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Umbria/Le miccette (veltroniane) di San Silvestro

Due blocchi contrapposti. Il bene e il male. A seconda dei punti di vista, s’intende. Usa e Urss? No. Lorenzetti si, Lorenzetti no. E’ questo lo scenario da guerra fredda che si vive in Umbria, dove non c’è spazio per non-allineati. La penultima assemblea regionale del Pd aveva licenziato una commissione di saggi incaricata di trovare una via d’uscita “condivisa” sulla candidatura per la presidenza della Regione. Una sorta di Conferenza sul Disarmo, dove ci si promette lealtà ma non si smantellano gli armamenti che si tengono in garage o nei loft. Si era conclusa con un nulla di fatto, tutti sulle posizioni di partenza. Bersaniani per la Lorenzetti, franceschiniani contro la Lorenzetti.

E’ successo allora che nell’ultima seduta dell’assemblea regionale, il segretario Lamberto Bottini chiedesse ancora tempo per trovare una soluzione largamente condivisa, e che gli esponenti di riferimento delle altre due mozioni fossero d’accordo ognuno coi propri distinguo. Ma all’improvviso, si fa per dire visto che i democratici dell’Umbria sapevano almeno dal 2007 che questo momento sarebbe arrivato, Mauro Agostini si è candidato alla presidenza della Regione.

“Mi candido per il rinnovamento alle regionali e, se serve, alla primarie”, ha detto Agostini – già sottosegretario al Commercio estero del secondo governo Prodi, già deputato nella XII, nella XIII e nella XIV legislatura, già segretario del Pds umbro nel 1991 e attualmente senatore del Partito democratico. “Nei prossimi giorni elaborerò un documento sull’Umbria aperto a giudizi e valutazioni”.

E allora ci è venuto in mente l’equilibrio della guerra fredda, quello della MAD, acronimo di Mutual Assured Destruction, e sinonimo di follia, in virtù della quale una seppur minima scintilla accesa da uno dei due blocchi contrapposti, avrebbe scatenato una distruzione reciproca assicurata. Da un piccolo conflitto una guerra nucleare garantita. Ma l’indifferenza generale della platea e dei franceschinani, l’immediata conclusione dell’assemblea senza alcuna chiosa del segretario, ci hanno tranquillizzato. Anche durante la guerra fredda, in fondo, in aree periferiche e di scarsa importanza, scintille se ne accendevano eccome, senza che si scatenasse nessuna guerra nucleare.

2 commenti a “Umbria/Le miccette (veltroniane) di San Silvestro”

  1. Moses E. Herzog scrive:

    E’ stupefacente come la longa manus di Veltroni orchestri ancora sulla scacchiera qualche “alfiere” (vabbè diciamo più realisticamente pedone). Il sogno africano è lontano purtroppo. La mossa di Agostini però si caratterizza di più come un “ehy ricordatevi che ci sono anche io” che come uno scacco di reale peso politico. Bastava incrociare gli sguardi annoiati e indifferenti in sala per rendersene conto. E mi sa che anche lui se ne sia accorto. E forse allo specchio gli scappa pure da ridere affermando di essere il campione del rinnovamento…

  2. loremaf scrive:

    Velardi che si sta occupando della campagna elettorale della Polverini)?

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