Pagine rosa. Il “transpartito”
Trans, trans, trans. Fortissimamente trans. Le pagine rosa di queste ultime due settimane sono un profluvio di ambiguità androgina. Donna sopra, uomo sotto. Il caso Marrazzo tira ancora. Il colpo vero è di Novella 2000 (gruppo Rcs) che piazza un’intervistona in due puntate al viado sorpreso con l’ex governatore del Lazio nell’appartamento di via Gradoli a Roma, sulla Cassia.
Josè Alejandro Vidal Silva alias Natalì o Natàlia rivela di essere figlia di un editore brasiliano e di temere pure per la vita del suo Piero: <Ho paura che si mata, che si ammazzi>. Natalì conferma anche i sospetti sull’esistenza di una transdestra che tanta curiosità ha suscitato: <Io parlo solo dei miei clienti, degli altri non so. Le trans molte volte inventano. Ma ce n’è uno, di centrodestra, che qui è un habitué. Io però con lui non ci sono mai andata>. Da segnalare, sempre su Novella, altri tre aggiornamenti sulla politica a luci rosa. Seguendo lo sfoglio: la fidanzata del ministro Renato Brunetta, la signora Titti (senza cognome), che in vista delle nozze è andata in visita privata alla fiera “Roma-sposa”; una <notte magica>, questo il titolo dell’articolo, organizzata dalla parlamentare dipietrista Silvana Mura per festeggiare l’arrivo nell’Italia dei valori di Franco Grillini, <leader storico del mondo gay>; la ministra Mariastella Gelmini che <si sposa a gennaio col pancione>. E meno male che Gelmini è una cattolica tradizionalista con tanto di croce sul petto.
Ma la transmania dei rotocalchi familiari e di gossip squaderna numerose chicche su sesso e potere. Su Oggi (sempre gruppo Rcs) dominano le confidenze di Mara Keplero, già guida del Mit, Movimento italiano transessuali. Mara spara a zero sulle colleghe di Rio e San Paolo: <Difendo la transessualità italiana, quella che per strada sta vestita e non conciata come a Copacabana>. Divisioni da marciapiede. Poi nell’ordine confessa di essere stata l’amante di <un ministro bellissimo e intelligente> ai tempi della Prima repubblica (probabilmente socialista); di essere stata la fidanzata di un giocatore della Fiorentina per tre anni: infine di avere un padre spirituale oggi arcivescovo. Nelle pagine successive tocca a Vladimir Luxuria, già parlamentare neocomunista, dare il suo contributo alla causa. Un altro <politico famoso> amato per tre anni. Racconta Luxuria: <Per tre anni abbiamo vissuto come i pipistrelli: ci vedevamo solo quando faceva buio, nascosti dentro sciarpe, cappucci e foulard. Ci incontravamo alla periferia di Roma, in posti il più possibile isolati>. Pipistrelli, anzi pipistrans. Suona bene ed è a doppio senso quanto basta.
La rivelazione più forte è quella di Carlo Ripa di Meana, strillata in copertina su Dipiù (Cairo editore): <Ho amato un trans>. Alcuni brani sono da antologia. CRdM aveva 41 anni quando incontrò Gianna, dopo un’assemblea del Psi a Sant’Angelo Lodigiano, in una notte dell’estate 1970: <Appena la vidi, sentii immediatamente una irresistibile attrazione per lei e mi avvicinai. Scambiai con lei qualche parola e la invitai a salire sulla mia auto: lei salì>. I due si amarono per quattro anni, ma al buio: <Perché la luce del giorno era troppo cruda e impietosa. Di giorno vedevo bene tutti i particolari che mi ricordavano che Gianna non era una donna al cento per cento: vedevo l’ombra della barba rasata sul suo mento, vedevo le sue mani grandi e forti, inequivocabilmente maschili. Era di sera, nella penombra che sfumava i particolari, che la femminilità di Gianna risplendeva>. Manca qualcosa nella ricostruzione di CRdM, ma lasciamo perdere. In ogni caso, dopo Gianna, Carlo incontrò la donna della sua vita: Marina Lante della Rovere che divenne Ripa di Meana. Evidentemente il traumatrans fu molto forte. Riassumendo quanto sopra si capisce, che per amare una trans è necessario il buio. Non solo: nella Prima repubblica c’era un legame stretto tra il Psi e le trans. Almeno da questo punto di vista, le radici del Pd sono sicuramente socialiste.
Per i cultori della memoria storica dei Palazzi a luce rossa non può passare inosservata il giallo delle nozze di Antonello Venditti. Ne ha dato notizia Diva e donna (Cairo editore). Il settimanale ha riferito dell’imminente unione tra il cantante romano e Luana Bisconti, presentata come <ex inviata di Unomattina>. Poi il cantante ha smentito in maniera fastidiosa, con una lettera del suo legale, come se l’annuncio di un matrimonio equivalesse a quello di un avviso di garanzia. In ogni caso, qualcuno ricorderà che Luana Bisconti detta Lulù ebbe il suo momento di gloria cinque anni fa quando il Riformista e Dagospia pubblicarono una serie di articoli sulle avventure sentimentali di Lulù con un ministro del governo Berlusconi. E nel pieno di questa storia, Bisconti iniziò a condurre un programma su Rai il sabato mattina alle 9.25. Titolo: “Diglielo in faccia”. E abbiamo detto tutto.


” Piero, io vorrei che tu e Lapo ed io…” Sono secoli che alle festicciole della Torino in che si picca di essere out girano trans, coca e droghe varie. I conformisti-anti sono i primi a discriminare: non sei omosessuale, non ti fai, non sei neppure un pò trans? No party. Non mi interessa con chi vanno a letto i nostri politici e se devo dire tutta la verità, pur essendo per uno stato laico, non ne posso più della polemica sulle croci nelle scuole. Ho l’impressione che ci siano argomenti più urgenti di cui i cittadini vorrebbero essere informati. Ancora complimenti a voi che ci provate!
DEsiderei gentilmente sapere che razza di TV è mai questa che nei TG da più spazio al gossip che alle notizie di politica sia interna che internazionale. Mi riferisco a Studio Aperto uno dei peggiori TG nazionali. Troppo schierato, servizi banali, e tentativi sempre di giustificare atti di razzismo verso gli extracomunitari, e per le persone che vengono dal sud Italia. Come se il marcio provenisse da sud, invece che da nord. Insomma un cattivissimo esempio di servizio informativo. Inutile poi sottolineare che quando si tirano in ballo termini come identità, cultura, etc etc l’ignoranza crassa viene tutta a galla…Povera Italiaaaa