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Metriquadri calpestabili/10: Il salvadanaio del nonno

“VVVVVVVVVENATOOOOO!”
“Che c’è, Giulio? Perché strilli, santamadonna, sono le otto di mattina e di sotto hanno ballato la pizzica fino all’alba, non so se ti rendi conto. C’era Nichi con i sandali del Dr Scholls che faceva un casino inenarrabile. Massimo che piangeva nell’appartamento accanto. Una notte di tregenda.”
“Tvovami Venato. Subito.”
“Era qua un minuto fa, ma perché lo cerchi?”
“S’è inculato tutti i soldi dal salvadanaio del nonno.”
“Ma come? Il salvadanaio del nonno? E che ci vuole fare?”
“Ma che ne so. ‘Sto cvetino si è messo in testa di giocave al piccolo economista.”

“Gliel’abbiamo detto cento volte che la cassa la tieni tu: non so più che fare.”
“Eccolo!”
“Dove? Aaaaagh!”
“E guarda dove vai!”
“Renato, sarà colpa mia se ti acquatti per ter… come non detto.”
“Ancora ‘sta battuta.”
“Non era una bat… non fa niente. Dai, caccia il salvadanaio del nonno.”
“Non ce l’ho.”
“Ma come. Giulio dice che l’hai preso tu.”
“No, non l’ho preso. Mi sarei limitato a suggerire che forse il nonno non ha bisogno del salvadanaio nell’immediato. Che prima bisogna pensare ai nipotini. Il nonno è vecchio. Puzza. Deve morire.”
“Ma sei scemo?”
“Ahahahahahaha, ma no, è una boutade, tonti. Figurati se voglio dare via il salvadanaio del nonno ai nipotini, cazzo me ne frega dei nipotini. Devono morire pure loro, anzi, fancazzisti che non sono altro, te lo do io il salvadanaio.”
“E allova? Il salvadanaio dov’è?”
“E io che ne so? Secondo voi io ho tempo di stare dietro al salvadanaio del nonno? C’ho da fare, io! Devo imparare a memoria La biondina in gondoeta entro sabato.”
“Giulio, però a queste cose ci devi stare attento tu.”
“Ma io ci sto attento! Il salvadanaio eva dov’è sempve stato, bello pieno. E adesso è vuoto.”
“E chi l’ha preso?”
“Ma che ne so? Io lo tengo lì. Sembvava pieno.”
“Sembra sempre pieno, il salvadanaio del nonno. Ma poi viene fuori che il nonno non ci campa, col salvadanaio. Non si capisce come.”
“Non si capisce come, no.”
“Giulio, guarda che se non stai attento arriva Umberto e ti leva il salvadanaio del nonno e lo distribuisce, e poi ogni nonno per sé.”
“Ma io ci sto attento!”
“Bada, eh!”
“Senti, Gianfvanco, io non voglio dive, ma se il salvadanaio è sempve mezzo pieno e mezzo vuoto è anche pevché non è riempito vegolavmente da chi dovvebbe. E chi dovvebbe non lo viempie vegolavmente pevché… pevché…”
“Dai, che se ti sforzi ce la fai…”
“… non so pevché.”
“Bravo. Premio Raz Degan. Adesso vai a cercare un altro salvadanaio e comincia a riempirlo, prima che se ne accorga il nonno.”

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