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Puglia, cresce la confusione e intanto Vendola tira dritto

La desolazione dello scenario politico pugliese, a livelli mai raggiunti negli ultimi anni, è ben espressa e ruota intorno alla recente dichiarazione “scherzosa” di Angelo Sanza, coordinatore pugliese dell’Udc: “Abbiamo l’accordo con Fitto in una tasca della giacca e, nell’altra, quello con Bersani”. A dimostrazione delle parole con cui nel 1944 Guido Dorso metteva in guardia i nuovi politici dal mettersi a fare comunella con i trasformisti: “L’argine della intransigenza programmatica non è sufficiente, poiché i trasformisti accettano tutti i programmi, salvo a tradirli”.

L’Udc si comporta come l’adolescente bruttina che diventa formosetta prima delle amiche, si vede improvvisamente corteggiata e non capisce più niente: ma i ragazzini, passata l’iniziale eccitazione, perdono interesse per chi si fa desiderare troppo senza averne i numeri. E alla poverina non rimane che darsi a chi è di bocca buona, nel nostro caso il centrodestra. Perché nel Pd sembra che le attenzioni nei confronti dei centristi stiano scemando e ci si stia nuovamente concentrando su Vendola, che è di fatto l’unico ad aver iniziato una campagna elettorale per la presidenza della Regione, con la comparsa dei primi manifesti 6×3 che invitano a “difendere la Puglia migliore”.

Le ragioni di questa marcia indietro sono forse imputabili al fatto che per trovare qualcuno disposto a sfidare direttamente Vendola, e a rischiare di perdere le elezioni insieme all’Udc, il Pd dovrebbe ricorrere ad una candidatura di profilo giudicato da qualcuno troppo basso, ad esempio quella di Boccia.

Le edizioni locali dei quotidiani iniziano oggi a fare congetture su quello che FrontPage aveva prospettato qualche settimana fa: che la nuova tattica di D’Alema per salvare capra e cavoli consista nel fare pressioni sull’Udc affinché corra da sola con la Poli Bortone in testa. Ipotesi il cui reale fondamento è difficile stabilire, ma che appare senz’altro politicamente sensata, se si pensa all’intesa di questi giorni tra Casini e i fantomatici finiani, che difficilmente possono riconfluire nei ranghi del Pdl, ma che si sposerebbero alla perfezione con l’ex sindaco di Lecce.

Pare infatti che non sortirà effetti il cosiddetto “lodo Emiliano”, un emendamento alla legge elettorale regionale che abolisce l’incompatibilità tra la carica di sindaco e la candidatura alla presidenza della Regione, che sarà votato dal consiglio il 19 gennaio. Un paracadute che il sindaco di Bari non sembra essere intenzionato ad utilizzare (è già stato scritto più volte che non sussiste la possibilità di uno scontro diretto tra “Nichi” e “Michele”) e che, a meno che il centrosinistra non voglia suicidarsi procrastinando le decisioni per un altro mese, serve invece come strumento intimidatorio nei confronti di Vendola. Che però tira dritto.

1 commento a “Puglia, cresce la confusione e intanto Vendola tira dritto”

  1. loremaf scrive:

    Tita dritto ……………….con il righello, la riga oppure ha ascelto anch’egli la mano libera ?
    Ah saperlo !

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