rss twitter facebook youtube search
top

Il partito del Caimano

Il finale fosco del Caimano – la guerra civile per liberare l’Italia da Berlusconi – somiglia sempre più ad una profezia che si autorealizza. Una parte consistente della sinistra italiana, infatti, appare intenzionata ad usare qualsiasi mezzo a disposizione per impedire ogni tipo di accordo fra le opposizioni e la maggioranza, per bruciare i tentativi di soluzione politica alla tensione fra il presidente del Consiglio e una parte della magistratura, per sovvertire l’esito delle elezioni con un qualche “governo istituzionale”, e per isolare il Pd fino a stritolarlo, costringendolo ad accodarsi al correntone giustizialista. Alla guida di questo schieramento sfascista c’è, saldamente, Repubblica, oggi tornata convintamente scalfariana.

Il partito di Repubblica – il partito del Caimano – è assai ramificato, e i suoi esponenti sono noti a tutti: Travaglio e Il Fatto, Grillo, il “popolo viola”, quel che resta dei girotondi e del “popolo dei fax”, Di Pietro e il suo partito-azienda. Ma è naturalmente nel Pd il cuore del problema: perché il Pd, a poche settimane dalla conclusione del congresso e dall’elezione di Bersani, si ritrova con un capogruppo alla Camera (Franceschini) convintamente schierato dall’altra parte, con una presidente (Bindi) tentata di fare altrettanto, e con un fondatore (Veltroni) che del partito di Repubblica è la creatura meglio riuscita.

Deve essere chiaro un punto: lo scontro fra riformisti e giustizialisti non si può risolvere con un compromesso, e tanto meno con un organigramma. È uno scontro culturale prima ancora che politico, che segna il confine fra il pensiero liberale e le concezioni illiberali della politica, fra i custodi della tradizione democratica (dove lo scettro è sempre in mano al popolo) e i cantori del nuovismo tecnocratico (dove la ‘società civile’, gli economisti e i magistrati decidono per il bene di tutti).

Intendiamoci: i reati vanno perseguiti, gli uomini politici devono essere specchiati, la magistratura deve lavorare in piena indipendenza. Ma in Italia, dal ’92 a oggi, non è affatto andata così: i reati contro la pubblica amministrazione continuano a essere commessi, la corruzione è rimasta (o è tornata ad essere) più o meno la stessa di vent’anni fa, la politica continua ad essere oggetto di inchieste giudiziarie ad ogni livello, e la magistratura è profondamente divisa in correnti politiche e di pensiero contrastanti. Se siamo onesti con noi stessi, dobbiamo ammettere che in questi diciassette anni due sole cose sono davvero cambiate: la magistratura non è (più) percepita come potere indipendente, ma è entrata a pieno titolo nell’agone politico; in compenso i partiti, cioè i luoghi della partecipazione democratica, non esistono più.

Sullo scontro fra i riformisti e il partito del Caimano si decide il futuro della sinistra, e dunque del Paese. Anche a destra c’è chi vorrebbe una bella spallata, anche a destra c’è chi applaude il finale del Caimano. Per questo le responsabilità della sinistra sono oggi enormi, e il tempo di Bersani è breve.

22 commenti a “Il partito del Caimano”

  1. massimo togna scrive:

    art. 1 Cost., primo comma: [...] La sovranità appartiene al popolo, CHE LA ESERCITA NELLE FORME E NEI LIMITI DELLA COSTITUZIONE. E nella costituzione, tra le tante cose che ci sono, c’è anche il principio di legalità e l’obbligatorietà dell’azione penale. C’è il giusto processo e l’insindacabilità delle opisioni espresse dai Parlamentari nell’esercizio delle funzioni. C’è la soluzione ideale: processi rapidi per Berlusconi e per tutti i perseguiti, con tutte le garanzie e la serenità del mondo. Se, poi, preso atto che 17 anni dopo Mani pulite si continuano a commettere reati, la soluzione Vi sembra impedire alla magistratura di perseguire i politici…

  2. [...] This post was mentioned on Twitter by Roberto Giannotti and Arturo Salerni, The Front Page. The Front Page said: Il partito del Caimano: Il finale fosco del Caimano – la guerra civile per liberare l’Italia da Berlusconi – so.. http://bit.ly/6KMAca [...]

  3. Mauro scrive:

    Chi è che ha scritto questo pezzo? Cicchitto?

  4. schioppo scrive:

    ci mancava la lezioncina del giustizialista di turno…caro togna nella costituzione non c’è scritto che i magistrati perseguono chi pare a loro, quando pare a loro e come pare a loro. e questo è quanto avviene da 17 anni. a lorsignori di colpire la corruzione non gliene importa nulla. basta vedere come sono stati inerti in campania….

  5. giulio augusto scrive:

    Cari (esosi) “Rantolino” e “Vegliardo” , se è vero che nomen omen, allora il “travagliato” odiatore nazionale ha tutto il diritto di sedere speranzoso sulle rive del fiume.

