Assassin’s Creed e l’Italia d’oggi
La cifra migliore per far capire nel mondo il nostro paese questa settimana la offre, forse non tanto paradossalmente, il lancio di un gioco di ruolo, “Assassin’s Creed II”, ambientato nell’Italia del Rinascimento. La storia si basa sulla faida secolare tra gli ultimi sopravvissuti della setta degli Assassini e i discendenti dei Templari, responsabili del loro sterminio. Il New York Times apre con “qualunque cifra abbia pagato l’Ente Turismo Italiano per il nuovo spettacolare gioco, non basta… Perché questo gioco stimolerà i giovani uomini nel mondo a visitare l’Italia più di qualunque campagna pubblicitaria o film di Sofia Loren”.
Firenze, San Gimignano, Venezia (vista a volo d’aliante leonardesco dal vendicatore assassino) sino allo scontro finale con l’astuto Rodrigo Borgia (alias papa Alessandro VI), il vero capo dell’ordine dei Templari apparentemente disperso. L’ambientazione architettonica è spettacolare e, in apparenza, molto curata storicamente, ma il sottotesto è ancora più affascinante per istruire occultamente i giovani stranieri (e adolescenti italiani) sul Belpaese.
Innanzitutto Italia paese del Principe: e questa settimana la stampa estera si è molto occupata dell’autunno del patriarca Berlusconi. I francesi dell’Express, forse contagiati dal cinismo politico dei loro cugini a sud, pensano che, nonostante il No B Day, nulla possa intaccare la solidità del potere politico del premier, tranne un regolamento di conti/ricambio architettato all’interno della stessa grande coalizione di destra.
Più creativi e disposti a scommettere sul futuro gli spagnoli del Pais, a firma però del francese Jean-Marie Colombani. Qui vengono messi in risalto i semi di due possibili sviluppi liberali per l’Italia: da un lato una rivoluzione violetta, sul modello delle rivoluzioni colorate in Serbia, Ucraina, Georgia e Libano, e dall’altro la pressione giovanile collettiva che in Corea del Sud ha spinto per una democratizzazione della politica locale.
In secondo luogo l’assassinio, strumento mai dimenticato nella vita italiana. Tra poco esce di carcere Ali Agca, tentato assassino di Giovanni Paolo II, mentre vi fa ingresso la giovane Amanda Knox. Come ogni processo che si rispetti, anche questo ha colpevolisti ed innocentisti, e naturalmente una senatrice, per di più democratica, Maria Cantwell, che è subito balzata sul caso, lanciando accuse ai magistrati italiani. Per fortuna che Foxy Knoxy è consigliata da ancor più volpini avvocati italiani, che le hanno suggerito il collaudato refrain “ho piena fiducia nella giustizia”, assortito col più schietto anglosassone “Grazie per la solidarietà, but it doesen’t help“.
Infine il gioco ricorda la nostra gratitudine e ospitalità per gli amici. L’eroe assassino salva da certa morte Lorenzo de’ Medici durante la congiura dei Pazzi (dubito che il gioco ricordi che Montesecco, il killer professionale ingaggiato, si fosse rifiutato di colpire durante l’elevazione nella messa). Ma tant’è: Lorenzo lo chiama amico e lo tratta di conseguenza. Focacce più o meno condite esistevano eccome a banchetto, e il giovane giocatore globale facilmente le associa all’intramontabile pizza.
Tutta la stampa seria nella zona eurasiatico-atlantica menziona la vittoria della pizza con il bollo TSG (specialità garantita tradizionale) conferito dall’Unione Europea. Certo, questo non fermerà i grandi gruppi alimentari nel propalare le loro pseudopizze, ma apre una competizione per la qualità tra pizzerie e forse anche per qualche marchio d’élite. E ha fatto ricordare che il tricolore garrisce anche nel piatto con la margherita. Fratelli coltelli d’Italia… an assassin’s creed.


Ti prego di togliere lo spoiler del gioco.