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Gad e Patty, cortocircuito letterario

Alla società dello spettacolo piace il genere autobiografico perché placa gli istinti onnivori del pubblico voyeur. E gli uffici  marketing delle case editrici non aspettano che il Natale per dare in pasto ai lettori le vite degli altri. Il caso vuole che, in questo periodo,  Gad  Lerner e  Patrizia D’Addario siano i protagonisti involontari di un cortocircuito letterario. Con l’esito che le loro storie  sideralmente  distanti per stile, contenuto, sintassi e intensità siano in realtà legate dal senso tragico degli eventi  che si snodano nei confini di un Mediterraneo levantino, tra Bari e Beirut.

Le tragedie familiari d’entrambi, le sofferenze infinite, il travaglio di vite errabonde e sfortunate sono il fil rouge che cuce insieme la storia personale dei due autori. Il primo, con l’intenso racconto Scintille, s’immerge  nella condizione esistenziale di ebreo errante  dipanando l’intricatissimo gilgul familiare,  quello che per la Qabbalah ebraica è il frenetico movimento delle anime vagabonde che ruotano intorno a noi quando la separazione dal corpo avviene in circostanze ingiuste.

Lo sfondo della storia è l’Olocausto che spazza via la Galizia yiddish di suo padre Moshé e la sofferenza della nonna Teta, suocera poco amata dalla raffinata Tali, la moglie di Moshé, cresciuta nella cosmopolita Beirut. Lerner ci porta ad Aleppo,  Leopoli e Boryslaw, lo shtetl in cui persero la vita i Lerner, per condurci  al confine tra Libano e Israele, presidiato dai soldati italiani, in una sintesi delle molteplici identità dell’autore: apolide, ebreo, italiano.

Patrizia D’Addario, invece, con la vicedirettrice del Corriere del Mezzogiorno Maddalena Tulanti, pubblica Gradisca, Presidente, biografia di una vita vissuta male,  fino ai dettagli (pochi) della famigerata notte sul lettone di Putin in compagnia di Silvio Berlusconi. Tutto parte dalla morte del padre, suicidatosi per un terreno alla periferia di Bari che avrebbe voluto trasformare in un residence.  E in un vortice senza fine si arriva ai rapporti con Giampaolo Tarantini e con l’uomo che la costringe a prostituirsi, ma che lei riesce a mandare in galera grazie all’ormai inseparabile registratore, fino alle esperienze da istrionica fotomodella e prestigiatrice, prostituta senza terra, coinvolta in un gioco più grande di lei, e infine  icona di una femminilità disgraziata.

Gad e Patty, personaggi famosi, dalle storie tristi con esiti opposti, in vetrina per Natale. Chissà chi venderà di più?

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