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Il giorno che Gianni Letta smise di tacere

Tremate, Gianni Letta è tornato. No, tornato, no. In fondo, uno come lui è come se non ci fosse mai stato. Qualcuno l’hai mai visto dal vivo, l’ha mai sfiorato, ci ha mai scambiato quattro chiacchiere del tipo: come va? che ne pensa di questo e di quello? No. Letta Gianni non è proprio il tipo umano normale. Di quelli con cui, appunto, parli della situazione politica e magari ti dice anche qualcosa. E invece…

Invece, succede da un paio di settimane che il più taciturno uomo politico italiano, uno di cui molti sono arrivati a dubitare che esista davvero, si è messo a parlare. Ma non a convegni o inaugurazioni, quelle cose noiosette dove Berlusconi lo manda perché non vuole andarci lui. Nossignori. Gianni Letta ha preso a parlare coi giornalisti. ‘A margine’, come si dice in gergo.

Lo ha fatto, per esempio, la settimana scorsa uscendo da un convegno alla Luiss, ed è sembrato come un allenamento, un esperimento per vedere se gli riusciva di reggere la selva di microfoni e telecamere. Lo ha fatto anche durante una conferenza stampa a Palazzo Chigi, arrivando a parlare di temi come la crisi e lo spirito giusto che il Paese dovrebbe avere per uscirne definitivamente.

Poi, è successo che si è fatto riprendere nello spot della presidenza del Consiglio che vuole invitare gli italiani ad andare di più a teatro. D’accordo,tutti sanno quanto Letta sia un melomane e un amante dei palcoscenici (calcati dagli altri), ma che bisogno c’era di esporre la sua non arcinota immagine pubblica laddove un qualunque attore o attrice avrebbe, bucato molto di più il video?

L’ultima uscita, poi, è stata quella più clamorosa. Riguarda Giulio Tremonti. Berlusconi era già intervenuto a difesa del Superministro contro gli strali di Renatino Brunetta. Non è bastato. A freddo, 48 ore dopo la polemica, Letta ha preso la parola e, dal palco della Camera di Commercio di Roma, ha detto, in sostanza: chi tocca Giulio muore. Come se il vero presidente del Consiglio fosse stato lui.

5 commenti a “Il giorno che Gianni Letta smise di tacere”

  1. presto presto ah scrive:

    magari è solo questione di allenamento.

  2. sophia colpiacca scrive:

    Che Gianni Letta non esisteva perchè non parlava lo pensa solo chi ha scritto l’articolo, il quale ha assunto la locuzione parlo, quindi sono….Ricordo che quando il Capo distribuiva le poltrone ministeriali e nessuna andò a Letta, a chi obiettava questa assenza affermò che di tutti poteva fare a meno, tranne che di Gianni Letta.
    E che lui, in questo principio di legislatura ,sia stato l’artefice di tanti appianamenti tra le parti è stato noto anche e perfino a noi poveri navigatori…l’abile pasticcere ha dosato i vari ingredienti per sfornare tante crostatine buone anche al palato della gente.
    Tutta invidia da parte della sinistra…ad averlo avuto un Gianni Letta ai tempi di Prodi, chissà…..

  3. Cosmico scrive:

    Sophia ha perfettamente ragione. Diciamo che il Gianni Letta è l’ufficiale di collegamento fra il generone politico romano, il potere vero (non esclusivamente romano) e tutto ciò che ruota attorno a Berlusconi, alla Lega, all’ex mondo socialista milanese. Tutto qua.

  4. andrea lucangeli scrive:

    Dopo tre consecutivi Presidenti della Repubblica di centro-sinistra (Scalfaro, Ciampi, Napolitano) il prossimo tocca al centro-destra ergo Fini e Letta stanno facendo “le prove generali” per il grande evento. Le strategie dei due sono molto diverse: Fini si smarca dal Berlusca per acquisire agli occhi degli italiani una sua indipendenza formale mentre Letta sta tentando di “scongelarsi” per rendere la sua figura un pò più “popolare” e “simpatica” al grande pubblico….Non escludo che nei prossimi mesi arriveremo addirittura a vedere un Gianni Letta NON impomatato e magari pure leggermente casual e spettinato…!

  5. Pedro scrive:

    Senza Gianni Letta come consigliere, Berlusconi avrebbe fatto ben poco e lui lo sa perfettamente.
    Bisogna riconoscere a Berlusconi un merito, che non hanno molti altri: sa scegliersi i collaboratori. Ha l’intuito per valutare chi ne sa più di lui. Anche tra i giornalisti al suo servizio, ve ne sono alcuni abilissimi nell’inventare storie prive di qualsiasi fondamento che sembrano verità sacrosante.

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