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Clima e CO2: il mercato delle indulgenze e la grande truffa

Corsi e ricorsi. I sacramenti della Confessione e del Perdono, è noto, divennero un vero e proprio abuso a partire dal 1300. Spinta dalla necessità economica di finanziare una vasta serie di opere religiose o di utilità pubblica, la Chiesa cattolica ideò il pagamento del pentimento (indulgenza). Esso diede vita ad un vero e proprio mercato del perdono, che muoveva ingenti quantitativi di denaro, e che finì per originare la Riforma di Lutero e la prima grande rottura della Cristianità europea. Nel 1997 a Kyoto un’altra chiesa, quella dell’ecofondamentalismo raccolta sotto le insegne delle Nazioni unite ha ideato una cosa analoga: un nuovo , moderno e sofisticato mercato delle indulgenze (tecnicamente definito cap and trade).

Nelle intenzioni avrebbe dovuto regolare l’andamento delle emissioni e contribuire al raggiungimento degli obiettivi di Kyoto. Ricordiamo quali erano gli obiettivi: i paesi sviluppati concordavano di ridurre le loro emissioni entro il 2012 (sic) ad un livello di circa il 5% inferiore a quello del 1990. Se tutti i paesi sottoscrittori avessero tenuto fede all’obiettivo, la temperatura globale sarebbe stata dello 0,1% inferiore nel 2100 a quella che si sarebbe registrata senza le misure di Kyoto. Sì, avete letto bene: 0,1%. Una quisquiglia! Trascurabile e inutile ai fini della mitigazione del clima, ma che è servita a motivare una nuova, moderna guerra di religione: quella condotta in nome delle lotta al riscaldamento globale.

Com’è noto a tutti siamo nel 2009 e gli obiettivi di Kyoto si profilano irraggiungibili. Nel 2012 il livello delle emissioni sarà assai distante dai propositi enunciati nel Protocollo. Kyoto si è rivelato inutile. Solo l’Unione europea resta tenacemente impegnata a realizzarne i propositi con il famoso ‘accordo 20-20-20′: riduzione del 20% delle emissioni entro il 2020 per i paesi europei. Purtroppo l’impegno europeo, ove mai venisse realizzato, risulterebbe, al fine delle emissioni globali, quantitativamente del tutto inutile: dato il peso nettamente minoritario e irrisorio delle emissioni europee su quelle globali (dove contano Usa, Cina, India ecc.).

Insomma Kyoto è, ormai, morto e sepolto. E a Copenaghen si è registrato il suo de profundis. E, tuttavia, se Kyoto è fallito per gli obiettivi sulle emissioni, non lo è affatto per un club di affaristi che sugli obiettivi (falliti) di Kyoto, pochi lo sanno, ha messo su uno straricco mercato d’affari nascosto. Fra qualche tempo, ne siamo certi, qualcuno lo descriverà per quello che è: la truffa del secolo. Come funziona?

L’ obiettivo unico delle politiche di Kyoto era la regolazione delle emissioni di CO2 nell’atmosfera. Andrebbe sempre ricordato che questa scelta esclusiva sulla CO2 è parziale: quest’ultima, infatti, non è il principale gas serra presente in atmosfera e nemmeno il più efficace. In ogni caso la CO2 ha due macrosettori emettitori di tipo artificiale (è noto che esistono numerosi altri emettitori naturali di CO2, a partire dalla nostra espirazione): le attività energetiche e industriali; il settore dei trasporti. Per ragioni pratiche il settore dei trasporti, che è quello che emette di più, risulta escluso dalle politiche di Kyoto: è fatto di miliardi di singole persone nel mondo che usano auto, aerei, treni e così via. E dunque è poco regolabile.

Così, gli strateghi di Kyoto hanno finito per concentrarsi solo sul settore energetico e industriale. Come? Da un lato imponendo obiettivi di limiti di emissione e, dall’altro, ideando un meccanismo che avrebbe dovuto oliare il tutto e facilitare il raggiungimento degli obiettivi. Tale meccanismo è chiamato Clean Development Mechanism (Cdm). I ricavi da Cdm sono diventati il mercato più lucrativo del dopo-Kyoto. L’idea è semplice all’apparenza: consentire ad un paese sviluppato che trova difficili da raggiungere o troppo costosi i tetti di emissione ad esso imposti, di acquistare “crediti di emissione” (Cer) dai paesi in via di sviluppo.

In teoria: chi realizza o contribuisce a realizzare investimenti di riduzione della CO2 nei paesi in via di sviluppo può acquistare crediti che servano ad aumentare il tetto delle sue emissioni nel paese di provenienza. Bello a dirsi. In pratica: il sistema è incontrollabile. I paesi in via di sviluppo, Cina e India su tutti, facilitano la nascita di aziende a forte emissione di CO2 per farsi pagare dagli occidentali le spese per ripulirle dal carbonio in cambio di crediti di emissione.

Che succede poi con tali crediti nei singoli paesi europei? Si dà vita ad un mercato (che in Europa si chiama Emission trading system) fondato sul principio del cap and trade: alle aziende energetiche e industriali la legge impone un limite massimo di emissioni (cap). Chi non raggiunge gli obiettivi  può ricorrere ai crediti di emissione trattandoli sul mercato (trade). Insomma: si compra il perdono o indulgenza.

ll mercato dei permessi ha un vago sapore sovietico: è controllato dal governo che è l’unico abilitato ad emetterli.  Esso li alloca a discrezione (ai vari settori che premono per sfuggire al cap) e li dà da amministrare ad intermediari finanziari o market maker che hanno fatto la loro fortuna. Potete non crederci. Ma è proprio così. Nel solo 2005 tale mercato ha avuto un valore di 9,5 miliardi di euro. Insomma gli obiettivi di Kyoto sono ormai solo un ricordo, ma il mercato delle emissioni è una realtà operante. E lobbismo, corruzione e  illeciti sono le modalità con cui esso  viene gestito. I risultati che ha dato in termini di riduzione delle emissioni è stato irrilevante, ma il meccanismo di distribuzione di sussidi a emittenti selezionati ha funzionato alla perfezione arricchendo, soprattutto, trader e intermediari finanziari. Lasciamo a voi la scelta: nuovo mercato del perdono o truffa del secolo?

3 commenti a “Clima e CO2: il mercato delle indulgenze e la grande truffa”

  1. andrea lucangeli scrive:

    La teoria del riscaldamento globale provocato dalle attività umane è la “bufala” del secolo, una leggenda come quella del “millennium bug” (a proposito, chi se lo ricorda più?).- I sempre ottusi euroburocrati di Stasburgo e Bruxelles sono diventati eco-fondamentalisti e stanno vessando i poveri cittadini europei con cervellotiche leggi, leggine e regolamenti che otterrano solo il risultato di mettere definitivamente in ginocchio la già traballante economia UE….ed intanto a Pechino, Washington e New Delhi se la ridono e se ne fottono allegramente…..

  2. Tere scrive:

    Truffa del secolo. Aveva ragione George W. Bush a non crederci.

  3. massimo togna scrive:

    e voi avete qualcosa di meglio da proporre, giusto? Tipo un piano di rilancio del nucleare che miri al ribasso anche sul 20 – 20 – 20.

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