Turismo, agricoltura e Fas al centro della Stato-Regioni
Una Stato-Regioni rapida, quella di oggi, con un po’ di questioni rimaste in sospeso e rinviate a dopo la pausa natalizia. In particolare hanno tenuto banco le materie che nell’ultimo periodo rendono più teso il rapporto tra il governo e le Regioni: il turismo, l’agricoltura e i Fas.
Digerita l’istituzione del Ministero del Turismo senza il loro coinvolgimento (ricordiamo che questa è stata una delle cause della rottura dei rapporti con l’esecutivo), le Regioni avevano chiesto l’istituzione di un Comitato permanente di coordinamento in materia di turismo e il provvedimento era all’odg della Stato-Regioni. Parte del governo ha però chiesto un rinvio e quindi se ne riparlerà all’inizio del prossimo anno, con la garanzia, da parte del ministro Fitto, che c’è tutta l’intenzione di passare alla fase operativa, così come era stato già concordato.
Il tema dell’agricoltura è altrettanto scottante in tempi in cui il settore lamenta una grave crisi e da più parti si chiede di far fronte all’emergenza con una boccata d’ossigeno già in Finanziaria. Su questo Fitto ha assicurato che nella manovra è previsto un emendamento che sblocca 300 milioni per il comparto agricolo; le Regioni, attraverso un documento, hanno manifestato il loro disappunto e vorrebbero un altro approccio al problema.
Infine la questione dei Fas, che resta quella più spinosa. Le regioni sono in attesa del via libera da parte del Cipe dei Par-Fas (i piani attuativi regionali da finanziare con il fondo aree sottoutilizzate) di Campania, Puglia, Basilicata, Molise, Calabria, Sardegna, Lazio. Errani considera un fatto grave che il Cipe, neanche nella riunione di stamani, dopo numerosi rinvii e promesse, abbia sbloccato i fondi, che ammonterebbero a circa 15 miliardi di euro. «E’ spiacevole chiudere le Stato-Regioni del 2009 con questa posizione molto netta», ha detto Errani dopo la riunione, «ma abbiamo chiesto di convocare la prossima conferenza solo dopo che il Cipe avrà sbloccato i Par-Fas».
L’anno si chiude con un’altra frattura, quella dei Comuni con la Conferenza unificata. L’Anci ha disertato la seduta di oggi e ha formalizzato l’interruzione dei rapporti con il governo per le mancate risposte sulle modifiche in Finanziaria delle regole del Patto di stabilità interno e la sospensione delle relative sanzioni, e sulla riduzione dei trasferimenti erariali ai Comuni.
Su entrambi i fronti, Regioni e Comuni, Fitto si è detto fiducioso in una rapida ripresa del dialogo, com’è sempre avvenuto in passato, e ha assicurato che «il primo Cipe alla ripresa delle attività e a cui prenderà parte anche il premier, avrà all’ordine del giorno i Par-Fas e verrà risolta la questione». Toccherà aspettare il nuovo anno per capire se si ristabilirà un clima di dialogo e se le Conferenze torneranno ad essere un luogo di concertazione e collaborazione tra le parti.


Con l’inserimento della Cittadino e la prossima richiesta di cambiare “qualcosina” al Titolo V; beh, c’è qualcuno che creda veramente nell’istituzione di un Comitato permanente di coordinamento in materia di turismo?
Forse per il futuro federalismo?
Cordiali e sinceri