Il megapresepe di Milano e le firme contro la moschea
Smontato il presepe vivente davanti al San Raffaele, il Natale è tornato a farsi sentire per altre vie nella politica lombarda. Una capanna di cento metri quadri, con statuine della natività di altezza variabile tra i 52 e i 125 centimetri, domina il cortile di palazzo Marino. Ad inaugurare questo mega-presepe rigorosamente made in Lombardia è stato il sindaco in compagnia di Umberto Bossi. Da ministro dell’Istruzione, Moratti invitò tutte le scuole a non cancellare questa icona perche “simbolo d’amore”. E’ con il medesimo fervore che, all’inaugurazione dell’opera, ha lanciato con il Senatùr la proposta “Un presepe in ogni paese”.
L’assessore leghista Massimiliano Orsatti, vera mente del mega-presepe, ha dichiarato che in un periodo in cui sono sempre più frequenti gli attacchi “alle nostre radici cristiane”, il Comune ha voluto “portare per la prima volta nella casa dei milanesi il simbolo più autentico del Natale”. Proprio per permettere ai cittadini di ammirare l’opera, palazzo Marino resterà aperto il 24, a Natale, il 31 dicembre e per l’Epifania. Impossibile da perdere.
Tutto questo accade mentre in città si continua a discutere del sito dove costruire una moschea per la comunità islamica milanese. Comune, Provincia e Regione si rimpallano le responsabilità, la Lega raccoglie firme (“Moschea a Milano? No, grazie”), e tutti fanno orecchie da mercante davanti alle parole dell’Arcivescovo Dionigi Tettamanzi che non perde occasione per ricordare la tradizione di accoglienza e tolleranza della città.
Mentre a palazzo Marino si cura la natività, il governatore Formigoni, ricandidato da Berlusconi nel giorno dell’aggressione, cerca di non perdere i pezzi della giunta. Pier Gianni Prosperini, assessore al turismo, sport e sicurezza del territorio, è stato arrestato “in diretta” per una storia di tangenti e bandi regionali truccati. “Sono qui, bello paciarotto”, ha dichiarato ad un giornalista mentre la Guardia di Finanza gli stava notificando l’arresto. Il governatore, dal canto suo, per il momento mantiene toni pacati sulla vicenda. Comunque non si hanno notizie di presepi da Guinness al Pirellone. Bastano forse le luci che fanno risplendere la cosiddetta “Torre Formigoni” – nuova sede della Regione voluta dal Celeste – a rallegrare lo spirito natalizio. Formigoni, ad ogni buon conto, sta dedicando questi giorni alla visita di alcune cooperative benefiche. A marzo si vota. Buon Natale a tutti.

