Umbria, chi ci capisce è bravo (ma alla fine vincerà Lorenzetti)
Qui a Perugia, non è in voga la prassi dei “mandati esplorativi” alla ricerca del candidato del Partito democratico. Qui a Perugia il candidato, o l’aspirante candidato, fa tutto da sé. Raccoglie le firme, le presenta all’Ufficio delle Primarie, fa la propria conferenza stampa di presentazione in cui si affretta a dichiarare che la sua è una candidatura personale, perchè non sostenuta dal partito e nemmeno dalla mozione di riferimento, e si butta nella mischia. Basta il sostegno di 1700 iscritti, per partire all’attacco, elmetto in testa e giacca con le toppe ai gomiti.
Il Candidato è il Tesoriere. O meglio l’ex tesoriere del Pd, Mauro Agostini, senatore della Repubblica per quattro legislature. E c’è chi dentro al Pd lo considera già un ex-candidato, destino beffardo per chi da anni sogna di fare il governatore dell’Umbria. Ma per capire le ragioni per cui un candidato non ancora investito e non ancora ufficializzato, sia già diventato ex, bisogna interpretare il burocratese regolamentare del Pd.
La candidatura di Agostini, sebbene politicamente inconsistente perché non sostenuta nemmeno dal 10% dell’Assemblea regionale del Partito democratico dell’Umbria, vale a dire il massimo organismo dirigente del partito, è proceduralmente ineccepibile. Ma a stoppargli la strada è subentrata una candidatura politicamente ineccepibile, perché sottoscritta dalla maggioranza assoluta di quel massimo organismo dirigente, sebbene proceduralmente “zoppicante”: quella della Lorenzetti, governatrice dal 2000, e quindi al termine del suo secondo mandato. Zoppicante proceduralmente perché a termini di statuto regionale è necessaria una deroga per far tre volte il presidente.
Ma allora perché Agostini non sarà mai il candidato? Semplice. Perché regolamenti e statuto prevedono che in caso di unica candidatura alle primarie (ipotesi che si verificherebbe se decadesse la candidatura della Lorenzetti senza la deroga necessaria), le elezioni primarie non si possono svolgere e il candidato deve essere sostenuto dalla maggioranza dell’Assemblea regionale del Pd. Che ha già scelto Maria Rita Lorenzetti.

