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Capodanno nella repubblica (bulgara) delle fontine

Una sede Rai costruita a St. Cristophe con contributo regionale, una redazione giornalistica che fino all’anno scorso comprendeva un redattore-capo, un vice, quattro capiservizio, tutti di area unionista. Un radio-giornale, la Voix de la Vallèe, introdotto in onda dalla sigla musicale di Montagnes Valdotaines, dal 1946 l’inno dell’Union valdotaine. Una Struttura programmi Rai finanziata da una convenzione milionaria con la presidenza del Consiglio, che produce e mette in onda filmati in francese. Peccato che no studio di due anni or sono, commissionato alla Ue dalla fondazione Chanoux, abbia rivelato ciò che ogni valdostano sa perfettamente dalla nascita: solo lo 0,9% dei valdostani parla francese. Il bilinguismo è un trucco per strappare condizioni privilegiate allo Stato italiano, ben felice di farsi ingannare.

Dall’anno scorso la Struttura è diretta da Luciano Caveri, giornalista Rai. Tre legislature in Parlamento come deputato nel collegio uninominale valdostano, sottosegretario del governo D’Alema, parlamentare europeo, assessore regionale al Turismo, presidente della giunta regionale, ora semplice consigliere regionale. Medaglie: decorato da Chirac della Légion d’Honneur, dagli sloveni con la loro massima onorificenza, ha cantato a Sanremo con Sandro Curzi. Daniela Tagliafico, ex vice direttore del Tg1, gli ha dedicato uno “special” con un titolo di tacitiana concisione: “Caveri”.

Il contesto è completato da una sede regionale Ansa, completamente indipendente ed autonoma dal Piemonte. Fino a ieri la dirigeva un ex consigliere regionale del Psdi iscritto all’Union dal 1986 al 1998. Insediata in Valle dagli anni 80, nel biennio 2004-2006  l’Ansa ha incassato 320.789 euro dalla presidenza della giunta e 85.937 dall’Assessorato al Turismo. Come ha dichiarato l’amministratore delegato Mario Rosso, “la capacità di presidiare il territorio è un fatto essenziale”. Peccato che il “presidio territoriale”  di minuscole realtà spesso si risolva in una produzione ininterrotta di comunicazione istituzionale, quando non di pubblicità turistica surrettizia.

Dulcis in fundo ogni anno, il 30 dicembre, il deputato e il senatore, il presidente del Consiglio regionale e quello della giunta rivolgono dai microfoni Rai un paterno discorso di auguri al proprio gregge. Non una Regione, ma un mini-Stato: la repubblica delle fontine.

città del Vaticano CA 092

6 commenti a “Capodanno nella repubblica (bulgara) delle fontine”

  1. rosario scrive:

    e sarebbe anche ora di finirla con sussidi a beneficio di zone una volta depresse e oggi “ricche” grazie al turismo, estivo e invernale.
    stesso discorso per analoghe zone montane del trentino, che di depresso non hanno proprio niente.

  2. matar scrive:

    Miracolo italiano. Il Sud è arrivato fino alle alpi.

  3. umberto scrive:

    Beh, fossero solo quelle le facilitazioni o i provilegi che hanno i Valdostani, vogliamo parlare dei privilegi fiscali?

  4. Guido scrive:

    Purtroppo l’Italia è il paese dei privilegi e si governa meglio usando, distribuendo, centellinando, offrendo e togliendo privilegi. Da questo poi anche la straordinaria complicazione amministrativa e legislativa. A proposito di privilegi, circola proprio oggi un interessante articolo sulla legge Mosca ed i privilegi pensionistici concessi ad alcuni alla faccia degli altri, che tuttavia non sono l’unica vergogna del sistema pensionistico italiano. Vi immaginate una riforma delle pensioni che assoggetti tutta la materia ad un semplice algoritmo matematico, basato unicamente su retribuzione ed anni di contributi versati, uguale per tutti? Fattibilissimo … ma poi, per esempio, che bisogno avremmo dell’ esercito di sedi e personale di un ente con 45 direttori regionali che guadagnano centinaia di migliaia di euro al mese?

  5. sophia colpiacca scrive:

    @matar. In cambio la munnezza del nord è arrivata al sud.

  6. andrea lucangeli scrive:

    La parolina magica è “federalismo”! Basta regioni di serie A e regioni di serie B, basta Assemblea Regionale Siciliana, Regioni Autonome vs. Regioni a statuto ordinario! Tutti uguali di fronte alla Legge ed al….portafoglio! Lo dico da Veneto, con una Regione a statuto ordinario stritolata tra due a statuto speciale (Trentino Alto-Adige e Friuli Venezia-Giulia).- Noi Veneti paghiamo una “carrettata” di tasse che poi vanno a finire – per mille rivoli – in SudTirol, in Valle d’Aosta ed in Sicilia.- Risultato (tanto per dirne una): non abbiamo più i soldi per asfaltarci le strade e le Amministrazioni locali sono costrette a rattoppare le buche dopo ogni pioggerellina….e-io-pago….

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