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Il No B Day e la grande ipocrisia del Pd

“Se non fossi presidente del Pd andrei in piazza”. La dichiarazione è di Rosy Bindi. In un momento di ottimismo mi ha ricordato la famosa battuta di John Belushi nei Blues Brothers: “Le cavallette, un’invasione di cavallette…”. Una scusa pazzesca, surreale, fantastica. Bindi naturalmente non ha né la genialità, né l’umorismo di Belushi. Anzi, è il caso di scusarsi del paragone con il compianto attore americano. Persino Giovanna Melandri, non certo una battutista nata, si è permessa di prendere per i fondelli le parole del presidente del Pd: “Non si preoccupi, noi non sottilizziamo. Venga pure alla manifestazione, sarà la benvenuta”.

La prima riforma che Pierluigi Bersani deve imporre nel suo partito è la fine dell’ipocrisia e un po’ di senso della misura. Da tempo, direi dal successo seguito all’infelicissima battuta di Berlusconi, Bindi è entrata in un vortice in cui non sa più chi è. O meglio lo sa benissimo, ma le piace giocare. Come vicepresidente della Camera si sente investita di un fondamentale ruolo istituzionale, ma lo confonde anche con il suo ruolo di dirigente di partito. “Presidente del Pd”. Come se fosse il presidente della Corte costituzionale, della Camera o del Senato.

Diceva Oscar Wilde: “E’ il miglior ordine mio l’esser confuso”. Ma per un politico non è una buona regola. Può darsi che la pasionaria bianca volesse esprimere una distanza dalla scelta ufficiale del suo partito, un diverso sentire. Ma la formula usata ha dell’incredibile. L’effetto ipocrisia si ingigantisce leggendo le parole di altri dirigenti democratici. Un’epidemia di paraventaggine. Inquietante, perché la quantità di dichiarazioni simili fa capire che nel Pd c’è un problema, una paura di gesti e parole che non si concilia con la pretesa di essere classe dirigente.

Veltroni afferma: “La piazza va sostenuta. Io però presento un libro, ho il matrimonio di un amico, non mi piace la sfilata di politici davanti alle telecamere dunque non andrò”. Potevano essere casi isolati. Invece, ieri, ecco il terzo indizio che fa una prova. Barbara Pollastrini invia alle agenzie un comunicato lungo come un editoriale. “La piazza è bellissima, combattere contro questo governo è un dovere, l’unità delle forze di opposizione è un valore da difendere, chi lotta per il cambiamento è benemerito”. Lei sfilerà? “Se non fossi bloccata da un’indisposizione – chiude il comunicato l’ex ministro delle Pari  opportunità – sarei anch’io nel corteo”.

Se non facesse piangere, farebbe ridere. Ma non sarebbe meglio il silenzio? Il problema esiste, ed è ormai una questione di cultura politica, di come si veicolano i messaggi. Bersani sta provando a uscire dal guado dell’ipocrisia. Dice di essere riformista e di volere le riforme. Anche con Berlusconi, perché no. E’ lui che sta al governo, è lui che ha milioni di voti. Ma questo messaggio deve fare molta strada nel suo partito. Le cavallette invece lasciamole a Belushi.

8 commenti a “Il No B Day e la grande ipocrisia del Pd”

  1. John Doe scrive:

    Concordo, lasciamo il sapone negli occhi e le cavallette a quelli bravi…..oppure no. Oppure li usino anche loro, i nostri politici, ma fino in fondo. Intanto collochiamo le cose al posto giusto, una fogna, e poi mettiamogli davanti una sposa abbandonata con un mitra in mano. Ma dire la verità no? Dire che quella roba non ti piace, o che ti piace ma non è opportuna, o magari solo che non ne hai voglia, non sarebbe meglio? Oppure, e qui concordo di nuovo, non sarebbe meglio starsene zitti? Macchè, è più forte di loro, per loro è meglio dire evidenti e riconoscibili stronzate. Non sono cattivi….molto peggio: pensano che sia meglio così.

  2. maurizio giorgio scrive:

    ah la bindi !! (e pure bersani che l’ha voluta presidente)
    prima precisazione : la famosa battuta , piu’ bella che intelligente, e’ di sgarbi. berlusconi l’ha ripetuta.
    seconda precisazione: la pasionaria ! essendo anzianotto mi ricordo bene che la rosy , toscana, per essere eletta in parlamento nella dc si trasferi’ nel bianco veneto. si ritrasferi’ nella rossa toscana quando si presento’ a sinistra.
    la pasionaria ha avuto sempre una grande passione per i voti sicuri .

  3. andrea lucangeli scrive:

    La “passionaria biancorossa” (intesa come ex DC/DS ma anche perchè è venuta a mettere il naso pure nel vicentino, anni addietro…) è così convinta della sua superiorità, così calata nel suo ruolo e così priva di humor da rasentare il patetico……- Certe volte è così impresentabile che mi diventa addirittura simpatica, di quella naturale simpatia che si prova per gli “sfigati” convinti di essere, però, al centro del mondo e delle altrui conversazioni….

  4. rosario scrive:

    e perchè mai un presidente di partito non dovrebbe andare in piazza ad una manifestazione……….. forse perchè non vuole dare maggiore visibilità a Di Pietro e all’ IDV.

  5. Antonio scrive:

    Il problema è proprio questo come ho scritto qualche ora fa su FB, finché il PD non la smetterà di sentirsi istituzionale e perbene, romarremo sempre in mano Berlusconi, con un farabbutto simile (il termine gli piace molto specie darlo ai giornalisti), non si può essere gentiluomini, è uno senza parola, senza dignità, appena gli giri le spalle, ti accltlla, per non ire qualcosa di più sessuale.
    Ce lo ritroviamo d’altrone, ancora qui, per il biglietto di dignità che gli dette D’Alema, al momento della bicamerale, e successivamente per tutti i governi del centrosinistra, che non hanno avuto il coraggio di fare la legge sul coflitto di interessi e successivamente quella elettorale. Se il PD non inizia a guardare un pò di più al popolo, e inizia a mettersi i maglioni e, perché no, anche l’eskimo, rimarremo in mano a grande delinquente (penso non ci sia bisogno di dire a chi mi riferisco).

  6. sophia colpiacca scrive:

    la Bindi, come tutte le bruttine stagionate,devono cambiare spesso giro di comitive per trovare il tipo giusto che le porti a ballare…in quanto al vecchio eskimo , @antonio,ne ho ripescato uno della taglia di Di Pietro.Puzza un po’ di muffa,però…..

  7. Guido scrive:

    “…Come vicepresidente della Camera si sente investita di un fondamentale ruolo istituzionale…” in effetti la presidenza della camera e dintorni sembrano avere effetti psichedelici …. sarebbe da indagare.

  8. attilio scrive:

    Alla fine della fiera pare che la Bindi andrà in piazza!Così sicompleta il pasticcio, il PD èun po’ dentro e un po’ fuori! Cosa ci si aspetta poi dalla manifestazione? Trecento cinquanta o cinquecento mila, poco cambia.Cortei e slogan contro Berlusconi non possono sostituire la proposta politica, ancora confusa e resa ancora più nebulosa dalla oscillazioni di Letta, Bindi e più. Occorre cheBersani si renda consapevole della forza del mandato ricevuto e la utilizzi. La piazza non va snobbata, ma un partito per l’alternativa deve accentuare il suo connotato riformista.

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