  6. Luigi Rintallo scrive:

    Certo che quando i magistrati incrementano o riducono l’azione giudiziaria contro Berlusconi, a seconda che questi è o non è al governo, che fiducia puoi avere nelle toghe? Niente Spatuzza negli anni 1996-2001… Quanto a Repubblica, va notato che le domande sono scomparse dopo l’accordo sulla fideiussione, garantito da Geronzi. Fra qualche mese può anche darsi che ci si accordi su 200 mln. di euro e allora nulla vieta che De Benedetti ci ripensi e si allei col Biscione in qualche altra impresa. Alla faccia della società civile, trattata dal giornale di Largo Fochetti come un taxi.

  7. Torquemada scrive:

    Eccoli ! i ns eroi della sinistra buona,civile, democratica.. scendono in campo x salvare B e compagnia dalle grinfie dei Cattivoni… tutti insieme appassionatamente abbracciati in un unico grande Partito dell’ Amore ! Siamo commossi dai vosti ‘nobili’ intenti’ !

    ps bentornato Principe

  8. poa scrive:

    un pezzo coraggioso, bravi tFP! l’importante è rompere la dolciastra presstiquette che impedisce a chi fa giornalismo di attaccare chi fa giornalismo. una buccia sulla quale scivolano anche i cattivi come ferrara. con la conseguenza che fino ad oggi e da oltre due decenni il partito repubblichino egemonizza l’intera stampa italiana. poi nel merito dei rapporti giustizia-politica discutiamo quanto si vuole. ma che sia possibile parlar male di rep senza incorrere nel delitto di lesa maestà!

  9. marcello scrive:

    L’ho detto e mi ripeto (repetita iuvant? Boh?) una certa sinistra (?) di fare politica non ne ha proprio voglia, meglio le scorciatoie, gli insulti, le contumelie fisiche e verbali. I veri e migliori alleati di Berlusconi sono loro: Uolter, Di Pietro e compagnia cantando. Il Pd di Bersani che invece vuole dialogare, fare diventare questo benedetto paese un paese occidentale, è diventato il bersaglio preferito di questi forcaioli da operetta, di questi salottieri radicali e snob. Questi sono gli stessi o i figli di quelli che criticavano Enrico Berlinguer e la sua sobrietà, che risero e applaudirono quando Forattini lo rappresentò come un piccolo borghese qualunque. Da loro non può venire niente di buono, sono un’emanazione naturale della destra più sciocca e becera.

  10. gianmarco scrive:

    Si, avete ragione, bisogna fare “le riforme”. Un bell’indulto per il Caimano che sta ricattando il paese e andiamo avanti! Complimenti!

  11. andrea lucangeli scrive:

    “…..lo scontro fra riformisti e giustizialisti non si può risolvere con un compromesso, e tanto meno con un organigramma. È uno scontro culturale prima ancora che politico, che segna il confine fra il pensiero liberale e le concezioni illiberali della politica, fra i custodi della tradizione democratica (dove lo scettro è sempre in mano al popolo) e i cantori del nuovismo tecnocratico (dove la ‘società civile’, gli economisti e i magistrati decidono per il bene di tutti).” (fine della citazione): parole sante che sottoscrivo in pieno, da autentico liberale che crede nella saggezza del voto popolare contrapposto al volere dei burocrati della nomenklatura giustizialista.- L’obbligatorietà dell’azione penale NON-ESISTE, è una foglia di fico che i PM usano per poter perseguire a loro totale discrezione i reati più “ghiotti” politicamente…Dov’erano i PM di Napoli quando la spazzatura ha raggiunto il secondo piano dei loro uffici? Bastava che guardassero dalla finestra per trovare una…..notizia di reato…..ma quel reato non era “politicamente corretto” per i solerti PM napoletani di Magistratura Democratica….

  12. sophia colpiacca scrive:

    @a lucangeli:è proprio così(anche alla luce della mozione di sfiducia al comune) :la sinistra di tradizione contro la sinistra giustizialista di di pietro,di pietro contro berlusconi,berlusconi contro i magistrati e…..tutti ,ma proprio tutti contro i napoletani !(devo aggiungere “perbene?” o mi fate lo sconto?)

  13. cier scrive:

    Apprezzo il tentativo di portare alcuni a ragionare, anche se sono scettico sul risultato. l mio umile contributo cerco di darlo ponendo a tutti una domanda: Vi sembra normale che degli impiegati statali,perchè di questo si tratta quando si parla di Magistrati (vedere come si entra in magistratura, con concorsi, esattamente come qualsiasi altro funzionario statale) possano mettersi di traverso al Parlamento e ad un Governo,di qualunque colore esso sia, Eletti dal Popolo secondo Costituzione? Grazie per l’attenzione.

  14. andrea lucangeli scrive:

    @ cier: il punto è proprio questo.- I Magistrati sono dei semplici funzionari statali che dopo la laurea in Giurisprudenza ed un periodo di formazione post-universitario fanno il concorso, esattamente come gli Avvocati ed i Notai.- Solo che c’è un “piccolissimo” problema: quando un Avvocato od un Notaio superano il concorso cominciano la loro carriera fatta di onori ed oneri, vittore e sconfitte, grandi errori e grandi intuizioni mentre quando un Magistrato supera il concorso statale su di lui scende l’aura dell’infallibilità……promanata direttamente da Dio…..

