Il Brendagate
Prima ancora di analizzare la dinamica degli eventi, prima ancora di farsi un’idea di ciò che potrebbe essere davvero accaduto a Brenda, lo sfortunato transessuale morto nel rogo del suo appartamento, le forze dell’ordine, i magistrati e le redazioni si sono gettati là dove l’opinione pubblica li attendeva: nel grande intrigo. Non può trattarsi di un caso, né di un incidente, né di un suicidio: Brenda è stata eliminata perché non parlasse. Perché non consegnasse a qualche settimanale l’elenco dei clienti illustri. O perché non raccontasse la vera storia del “caso Marrazzo”.
E qual è la vera storia di Marrazzo? Una trappola dei servizi, o magari una vendetta dei casalesi (che non avrebbero gradito il cambio di direzione al mercato ortofrutticolo di Fondi), oppure ancora un messaggio trasversale per certi affari di sanità regionale? Al momento non è chiaro: ma è chiaro che Brenda sapeva. Per questo l’hanno fatta fuori. Così come hanno sicuramente fatto fuori Gianguerino Cafasso, il “pusher dei trans”, che, a detta del padre, “voleva scappare da Roma perché aveva paura”. E aveva paura perché sapeva.
E poi ci sono le prove. Le prove? Due dei tre telefonini di Brenda sono scomparsi: e chissà quali immagini contenevano. E il computer è stato ritrovato misteriosamente a bagno nel lavandino. Come se l’eventuale killer incaricato di eliminare il pericoloso trans fosse così idiota da credere che un computer, come una pergamena, si scolora nell’acqua. Ma che importa? Nelle teorie della cospirazione le risposte non contano nulla, l’importante sono le domande. Più domande si fanno, più grande è l’intrigo.
Senza intrighi, infatti, non c’è gusto. Senza intrighi piazza Fontana e il rapimento Moro sarebbero soltanto due prove dell’inefficienza dello Stato. Senza intrighi “Repubblica” venderebbe di meno e “il Fatto” non sarebbe mai nato. E senza intrighi, ça va sans dire, Berlusconi sarebbe soltanto il presidente del Consiglio più longevo della storia repubblicana. Nel Brendagate, infatti, troviamo puntuale anche il Cavaliere: che avrebbe avvertito Marrazzo dell’esistenza del video compromettente soltanto quattro o cinque giorni dopo averlo visto. Che ha fatto Berlusconi in quei giorni? con chi si è consultato? perché non ha chiamato subito il governatore del Lazio?
“Ma siamo certi che si tratti di omicidio e non di una tragicissima e personalissima storia di alcol, farmaci e droga?”, si è chiesto solitario Di Pietro. Incapaci di accettare la banalità, che ci consegnerebbe ad un destino meno affascinante e decisamente più mediocre, andiamo ad ogni costo alla ricerca dell’intrigo, del complotto, della congiura. È banale frequentare i trans, è banale sniffare la cocaina, sono banali i ricatti ed è banale persino la morte – ma non ditelo ai giornali, né ai magistrati, né a quella tifoseria accaldata che ci ostiniamo a chiamare ‘opinione pubblica’.


la politica come una fiction,gli intrighi il backstage che svelano, o meglio, danno la soddisfazione al telespettatore di svelare gli inganni e i trucchi, che danno un senso di rassicurazine e d controllo su ciò che si è visto.
Mamma è sangue?No, è succo di pomodoro.
Di Pietro ,e questa macchia sulla camicia che si è fatto al ristorante?Tranquilli, va via, è solo sangue.
