono più e meno importanti per la comprensione del nostro reale stato d’animo. E’ possibile manipolarle al punto di convincere gli altri? Se la bocca e gli occhi danno informazioni diverse, a chi dare retta? E’ per scelta o per necessità che guardiamo il dettaglio critico sbagliato? Occhio non vede…. Vogliamo che ci si menta? Vogliamo la menzogna perché la verità è assai più faticosa. Verità significa: “ e ora? “. Verità implica assunzione di una responsabilità, costrizione all’azione.  Menzogna ci lascia liberi di rimanere disattenti.  Disattenti ma non meno colpevoli, se non altro corresponsabili.
Dacci oggi la nostra menzogna quotidiana e non ci indurre nella tentazione di capire la verità.

4 commenti a “Fregoli? Era un dilettante…”

  1. Cominciamo bene… un blog per servire ‘piattini’ col favore dell’anonimato? La prima regola per evitare ‘menzogne quotidiane’ è metterci almeno la faccia, in un Paese dove la gran parte di chi governa l’ha perduta.

    Niente di nuovo sotto al sole purtroppo.
    Non cadrò nella tentazione di leggere gli articoli anonimi, limitandomi a quelli con nome e cognome.

    Grazie e buon lavoro, retribuito o non :)

  2. Claudio Velardi scrive:

    Caro Gianluca, di quali “piattini” parli? Quando li scoprirai, segnalaceli: vedrai che non ce ne saranno, garantito. E comunque, la nostra faccia è in bella(?) mostra, e siamo noi a garantire della serietà delle informazioni che passiamo
    FR e CV

  3. Claudio, apprezzo non poco le tue precisazioni, e contro-preciso che sulla vostra serietà non discuto, leggendovi sui supporti più disparati da un bel pò!

    Semplicemente non concordo sulla scelta di ospitare ‘frombolieri’ addestrati senza nome e cognome. Odio le mentite spoglie, non so come dire…

    Mi ricordano troppo di ‘Geronimo’ e ‘Ghino di Tacco’, non so se rendo l’idea.

  4. Luciano Mele scrive:

    bando alle ciniche demagogie! plaudo alla verità velata da un cv e da un fr! ( ce immagino voglia significare Come Vorremmo Farvi Ridere! giusto?)

Che ne pensi? Commenta!

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