Di Pietro, il volto qualunque dell’uomo qualunque
Circa trecento anni prima di Cristo un gruppo di molisani si organizzò in una “Alleanza italica”. Frentani, Marrucini, Sanniti ed altri si batterono con coraggio contro l’odiata Roma. Circa nove anni fa, un molisano altrettanto pugnace organizzò una nuova alleanza, estesa questa volta a tutto il territorio nazionale: l’Italia dei Valori. Il coraggioso erede di cotanta speme, la cui romanizzazione è evidentemente stata solo parziale, è Antonio Di Pietro, che ancora pare esprimersi in Osco, almeno fonologicamente, cioè nell’antico idioma locale.
Lombroso stesso non avrebbe esitato a commentare il linguaggio mimico del nostro amico. Occhi vicini, sguardo furbesco ma forse onesto, atteggiamento moralista. Ce n’è per tutti i gusti.
Un principe del Foro. O forse un pranoterapeuta dei morbi nazionali.
Un protagonista consumato, un cervello fino. Un arruffapopoli esperto con gestualità da pretura, incisivo, senza frilli. Ma convincente? Senza dubbio le origini di Montenero di Bisaccia, ridente villaggio agricolo molisano dal clima mite, lo hanno reso un abile seminatore di zizzania. Ma il suo percorso di crescita professionale lo ha reso un burocrate: un problema per ogni soluzione.
Tutto sommato è una persona ‘normale’, semplice, umile. Ma neanche tanto evidentemente. Si, perché organizzare una giornata contro il presidente del Consiglio, come fosse un Gay Pride, una giornata senza auto o la domenica dei nonni, prevede temerarietà e un savoir faire politico che non sono affatto semplici e tanto meno umili. E così, dietro questa faccia normale, da uomo qualunque, quasi una foto segnaletica da “Chi l’ha visto?”,
forse si cela qualunquismo che sa di opportunismo.
Ma qual è l’espressione emotiva del qualunquismo? Qual è la mimica dell’opportunismo? Temo che il linguaggio non verbale qui non ci aiuti. Saranno piuttosto i fatti a dimostrarcelo. Ma sarà complesso andare a ritroso e collegare il momento politico alla contrazione muscolare facciale che rivela l’emozione corrispondente.
Il nostro bilioso retore è inoltre apparentemente prino del locus neurale per il senso dell’umorismo, una funzione cognitiva superiore che evidentemente non gli appartiene, e che lo rende quindi ancora più efficacemente oltranzista. Lo humour è di fatto strettamente collegato all’intelligenza e alle funzioni esecutive, cioè a competenze neuropsicologiche alla base della flessibilità cognitiva e dell’empatia (il fenomeno è direttamente collegato alla relazione con l’altro). Ben esprime farisaicamente invece la propria frustrazione per le ingiustizie perpetrate senza il proprio consenso.
Auguriamogli che, con umiltà e con pacatezza, rilegga L’imitazione di Cristo e le sue, nel caso specifico, profetiche parole: “Certamente un umile contadino che serva il Signore è più apprezzabile di un sapiente che, montato in superbia e dimentico di ciò che egli è veramente, vada studiando i movimenti del cielo…”.


beh mica tanto qualunque : vista l’abilita’ con cui e’ riuscito ad arrivare ai piu’ appetitosi stipendi pubblici della repubblica e alla favolosa pensione che sta maturando.
pare anche , ma lo dice la concorrenza , che abbia anche messo insieme un bel patrimonio immobiliare :
piu’ che ” bilioso” e’ il caso di dire ” immobilioso” .
Be che si sia arricchito non saprei… di certo non è l’unico a guadagnare bene visti gli stipendi che percepiscono tutti i parlamentari… un dato è che lui non è proprietario di televisioni e poi lo preferisco anche per il suo qualunquismo contadinotto..
…ma è la rete (e non Di Pietro) che ha organizzato il NO B DAY…vero è che lui ha tentato di metterci il cappello…ma non riuscirà a salire sul palco come avrebbe voluto…
@Loredana: è bello vivere di illusioni.