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Rumori

220.000 volte Feltri.
La tiratura dei giornali, come l’età delle signore, è uno dei misteri meglio custoditi al mondo. Bisogna dunque procedere con i piedi di piombo. Sembra però che Vittorio Feltri abbia davvero fatto il botto, come si dice a Roma: il suo “Giornale” avrebbe raggiunto questa settimana le 220.000 copie. Niente male, soprattutto per Feltri: una parte del suo stipendio, infatti, è legata alla tiratura. Non altrettanto bene andrebbe invece “Libero”, in parte cannibalizzato proprio dal “Giornale”.

E qualcuno si dice certo che Belpietro stia già facendo le valigie, destinazione Rai2, per lasciare la poltrona a Franco Bechis.

Marrazzo batte tutti.
Se si fosse ripresentato alle elezioni, il prossimo marzo, Piero Marrazzo avrebbe stravinto contro qualunque avversario. Questo, a quanto pare, uno dei risultati più sorprendenti di un sondaggio promosso dal Popolo della Libertà in vista delle candidature per le Regionali. Né la Polverini, né Tajani, né altri avrebbero potuto battere il governatore uscente. Ma le cose sono andate altrimenti e il centrodestra tira un sospiro di sollievo.

Il sollievo di Draghi.

Le solite malelingue giurano che a tirare davvero un sospiro di sollievo dopo la sentenza Zunino non siano stati i vari Passera, Profumo e compagnia cantante, ma il governatore della Banca d’Italia in persona, Mario Draghi.  Che non avrebbe certo voluto vedersi rivoltato come un calzino mezzo sistema bancario italiano, soprattutto di questi tempi. Resta però un dubbio: come l’avrà presa Tremonti?

5 commenti a “Rumori”

  1. Mellow scrive:

    Profumo, Passera…poi dice che la politica è sex oriented

  2. Paolo Guido scrive:

    Bechis, almeno, sembra intellettualmente onesto. Nonostante sia molto amico di Minzolini, il quale l’aveva invano voluto come vice. Rifiutato dall’apparato MediaRai, forse perché non così politically affordable come il samurai Minzo, ha rimediato un posto di vice a Libero. Non è detto meriti la promozione, vista la premessa. Ma hai visto mai…

  3. [...] Negri, da quando Feltri ne ha assunto la direzione, vada molto bene: questa settima, addirittura, avrebbe raggiunto quota 220.000 copie. Parliamo de Il Giornale, [...]

  4. Paolo Pantani scrive:

    Conoscevo il padre di Piero, Gio’ Marrazzo da Frattamaggiore, grande cronista e Uomo di Coraggio, uno dei primi cronisti minacciati per un libro suo, ” Il Camorrista”.
    Ma Gio’ andò avanti, senza scorta, il libro fu la base della sceneggiatura della famosa opera prima di Salvatore Tornatore, con titolo medesimo del suo libro, con suo consenso e supervisione, con il grande attore americano Ben Gazzara.
    Piero doveva fare solo una cosa, attaccare il telefono in faccia al premier, il quale lo informava “per fargli un favore”, da referente dei servizi segreti, confessare le sue debolezze, anche penali e, dimettersi subito, direttamente, ma in consiglio regionale.
    Il ritiro in convento, ma che ci azzecca?
    L’espiazione politica è altra cosa, i suoi elettori adesso sono soli, abbandonati, ma che colpa hanno loro?
    Uno dei problermi italiani è ‘sta cazzo di televisione, aveva ragione Massimo Troisi: uno può essere un imbecille, ma se lo mandano in televisione, è un grande imbecille!
    Adesso, chi tira i sospiri di sollievo, pensi a Cosentino, capo del CIPE: COMITATO INTERMINISTERIALE PROGRAMMAZIONE ECONOMICA!!!
    A me tremano i polsi, a questo punto siamo? E’ necessario un colpo dal basso, secondo me, il popolo dei fax.

  5. matombe scrive:

    Che il signor “mimandaraitr..ans” possa tranquillamente continuare a percepire ben 20.000 € netti al mese, sommatoria di più incarichi, provoca in me un vero senso di repulsione, almeno pari a quello che proverei al solo sfiorare la sua “dama di compagnia”.A me non interessa se qualcuno vuol fare il “frocio”: sono affari suoi, m’interessa molto, invece, se vuole farlo col mio didietro.
    In questo caso “non ci sto” neanch’io.
    A questo proposito, tramite vostro, mi permetto di dire al signor Napolitano (vale anche per Ciampi e quanti lo hanno preceduto) che quando volesse diventare anche presidente del sottoscritto, dovrebbe prima spiegarmi l’arcano mistero per cui non solo lui e “mimandaraitr..ans”possono percepire tre o più “pensioni”, mentre a quelli come il sottoscritto, oggi modestissimo pensionato, dopo la mobilità e con figlio ancora all’università, si è impedito di fare qualsiasi altro lavoro, pena il ritiro di tutta la modesta pensione per cumulo.
    E dopo avermelo spiegato, mostrarmi cos’abbia intenzione di fare per impedire da subito tali sconcezze.

  6. Archimede Bassi scrive:

    Nessun giornale ha voluto pubblicare una mia modestissima domanda sui “benefits” di cui godono gli ex presidenti della repubblica. Ho letto su “L’Espresso” di qualche tempo fa che i suddetti godono, oltre che di due corpose segreterie, di scorta e, immagino, di auto, telefoni e viaggi gratuiti, anche di “addetti alla persona” e di addetti al guardaroba”.
    Domandavo, allora, se è nostro dovere pagare badanti e camerieri a chi gode già di pensioni (uso approrpiatamente il plurale) tutt’altro che modeste.
    Mi chiedevo anche come impiegassero le otto ore di lavoro giornaliero gli addetti alle segreterie e, di nuovo, i già citati addetti alla persona ed addetti al guardaroba. Mi piacerebbe che uno dei tre ex presidenti mi illustrasse la giornata tipo di uno di questi privilegiati lavoratori (che non credo pagati come un qualsiasi precario).
    Ma sono convinto che andrò all’altro mondo senza che nessuno mi vorrà rispondere…

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