Avevo come amica una trans che diceva che la cosa che la faceva godere di più era fare la “finta” della “finta”
diciamo che non ci sono intrighi e che forse la morte può essere banale: non che lo sia andare a trans o sniffare cocaina per piacere.
caro il mio omonimo, non sono un dietrologo (mai definizione più azzeccata in questo caso…:-) ma ti chiedo:
quante persone che hanno avuto a che fare con la giustizia sono morte negli ultimi 12 mesi (cucchi a parte). E quanti sono morti nella stessa inchiesta. Ora, che due persone, il pusher e poi brenda, muoiano nello stesso tempo, per la legge dei grandi numeri mi sembra improbabile. però una cosa la posso dire. Io per educazione e progetto di vita, mi considero di Sinistra. Mi piacerebbe che il già Governatore Marrazzo, per una volta tanto, si comportasse (non dico da uomo) ma almeno da persona per bene e ci dicesse (o dicesse ai giudici) che cosa davvero sa. O sta per caso ancora facendo melina finche non contratta privatamente il suo futuro personale. Sono già morte due persone. Una persona di Sinistra questo stimolo dovrebbe averlo.
Però ecco, come precisazione (sempre per la serie “Ufficio accuratezza”): chi va da maschio a femmina è UNA trans, chi va da femmina a maschio è UN trans. Sottigliezze linguistiche, ma mica tanto.
derubricare piazza Fontana e il rapimento Moro a mere “prove dell’inefficienza dello Stato” è un po’ eccessivo
bene, bravo, 7+.
ecco, se, magari, anche uno dei soliti del pd che va in tv nei soliti talk-shows , esprimesse concetti simili al bravo f r , forse si potrebbe cominciare a vedere una luce in fondo al tunnel.
x il dr duke : la legge dei grandi numeri ?
Ecco sì, in questa storia ci mancano solo i servizi deviati e la geometrica potenza, e poi ci siamo tutti. Ma c’è ancora speranza che trovino qualcosa, i magistrati indagano e mi sembrano partiti col piede giusto. A proposito, i bookmakers inglesi a quanto lo danno il primo pentito (che sia di mafia, terrorismo rosso e nero o banda della magliana poco importa) che parlerà di Brenda?
@Giulia Blasi. Chi va con una trans è un ricchione.
Quello che si vorrebbe cessasse (almeno io) sono i terribili talk, da Monica Setta a Gruber a Bruno Vespa. Sarebbe carino che cessasse anche il chiacchiericcio se andare con le trans sia o no una schifezza. Non credevo proprio che arrivata alla soglia dei 52 anni si dovesse essere ancora così sessuofobici (e per bene!
@maurizio giorgio, per intanto, qual’è il cognome? La “legge dei grandi numeri” è quella parte della matematica che si è specializzata negli ultimi anni nello studio dei numeroni (ad esempio 7-8-9). Purtroppo si segnala un accerchiamento senza esclusione di colpi nei confronti dei cultori della “legge dei piccoli numeri” volgarmente chiamata….dei numerini (ad esempio 1-2-3). E’ notizia di questi giorni che lo stesso governo italiano ha preso parte alla contesa schierando il ministro Brunetta, leader dei numerini vs il ministro Tremonti, leader dei numeroni. Arbitra il presidente Schifani, leader di tutti i numeri dispari pari tra 1 e 3 escluso il 2. Vigila il ministro Al Fano, che si dichiara a favore di una dialettica sincera, a patto che la cosa si concluda entro l’ora di pranzo. Ristabilita con decreto presidenziale, avendo scoperto da puntuale informativa dei servizi militanti che il ministro Rotondi di nome faceva Gianfranco, ed avendo la Digos confrontato le iniziali, ha solennemente stabilito che uno che si chiama G Rotondi, altri non è che un pericoloso…girotondino!!! Il sabotaggio del sistema doveva passare dalla buvette ma il ns impareggiabile governo ha sventato anche questa manovra comunista. Viva il bignè!
x duke. maurizio e’ il nome, per intanto.
poi vedo che lei e’ molto simpatico quando cazzeggia.
lasciamo, quindi, la legge dei grandi numeri nel mondo delle cazzate : c’e’ sempre il rischio che qualche grande indagatore la prenda sul serio.
x tiziana . io ho superato i 57 e sono d’ accordo con lei.