Pillole di saggezza
“Si parla molto di patriottismo costituzionale. La Costituzione è importante ma la patria di più”. Lo ha detto Tremonti alla manifestazione del Pdl a Milano. Nei regimi liberali è vero esattamente il contrario: soltanto le regole, e le regole per cambiare le regole, hanno valore. Tutto il resto è relativo.
rondo


ok, ma infatti Tremonti sa benissimo di non vivere in un paese liberale.
Tremonti mi è simpatico.Esterna ogni tanto in modo pungente, come me.
E ,contrariamente a ciò che pensa Stefano,sa di vivere in un paese liberale che ha le regole. Ogni ventotto giorni, come me.
Il vitello d’oro della Costituzione non ha nulla a che fare con i regimi liberali. Anche l’Urss di Stalin aveva la Costituzione più bella del mondo. Ma non era certo liberale. Evitiamo di dire castronerie e prendiamo esempio davvero dai regimi liberali che le Costituzioni le cambiano quando non sono più corrispondenti al reale. Il problema italiano è che la Costituzione è inemendabile, perché l’art. 138 sembra scritto da un demente. Basti pensare che, non prevedendo il quorum per il referendum confermativo, permette che un solo elettore possa cancellare le riforme approvate con la maggioranza assoluta delle Camere. E chiunque sa che ogni buona legge deve prevedere sempre il caso limite, altrimenti è solo carta straccia. Il primo passo dovrebbe essere proprio la modifica dell’art. 138, sulla quale sarebbe forse possibile trovare più facilmente un accordo bipartisan (così da evitare la richiesta dell’eventuale referendum). Quale modifica? Fare in modo che le due proposte di modifica complessiva della Costituzione, che hanno ottenuto in aula il maggior numero di voti siano messe ai voti in un referendum con quorum. Un po’ come avvenne nel 1946 quando si scelse fra Monarchia e Repubblica. Solo così si produrrebbe un testo organico, senza i danni prodotti dai troppi compromessi.