Highlander in Umbria: Ne rimarrà soltanto uno (o una!)
La battaglia dei notabili immortali del Pd si è combattuta ieri a Perugia più contro il freddo del centro congressi che contro la eventuale ricandidatura di una Maria Rita Lorenzetti finalmente “a disposizione del partito”. La guerra tra i clan appare tuttavia ancora lunga nonostante le scandenze siano incombenti. L’“assemblea regionale atto terzo” di ieri non ha portato a nessun nuovo sviluppo se non all’aumento del volume degli appunti presi dal segretario regionale Lamberto Bottini da condividere, probabilmente, con i vertici nazionali del partito già da domani.
Nessuna presa di posizione di big e competitors veri e presunti: il senatore Mauro “Mi-manda-Walter” Agostini si aggirava in silenzio ma anche dispensando qualche battutina, il franceschiniano Stramaccioni assente influenzato (i bene informati parlano di una soffiata sui termosifoni spenti in sala), e la vicepresidente del Pd Marina Sereni un po’ dimessa nel suo intervento. Gli unici a svolgere il compitino sono stati i meritocratici ignaziomariniani, che hanno consegnato all’assemblea dei punti per l’elaborazione del programma che sarà.
Tutti concordi gli altri intervenuti sulla ricerca di una nuova compattezza del Pd per affrontare le sfide presenti e future, sulla necessità di aprire una fase politica nuova e di guidarla con lungimiranza… chi meglio del Partito democratico potrà ed avrà il dovere di farlo? Perché bisogna “vincere e convincere”. Perchè in fondo “siamo in Umbria”. La soluzione ad oggi del rebus umbro è di sette lettere: impasse. Ma la partita deve continuare, e ne rimarrà in campo soltanto uno (o una!).

