Metriquadri calpestabili/2: Calunnie e farfalline
“Ma che schifo.”
“Cosa, che schifo?”
“La cucina.”
“E cos’ha che non va?”
“Mah, non so, vedi tu. La puzza in casa non la senti?”
“No. Quale puzza?”
“Ci sono i vermi nella spazzatura, il fornello incrostato, un dito di sporcizia sotto tutti i mobili. Le farfalline nella farina.”
“Le farfalline nella farina ci sono da quando c’era ancora Romano.”
“Niccolò, a parte che quando c’era Romano tu non abitavi qui, no, è la farina che è la stessa, perché nessuno di voi ha mai saputo fare una piada come Dio comanda e la lasciate lì a fare le farfalline. E mica la buttate o ci mettete un antitarme, no: chiudete lo sportello e fate finta di niente, oppure la spostate in un cassetto.”
“Non è vero! L’antitarme è fra le priorità di questa casa, e chi dice il contrario getta infamia sui suoi abitanti. Calunnia! ”
“Guarda che l’ho visto, Silvio, che lo toglieva.”
“Non è vero.”
“L’ho visto. Dice che gli si appiccicano i ditini quando apre lo sportello.”
“Falsità e menzogne!”
“Seeeh, seeeh.”
“Quando c’eravate voi, la cucina era sporca uguale!”
“Certo, ma almeno si provava a discutere su chi doveva pulirla.”
“Grande progresso.”
“E comunque siete voi che siete arrivati dicendo che ci avreste fatto vedere, che avreste risolto il problema delle farfalline, perché voi eravate quelli del fare. Guarda qua. Farfalline dappertutto. E il pavimento, poi. Prima la Rosy è andata a prendersi un chinotto in frigo e le è rimasta la scarpa attaccata su una cicca. Una cicca sul pavimento!”
“Sempre a lamentarti, sempre a fare il disfattista, mavalà mavalà mavalà, ma su ma su ma su, ma dai ma dai ma dai.”
“Ossignore, eccolo che parte.”
“Siamo in una casa libera e democratica, la migliore delle case possibili, e abbiamo una cucina che tutto il mondo ci invidia!”
“Ma che cazzo dici, che mezzo mondo ci prende per il culo perché abbiamo la casa più zozza d’Europa.”
“Non puoi dire queste cose.”
“Ma come, non le posso dire?”
“No, non le puoi dire, danneggi l’immagine della casa.”
“Ma scherzi?”
“Non scherzo. Anzi. La Mivì se ne occupa per-so-nal-men-te, di dare una bella immagine della casa nel mondo.”
“E come?”
“Manda le sue calze in busta chiusa ai direttori dei giornali. Profumate. Due gocce di Opium… mmmhhhh…”
“Ecco, non fossi abbastanza stomacato dalle farfalline e dai vermi, ci mancava il Niccolò con il morbino.”
“Tu non capisci le strategie della Mivì. L’iconografia della donna italiana nel cinema anni ’50. Sophia Loren che lancia le calze a Mastroianni. Bisogna fargli venire l’invidia, agli stranieri, devono ricordarsi che in Italia ci sono le donne più belle del mondo, e che se le vogliono devono venire a prendersele qui.”
“Ideona. Diciamogli di venire a prendersi la Mivì, e alle pubbliche relazioni ci mettiamo qualcuno che ci capisca effettivamente qualcosa.”
“Sei solo un disfattista invidioso! Ci godi, a far sembrare questa casa il posto peggiore del mondo! Vorresti vedere questa casa rasa al suolo, ma siamo noi che vi abbiamo rasi al suolo! Comunisti! Comunisti!”
“Ci rinuncio. Guarda, se mi lasci entrare in cucina ci provo io.”
“Io qui sento solo un sano odore di casa, robusti aromi di cucina casalinga, le cose genuine che ci piacciono tanto e che voi vorreste distruggere.”
“Le farfalline.”
“Lasciale vivere. Anche loro sono creature di Dio.”


Era tanto che non ridevo così di gusto……
Brava Gretel…XD