Calabria, Pdl al bivio tra Scopelliti e Misaggi
Può la vicenda giudiziaria di Nicola Cosentino, ex candidato in pectore alla presidenza della Regione Campania, inceppare nel Pdl il grande risiko delle regionali? Sembra proprio di sì, se si volge lo sguardo al cortocircuito creatosi tra Roma e la base del partito in Calabria. Un caso che nessuno avrebbe immaginato e che, invece, una volta esploso, potrebbe produrre un effetto deflagrante sulla tenuta elettorale delle truppe.
Sono state le dichiarazioni rilasciate il 23 novembre al Corriere della Sera da Bernardo Misaggi, una vita professionale spesa al servizio della medicina lontano dalla Calabria ed ora pronto a spendersi per la sua terra d’origine, ad imporre uno stop alla corsa verso la presidenza della Giunta regionale di Giuseppe Scopelliti.
43 anni appena compiuti, Scopelliti sembrava l’arma letale per disarcionare il centrosinistra. Già a 28 anni, al culmine di una folgorante ascesa nel Fronte della Gioventù, l’organizzazione giovanile del Msi, si ritrovò sullo scranno più alto del Consiglio regionale calabrese. Un cursus honorum che, impreziosito da incarichi nell’esecutivo della legislatura regionale successiva, gli valse il diritto-dovere di essere scelto nel 2002 come colui che avrebbe regalato la città di Reggio Calabria, simbolo caro alla destra sin dai tempi della rivolta dei “boia chi molla”, ad Alleanza Nazionale. La vittoria assunse forma e sostanza di un trionfo nel 2007, con il 70% dei consensi: e già in quei giorni si ragionava a voce alta sostenendo che sarebbe stato lui la bandiera del centrodestra da piantare al vertice della Regione nelle elezioni allora distanti quasi tre anni.
Chi, o cosa, avrebbe potuto frenare la corsa senza apparenti ostacoli di Scopelliti, da anni stabilmente in cima alle classifiche dei sindaci più apprezzati d’Italia? Sebbene Berlusconi a settembre avesse indicato coram populo che nel puzzle delle candidature i soli tasselli certi fossero Formigoni in Lombardia e Scopelliti in Calabria, ecco che la richiesta di arresto nei confronti di Cosentino ha imposto un ritorno al punto di partenza.
La Campania, infatti, è nuovamente in discussione, con gli ex colonnelli di An che serrano i ranghi per favorire la discesa in campo di Pasquale Viespoli. E la Calabria? Scopelliti e il Pdl calabrese se ne facciano una ragione, perché Berlusconi, in caso di emergenza, ha già un nome e un cognome: Bernardo Misaggi, suo amico personale, originario della provincia di Reggio Calabria, medico di chiara fama. Sembra che non abbia mai fatto politica: ma questo sembra essere soltanto un dettaglio.


non riesco proprio a capire perchè nel PDL – per essere considerati buoni amministratori – bisogna per forza essere….medici…(meglio se “professoroni” o primari).- Non mi pare che lo stato della sanità in Italia giustifichi così tanta ammirazione…..- Perchè invece non proporre giovani manager (magari con qualche esperienza all’estero) e che sappiano far di conto visto che il maggior problema di un Amministratore pubblico è quello di far quadrare i bilanci e non quello di…..operare di prostata…..