Pagine rosa/ La Ferilli con Bersani, Noemi sfodera le unghie (finte)
Altro che Bicamerali, tentativi di dialogo e ossessioni bipartisan per le riforme. In Italia l’unico inciucio che resiste nel tempo è quello d’amore. La settimana rosa è infatti dominata dal grande ritorno su più copertine specializzate della dalemiana Sabrina Ferilli, tra le protagoniste del cinepanettone con le palle di Natale, ormai filone consolidato del neorealismo ai tempi del Cavaliere. Per i lettori di FrontPage, Pagine rosa ha scelto la succosa intervista di Sabrinona a Diva e Donna, in cui la star di Fiano Romano ci aggiorna sulla sua storia d’amore con il manager larussian-berlusconiano Flavio Cattaneo, ex dg della Rai oggi ad di Terna: “Fra noi c’è voglia di confrontarsi, sempre”.
Visto? Almeno in questo caso il confronto tra maggioranza e opposizione non viene meno. Non solo, la Ferilli esprime un giudizio positivo sul nuovo segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. Sono parole commoventi, che fanno piangere: “Ne penso bene. Intanto è uno che non si vergogna di dire che è di sinistra. Ammiro la gente che sa da dove viene e non lo dimentica. Il futuro non si costruisce coi tripli salti mortali, né può esistere se non poggia su un passato. Per andare avanti, non bisogna per forza cancellare le tracce della nostra vita, di chi eravamo, delle cose in cui abbiamo creduto. Era la scelta più giusta Pier Luigi Bersani: un politico preparato, lucido che sa dove sono le radici”. Già, le radici. Bersani è il nostro Kunta Kinte. Bisognerà mandare qualcuno in Africa a scovare gli antenati.
Nelle scorse settimane abbiamo dato conto con dovizia di particolari del profluvio di ex e post comunisti a passeggio per le strade di Roma: D’Alema (con alle spalle Rondolino) in giro per il mercato di Prati; Napolitano e Veltroni a Villa Borghese in compagnia delle rispettive consorti. Merito della solerzia del berlusconiano Chi, che stavolta ci allieta con un’altra coppia che ha solide radici rosse, per dirla alla Ferilli: Piero Fassino e Anna Serafini, entrambi parlamentari.
Il servizio è intitolato “Antica passione” e le foto sono tre: “A Roma, l’ex segretario del Pd (sic di Trotz: dei Ds non del Pd) e la moglie girano in un mercatino dell’antiquariato. E tra orecchini e vassoi valutano attentamente ogni acquisto”. Quell’”attentamente” insinua il sospetto che i due possano essere un po’ “tirati” sui soldi, una riedizione familiare dell’austerità berlusconiana. La conferma arriva soprattutto dalla prima foto, con un Fassino accigliatissimo e molto scettico che guarda la moglie misurarsi un grosso orecchino triangolare.
Pubblicità. Una menzione speciale questa settimana va ai rotocalchi della Rcs che vantano un’inserzione a tutta pagina di una bionda angelica e virginale: Noemi Letizia, già prediletta di Papi. Noemi reclamizza una marca di abbigliamento intimo: canottiera scura a righe orizzontali e mutandine nere. La posa della ragazza però non è perfetta: le gambe sono tagliate a metà e sulla mano destra (la sinistra è nascosta in alto nella chioma chiara) spiccano delle unghie finte un po’ tozze.
Pagine rosa, infine, propone agli artisti e agli artigiani di Napoli una moratoria per le statuine di vip nei presepi. Un tempo erano un’eccezione, oggi sono diventati la norma. L’idea ci è venuta meditando a lungo su Chi l’ultima trovata dei maestri di San Gregorio Armeno: una statuina di Alfonso Signorini, seduto in poltrona e che regge in mano una copia del sua libro su Coco Chanel. Una roba inguardabile, francamente. Basta. Con questi pastori, il presepe non ci piace.


Si può contare su future cronache rosa?
Voliamo alto, alto, alto….
Libera stampa in tardo impero berluschino
Veramente il presepe più brutto è quello propagandato dalla Lega e reso semiobbligatorio a scuola. Tra l’altro nei giorni della storia di Gesù la scuola è chiusa e comunque sarebbe meglio evitare queste cose. Ai imiei tempi, eppure la religione cattolica era ancora di Stato, si era meno servili nei confronti di queste tradizioni folcloristiche.
Meno enfasi sui presepi sarebbe opportuna. Tutto questo “servir messa” è un handicap all’eventuale miglioramento del Paee