rss twitter facebook youtube search
top

C’est Fini le confit

L’ho davvero letta per caso. Tornato a casa, febbricitante, zuppo di pioggia e con i lombi massacrati dalla malsana passione per la moto, vedo sul tavolo della cucina un libro che un amico ha dimenticato: Centouno storie zen. Lo apro a caso…

Un maestro stava cominciando il suo sermone quando un uccellino iniziò a cantare. Il maestro non parlò, tutti ascoltarono il canto dell’uccellino. Una volta cessato, il maestro disse: “Bene, il sermone è terminato”, e se ne andò.

Ispirato dalla storiella zen, decido di cucinare la cosa più semplice e lineare possibile con gli ingredienti a disposizione. Nel frigo ci sono, nell’ordine:

n.12 pomodorini vesuviani (quelli con il sedere a “pizzo”)

n.1/2 limone con striature di muffa. Buttare subito.

n.1 barattolo acciughe sotto sale.

n. 1/2 mazzetto di prezzemolo.

n.2 carote pendule.

n.2 spicchi d’aglio.

Non mi do per vinto; nella semplicità ho sempre trovato le soluzioni migliori. L’idea è efficace, la ricetta pressoché inesistente: disporre quanti più pomodorini possibile su una teglia da forno, tagliati a metà. Cospargere con un abbondante filo d’olio, condire con quello che c’è; in questo caso un trito di aglio, acciughe e prezzemolo, e infornare a non più di 120 gradi per un’ora abbondante. Cottura confit si chiama, massimo risultato con il minimo sforzo. Infornati. Si va in salotto ad aspettare.

Ora, mentre il forno andava, andava pure la tv. Alla tv c’era Ballarò, dove si parlava di Fini e  del fuorionda “intercettato” da Repubblica. A Ballarò c’era Floris. E Floris  diceva: “Buonasera Presidente”. Ma era l’altro: quello della Camera, che telefonava per dire che non aveva telefonato per dare spiegazioni, che quello che diceva in privato lo aveva detto anche in pubblico, e poi, “all’amico Bondi, con amabilità”, che lui era presidenzialista convinto da quando Bondi militava nel Pci.

In sette minuti aveva fatto del povero Bondi una pezza da piedi. Per non parlare del modo in cui lo liquidava dopo che il poveretto aveva provato ad imbastire una replica… ”Credo che i telespettatori abbiano compreso il senso delle mie dichiarazioni e di quelle di Bondi, buonasera”. Esilarante a dir poco.

Il presidente della Camera, è cosa nota, da sempre sfoggia un eloquio netto e convincente. Lineare, in una parola. Anche qui, come in cucina, massimo risultato con il minimo sforzo. Ma al di qua della quarta parete dello schermo televisivo, fuori dalle redazioni dei giornali, quante legioni ha Fini nella vita reale? Qualcuno ha provato a contare i finiani in Parlamento: non si supera la trentina. Ascoltiamo ancora per un po’ il canto dell’uccellino. Qualcuno un giorno ci dirà che il sermone è finito.

3 commenti a “C’est Fini le confit”

  1. 01 scrive:

    Sincronismo inquietante! Chissà cosa accadrà dopo il sermone degli uccellini? C’è chi dice che arriveranno allocchi, civette, barbagianni e gufi e che saranno notti poco tranquille.

  2. Silvia scrive:

    Eh… ormai non ci rimane che la filsofia zen!!!!!!

  3. Ciccio Pasticcio scrive:

    Bondi diceva ieri (non ricordo su quale giornale) che Fini lo aveva “accusato” di militare nel PCI…A parte il fatto che non ho sentito nessuna accusa, ma poi che la militanza e non il voltafaccia, debba essere giustificato, francamente….
    che porcaio!

Che ne pensi? Commenta!

top