  15. giulio augusto scrive:

    Articolo da incorniciare.Di una chiarezza perfino disarmante nell’analisi dello stato dell’arte della politica in Italia.Vero,lo scontro è culturale,come dire senza possibilità di sbocchi a breve.Come se ne esce? Forzando la mano e impiccando i giustizialisti alle loro stesse contraddizioni.Bersani in qhesto momento per uscire dall’angolo dovrebbe fare l’unica cosa che può dare un senso alla sua esistenza politica.Già alle prossime regionali allearsi con Berlusconi,dando numeri e capacità alle forze riformiste maggioritarie del paese.Questa sì sarebbe la vera rivoluzione culturale in grado di cambiare gli scenari futuri.Se le ideologie sono morte se ne prenda atto e si agisca di consequenza.Tra l’altro si scoprirebbe quanto poco di nobile c’è nel giustizialismo e quanto tanto di affarismo.

  16. paraffo scrive:

    @ Giulio Augusto.

    Scrivi che le forze riformiste sono maggioritarie nel nostro paese. Maggioritarie?!!! Gli unici riformisti che vedo in circolazione sono i radicali di Pannella che raccolgono, quando va bene, il 2/3% dei voti. Più minoritari di così si muore!

    La verità, amico mio, è che il nostro è un paese di politici ed elettori catto-fascisti-comunisti o, se preferisci, di illiberali cronici.

    Mica è un caso se l’ unica autorità riconosciuta da (quasi) tutti gli italiani sia l’ ultimo monarca assoluto rimasto in Europa: il Santo Padre!

  17. cier scrive:

    Andrea Lucangeli.
    Hai ragione, è proprio quello che succede, ma mi chiedo: possibile che il Ns.tanto glorificato Presidente Napolitano, visto che è anche il capo del Csm, non abbia nulla da dire? Forse sarebbe bene che la smettesse di fare discorsi retorici e demagogici al Paese e rimettesse in riga la Magistratura, secondo Costituzione. In proposito ricordo che il Presidente Cossiga portò i Carabinieri fuori dall’aula del Csm.

  18. andrea lucangeli scrive:

    @ cier: cane non mangia cane.- Napolitano (terzo Presidente della Repubblica napoletano…..) non ha alcun interesse ad inimicarsi un CSM ed una Corte Costituzionale strapieni di napoletani e di campani (alla Consulta sono 9 su 15 !).- Sono tutti “compagnucci della parrocchietta”….

  19. John Doe scrive:

    E per scherzare un po’ aggiungo che se Cossiga chiama i carabinieri, quelli camminano nel fuoco per lui ancora oggi. Sulla risposta ad una chiamata di Napolitano io non scommetterei un soldo, al massimo arrivano i pizzardoni di Alemanno, della serie: che è successo, a presidè? :-)

  20. pierino scrive:

    se veltroni è la loro creatura migliore allora è meglio sbrigarsi a vincere

  21. Giacomo scrive:

    Assolutamente d’accordo, ma come arrivare ad una soluzione?
    Bisognerebbe avere il coraggio di dividersi i riformisti da una parte e le brigate giustizialiste dall’altra .
    Si perderebbero un pò di voti nell’immediato, pazienza.
    Il bene del paese lo esige.

  22. Augusto scrive:

    Ma cosa vorreste?? che i cittadini accettassero che la legge non è uguale per tutti??? Mi meraviglio di voi che dopo ifatti di tangentopoli vi presentaste con il cappio in parlamento e davate del mafioso a Berlusconi. Cos’è che vi ha fatto cambiare idea?? L’orgia del Potere?? L’impunità?? Eppure i ladri ci sono ancora a Roma!!! La verità è che i politici sono tutti uguali una volta al potere!! Vogliono tutti privilegi, soldi e impunità. Ben sapendo che l’impunità fa il politico ladro. Se veramente state con il popolo sovrano non votate più leggi ad personam come il “processo breve” e l’abolizione o modifica della legge sulle intercettazioni. Solo così potrete riacquistare credito presso la gente onesta!! Che nonostante tutto è ancora numerosa nel Ns. paese.

  23. Augusto scrive:

    I Magistrati sono dei controllori della legalità e sono previsti dalla costituzione. Vi immaginate se non ci fossero i magistrati a scoprire i corrotti e ladri cosa sarebbe successo in Italia??? Il debito pubblico a quest’ora sarebbe raddoppiato. Anche voi a quell’epoca stavate con i Magistrati ed eravate d’accordo con il loro operato. E’ proprio vero che il potere una volta acquisito cambia la testa alle persone!!! Chissà perchè!!!! Provate a darvi una risposta Signori Leghisti molto volubili!!!

Che ne pensi? Commenta!

top