Umbria, comunque vada sarà una donna
Nel 2010 l’Umbria potrebbe essere guidata per il terzo mandato consecutivo da una donna. Caso unico, nella storia delle Regioni italiane. L’espressione “terzo mandato” farà sussultare i democratici. Il congresso appena vinto da Bersani e dal suo candidato, Bottini, è stato infatti attraversato proprio dal tema “terzo mandato”: non di una donna qualsiasi, ma della presidente in carica, Maria Rita Lorenzetti.
La mozione “No al Lorenzetti ter” ha unificato aree politiche disomogenee intorno ad un’unica candidatura: Alberto Stramaccioni, già dalemiano poi franceschiniano non praticante, candidato dei franceschiniani Verini, Agostini, Sereni e Bocci. Che sono, guarda caso, quattro aspiranti alla presidenza della Regione. Chi di loro ha davvero chances di farcela?
Walter Verini (ex-Ds, area Veltroni). La sua candidatura non ha concrete possibilità di prendere quota. Verini è lo sconfitto del congresso, e il legame con Veltroni, oltre al non-legame con l’Umbria – lasciata da più di dieci anni – ne aggravano l’isolamento.
Mauro Agostini (ex-Ds, area Veltroni). Il vero candidato dei veltroniani. In questi anni il più attivo oppositore della Lorenzetti, e, dopo l’esperienza del governo Prodi, in cerca di visibilità. Le sua idee di Umbria e di partito sono un po’ diverse da quelle del fronte Bersani-Lorenzetti. E quindi, minoritarie fra gli iscritti e fra gli elettori delle primarie.
Giampiero Bocci (ex-Dl, area Popolari). Il grande tessitore. Potrebbe essere un candidato, ma potrebbe essere l’uomo dell’accordo. L’uomo che da politico abile può muovere le acque sia in un senso che nell’altro, traendone vantaggio in ogni caso.
Marina Sereni (ex-Ds, area Fassino). La candidatura più probabile dei franceschiniani. Considerata vicina ai bersaniani, potrebbe essere il punto di incontro fra le due anime del Pd.
E per i Bersaniani? C’è chi dice che l’unica in grado di vincere sia solo lei, Rita Lorenzetti. Ma c’è anche chi risponde che per lei va chiesta una deroga agli organismi dirigenti per consentire un terzo mandato. Potrebbe prendere quota il nome del capogruppo del Pd in Consiglio regionale, Gianluca Rossi, giovane di belle speranze, ma forse proprio per questo destinato ad attendere. Infine c’è Catiuscia Marini, europarlamentare uscente e prima dei non eletti alle ultime europee, appena entrata nella nuova segreteria del Pd. Tre donne, dunque: Lorenzetti, Sereni, Marini.
E nel centrodestra? Anche qui tre donne in lizza. Sono Stefania Giannini, rettore dell’Università per stranieri, Luisa Todini, forse in corsa anche per la Regione Lazio, e Fiammetta Modena, consigliere regionale Pdl.


Questo sta (politicamente, of course) con questo, quella sta con quell’altra, eccetera.
Affascinante ricostruzione.
Affascinante come un riccio di mare che si infila in un costume attillato. Soprattutto perché, poi, c’è il piccolissimo particolare (e recenti esperienze elettorali, proprio in Umbria….il Comune di Orvieto se lo è preso il centrodestra e per quello di Terni c’è mancato davvero poco) rappresentato dal fatto che poi bisogna convincere noi, il famoso ‘parco buoi’ a votare…ma questo, ovviamente, è tutto un altro discorso
Chiedo la “Q” di Quote. Do la soluzione:
Umbria Quore rosa d’Italia
caro Marco Torricelli. Chi aveva ragione? saputello