Se Berlusconi e Bersani si parlano, che ne è di Casini?
Ora, in difficoltà, rischia di trovarsi soprattutto Casini. Se il clima di disgelo che si intravvede tra Pdl e Pd dovesse durare nel tempo, se davvero dopo le feste dovesse avere luogo quell’incontro tra Berlusconi e Bersani di cui si parla da qualche giorno; se, insomma, il leader della maggioranza e quello dell’opposizione dovessero cominciare a parlarsi e a progettare insieme le riforme per il bene del Paese, che spazio potrebbe esserci per chi finora ha sempre cercato di porsi nel mezzo?
La visibilità di cui ha sempre goduto l’Udc di Casini non ci sarebbe mai stata se due o tre volte al mese Bossi non litigasse con Fini, se ad ogni comizio Berlusconi non attaccasse i “comunisti che non cambiano mai”, il presidente della Repubblica che è quello che è, la Corte costituzionale tutta di sinistra e via di questo passo. Ora che sono (sembrano) tutti più buoni e politicamente corretti, a che serve uno che sulla correttezza politica e istituzionale ha costruito la sua immagine pubblica?
Diverso il caso di Di Pietro, che ha tutto l’interesse a non raccogliere l’invito di Bersani (“spero che i partiti di opposizione riducano le distanze tra di loro”) e anzi differenziarsi sempre più per rosicchiare consensi tra quei pd delusi dell’atteggiamento dialogante del segretario. Certo, se poi le riforme dovessero farsi davvero, anche il leader dell’Idv sarebbe costretto a rivedere tutta la sua strategia per non restare completamente fuori dei giochi. Ma da qui a quel momento ce ne corre. Anche perché con i sondaggi a mille e l’Italia ai suoi piedi, Berlusconi il martire potrebbe anche decidere che, tutto sommato, fare le cose da solo sarebbe meglio. Allora la sarabanda
ricomincerebbe. Bersani griderebbe al tradimento. E Casini e Di Pietro, rassicurati, potrebbero tornare a rivestire i loro panni di sempre.


Ok, io l’ho sempre saputo che siamo fottuti in ogni caso però…….messa in questi termini è di una crudeltà intollerabile.
Le cose stanno così: il berlusca si accorda con Bersani e Max, i quali scontentano i giustizialisti…..e Tonino ingrassa.
Oppure no, non si accordano occupando lo spazio di Di Pietro e vanno allo scontro, e allora Casini si allarga a dismisura.
Ecco, tertium non datur e si tratta di scegliere tra Di Pietro e Casini. Ma se questo è il nostro destino non ti sembra intollerabile?
ps: occhio che se fate così mi spavento, metto le cuffiette e ascolto solo Bordin per i prossimi 5 anni
Ma se B & B parlano, Fini che fa?