Lombardia, Penati verso la candidatura
Alla fine Penati dirà «Obbedisco» e, a malincuore, accetterà di sfidare Formigoni – o chi per lui – alle prossime regionali? La Repubblica, solitamente ben informata sulle mosse dell’entourage penatiano, ha anche già annunciato la data della discesa in campo: il 14 dicembre. Niente primarie in vista quindi. E non mancano i mal di pancia tra i democratici lombardi.
Il primo non è quello di Maurizio Martina: il segretario correrà probabilmente per un seggio da consigliere regionale nella circoscrizione di Bergamo. Ci sono altri invece, più e meno giovani, che aspettavano le prossime settimane per promuoversi. La candidatura Penati, pesantemente voluta da Bersani, soffoca sul nascere queste ambizioni. L’ex presidente della provincia di Milano dovrà plausibilmente rinunciare a quello che si dava come obiettivo primario: la corsa alla poltrona di sindaco del capoluogo nel 2011. E questo gli pesa.
Il neo-segretario del Pd di concessioni al sestese comunque ne ha fatte. Prima fra tutte portare a Roma, nella segreteria dei «giovani», il fidatissimo Matteo Mauri, già assessore della giunta Penati e attuale capogruppo Pd a Palazzo Isimbardi. Così, mentre Roma tenta di intervenire nelle dinamiche del Pd lombardo, la confusione sotto il cielo rimane tanta. E i condizionali sono d’obbligo.
A Milano si deve eleggere il segretario provinciale. Fino a qualche ora fa pareva certa la candidatura unitaria di Roberto Cornelli, sindaco di Cormano. Niente primarie quindi e elezione della direzione interna ai circoli. Pax bersaniana e “quadra” con le minoranze. Il tutto però è durato lo spazio di un mattino. Già nella notte era stata minacciata una candidatura alternativa di raccolta dei «bersaniani arrabbiati». Ed ecco in serata comparire su Affaritaliani la dichiarazione di Filippo Caputo, membro della segreteria provinciale, di provenienza Margherita: «Serve un partito che coinvolga la base. Gli accordi veloci spingono alla rassegnazione. Il problema è il metodo con cui vengono presentati i candidati». Insomma, Caputo lancia la sfida a Cornelli e si profilano le primarie per il 7 gennaio.
Ma chi sono questi «bersaniani arrabbiati»? Alcuni dicono non sia estraneo Penati, che potrebbe aver mal digerito il diktat romano. Ma soprattutto che sarebbe intenzionato a ribadire il proprio peso nella definizione degli assetti interni al Pd milanese. Altri sostengono che sia una candidatura nata solo per trattare sui rapporti di forza nella futura segreteria. Saranno le prossime giornate a chiarire il quadro.


Truschi e trame ormai sono così diffusi che perfino il mio amico Filippo (Caputo, che avevate capito?) assurge agli onori delle cronache. Una cosa è cerca, dal basso, dall’alto e pure dal mezzo si va organizzando il dissenso su questa candidatura ; Penati ha già perso le provinciali perchè tanti elettori del PD proprio non ce l’hanno fatta a votarlo. Stavolta avvisiamo prima: Penati, no, Penati non lo votiamo!