Le tre first ladies del dopo-Berlusconi
La bionda, la mora e l’ossigenata. O ancora la socialite, la figlia di papà e la soubrette. Comunque le si voglia incasellare, Ludovica Andreoni, Azzurra Caltagirone e Elisabetta Tulliani stanno scaldando i muscoli supertonici a bordo campo perché per loro si apre la partita più importante della vita. Sanno che i rispettivi mariti e compagni (Montezemolo, Casini e Fini) si stanno preparando al tramonto di Berlusconi, e magari un giorno potrebbero entrare a palazzo Chigi. E loro, le girls poco più che trentenni, dovranno fare bene la rispettiva parte, perché diventare first lady non capita tutti i giorni anche se si è scelto un uomo dalle ambizioni conclamate.
Orbene, le tre, pur accompagnandosi tutte con uomini molto, molto più anziani, sono donne diverse per look e per personalità e ciascuna, nel caso il proprio uomo divenisse l’inquilino di Palazzo Chigi, offrirebbe al Paese un personalissimo stile di rappresentanza.
Ludovica sarebbe senz’altro chic. Donna dai gusti raffinati, bionda fenotipo nordico, disegna una propria linea di gioielli in un candido showroom ai Parioli, dove lei e le sue collaboratrici giocano con oro, topazi e diamanti. Timida, sorridente, mamma di due bambine sempre vestite uguali, Guia e Maria, la Ludo incarna l’ideale della trophy wife, quella che ti farà fare sempre bella figura in società. Anche se gli amici del marito sono per lo più vecchi marpioni da sbarco che si divertono a cantare a squarciagola all’Anema e Core di Capri.
Azzurra, invece, figlia dell’uomo più liquido d’Italia, quel Francesco Caltagirone editore e costruttore, sembra uscita da un quadro fiammingo. Sempre vestita di nero, volto austero, occhi di ghiaccio. Serissima, non parla mai di sé alla stampa, sebbene sia l’editore del Messaggero, e poco si concede alla mondanità romana. Consapevole che una brutta foto su Cafonal potrebbe rovinarle la fama di donna tutta di un pezzo, preferisce farsi paparazzare sulla spiaggia di Milano Marittima in compagnia del marito. Vicino all’addome non proprio scultoreo di Pierferdi, Azzurra appare perfetta. E questo sicuramente le piace molto.
Infine la mitologica Elisabetta, detta Betti. La leggenda vuole che sia lei l’ispiratrice occulta di Gianfranco Fini versione destra europea gollista che riconosce i diritti agli immigrati e non vuole interferenze papiste in materia di bioetica. A questo punto, se tutte queste idee assai condivisibili sono frutto della sua preparazione (la ragazza è anche avvocato) e della sua sensibilità politica, è auspicabile che Betti getti la maschera e si candidi lei stessa a presidente del partito di centro. Se in Germania governa Angela Merkel, perché in Italia non potrebbe diventare primo ministro questa giovane donna capace di trasformare il delfino di Almirante in un efficace antagonista di Berlusconi che piace alla gente che piace?
Dunque, Betti for president, Azzurra ministro della propaganda e Ludovica ministro della cultura. E i mariti? Sulle panchine ai giardinetti…


Montezemolo, Casini e Fini con rispettive consorti… se è questo che passa il convento meglio dedicarsi alla meditazione e al taichi!!!!
cara Barbara,…….. e Rutelli?
c’è sempre marina…
Poveri noi, al peggio non c’è mai fine!!!
Ma ci pensate la signora(minuscolo )Fini …a first lady? Poi qualcuno si lamenta di Berlusconi e le sue performance sessuali…
ma fatemi il piacere
La first peggiore mi sembra la Ludo: una che chiama la figlia Guia, un nome che se lo gridi a Ansedonia si girano in cinquanta. Almeno una first che chiami la bambina Elena, Maria, Sara