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Pd e Sud, comunque vada sarà un insuccesso

Ma che succede sotto Roma? Se uno guarda al quadro d’insieme delle regioni che voteranno a fine marzo, tolto il Lazio (che del Mezzogiorno non è parte anche se ha i suoi problemi da risolvere), il resto del panorama toglie il fiato. Le cronache, finora, si sono concentrate sulla Puglia. Effetto in parte del radicamento dalemiano ma pure della disfida tra Emiliano, sindaco del capoluogo, e Vendola, il governatore uscente. I due hanno tubato per mesi, alcuni anni in verità. Amavano definirsi “fratelli” di sorte. Poi la rottura. Dura, pesante, come le rotture che si rispettino. Emiliano scalpita, vuole candidarsi alla Regione e agita le acque mandando i suoi in avanscoperta. Nichi resiste in nome del “popolo”.

Il Pd sbarella, oscilla, concerta… questa mattina l’ennesimo colpo di scena. Protagonista il segretario regionale, Blasi, che a sorpresa candida Emiliano. Diciamo che lo sbatte fuori dai blocchi di partenza o lo precipita in acqua per vedere se davvero vuole nuotare. Pare che Vendola non si sia inalberato più che tanto per la sortita (quasi se l’aspettasse), e che l’abbia decifrata come una mossa dell’amico Blasi per mettere fuori gioco il sindaco. Quest’ultimo, infatti, non può sottrarsi all’obbligo di una risposta. Se dice “Sì, accetto”, si carica sulle spalle il pericolo concreto di una doppia sconfitta (alla Regione e nella sua Bari). Se dice “No, resto dove sono”, allora la strada di Vendola si fa tutta in discesa. Sia come sia è difficile negare che i Democratici escono dal passaggio della candidatura lacerati e vilipesi. Ve lo ricordate il Chiambretti sanremese? “Comunque vada, sarà un successo”. Ecco, qua sembra valere il motto rovesciato.

E passiamo alla Calabria. Lì sono previste primarie di fuoco. Si vota il dieci gennaio e almeno cinque candidati provengono dall’area Bersani. Un capolavoro (non proprio di pluralismo). Il governatore uscente, per parte sua, ha messo le mani avanti sostenendo il rischio di un inquinamento del voto da parte della destra intenzionata a dare una mano alle soluzioni “più deboli”. Traduzione: “se vinco io saranno buone primarie. In caso contrario bisognerà ridiscutere”.

Ora, aggiungeteci la Campania (dove si dibatte di quel che verrà dopo il bassolinismo) e la Sicilia, dove sta maturando l’esperimento della nuova giunta Lombardo col sostegno esterno del Pd, e avrete un quadro – come dire – tormentato? tortuoso? complesso? Fate voi. Tenuto conto che in Abruzzo abbiamo già dato, le speranze migliori si riversano sui sassi di Matera. Avanti tutta!

4 commenti a “Pd e Sud, comunque vada sarà un insuccesso”

  1. Luigi Rintallo scrive:

    Non adrà così male come si prospetta.

  2. giuliana bottino scrive:

    forse ignorate l’ipotesi di nieri? voluta o disvoluta?

  3. kuliscioff scrive:

    mancano le isole a questo post
    non c’è la siculia, sebbene interessantissima sia la prospettiva ouverturista del lombardo’s ter. E non c’è la sardinia che, sebbene off elections, interessantissima altrimenti è.

  4. luciano murolo scrive:

    Non trovo la misura del mio casco.Le mazzate scenderanno dal cielo come petardi di capodanno e non c’è modo di difendersi.Bassolino fonda Sud e pensa di raccogliere tutte le macerie nel nuovo luccicante pot. Gesù, che coraggio!

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