Umbria, il Pd diviso in tre prova a riconfermare la Lorenzetti
Un comitato dei saggi, espressione delle tre mozioni congressuali, dovrà trovare la candidatura (condivisa) da sottoporre all’assemblea regionale del Pd umbro convocata per domani 29 dicembre. Altrimenti saranno primarie (scadenza raccolta delle firme il 4 gennaio). Ma non sembrano in tanti a volerle… Tutto questo accade sotto gli occhi di Davide Zoggia, delegato romano inviato da Bersani nell’irriducibile villaggio gallico umbro che non riesce a decidere il suo destino.
Il segretario regionale “Panoramix”, il druido Bottini, dopo aver sottolineato come le forze sociali ed economiche umbre nonché quelle rappresentanti la coalizione politica riconoscono in Maria Rita Lorenzetti non solo il buon lavoro alla guida del governo regionale, ma anche il candidato utile, propone come formula per la pozione magica un 2+2+1: due esponenti della mozione Bersani, due della Franceschini, uno della Marino (più ovviamente lo stesso Bottini) si ritroveranno intorno ad un tavolo (più credibilmente intorno ad una bilancia) a pesare ipotesi di candidatura (…e di nuova giunta regionale).
Il fronte franceschiniano sembra spaccato. Stramaccioni, pur condividendo la proposta del segretario, chiede “a chi ha il massimo delle responsabilità (la Lorenzetti, Ndr) di esporre con chiarezza le proprie intenzioni. Baiardini (responsabile della mozione) teme la “sindrome di Orvieto” – dove le primarie hanno determinato la sconfitta – e lancia un appello per una decisione condivisa contro il rischio di perdere credibilità verso gli elettori. Solo “Prolix” Agostini (l’indovino in grado di predire il futuro… poi cacciato dal villaggio) sembra alzare barricate contro il terzo mandato di “Abraracourcix” Lorenzetti e va invocando le primarie.
Tirata in ballo, la governatrice arringa il villaggio chiarendo che la sua disponibilità non deve essere equivocata come attaccamento alla poltrona, ma come senso di responsabilità di un dirigente di partito che, dato il particolare contesto politico locale e nazionale, mette in campo la propria esperienza: “nessuno scambio di dare e avere tra protervie contendenti”. Chiosa il centurione Zoggia, che esprime il sostegno pieno alla Lorenzetti: “Fate contare la politica, non lo Statuto!”.
Alla fine… non Sono così Pazzi Questi Romani.


Curioso come questo post la veda positivamente… In pratica abbiamo un partito che predica le primarie, la religione delle primarie si sarebbe detto ai bei tempi. E che fanno i saggi Galli? Beh no, ma quale statuto…..vinca la politica! Io concordo che no, non sono pazzi, sono solo furbetti che si nascondono dietro le regole quando conviene, altrimenti (come per le leggi del resto) le “interpretano”.
La cosa ancora più eclatante è che si mandi una persona da Roma, ottima per carità, ma non la definirei “pesante”, a quanto pare a fare da notaio. Vabbè che il centralismo è finito, ma allora tanto vale non eleggerlo il segretario nazionale. Non sarà neanche candidato premier, a che serve, solo ad andare in tv? Beh, di gnocche coi fiocchi se ne trovano a dozzine, fanno un figurone e politicamente hanno lo stesso peso.