L’antifascismo di Massimo D’Alema/2
Il vecchio co-arnese, amico e compagno di avventure editoriali FR ci va giù pesante, con la storia del nobile antifascista MD’A che contrasta solingo le peggiori derive della società contemporanea. E’ la posizione di un moralista onesto e colto, in cui convivono l’antico rigore del comunismo sabaudo e l’irriducibile individualismo azionista, il gusto dell’andare controcorrente, il disprezzo per la canizza mediatica e romana tutta pronta, ora, a crocifiggere MD’A dopo averne esaltate le gesta… tutte le ragioni per cui non si può non voler bene a FR.
Ma stavolta l’esplosione del socio proprio non la condivido. E non perché sia del tutto fuori luogo l’analisi. Si può discutere – ad esempio – se sia il caso di riesumare una specifica categoria novecentesca (il fascismo) per spiegare il passaggio traumatico di Tangentopoli e le cose di oggi. Ci si può infastidire per l’abbondanza di ismi responsabili dei mali del mondo, ma ci può stare, se dentro ci mettiamo Grillo, i viola e Micromega oltre al solito Berlusconi. Però non c’è dubbio – questa è, direi, la tesi di fondo – che dalla sconfitta della politica non è emerso finora un nuovo ordine particolarmente entusiasmante.
E allora, dove è il punto che non convince? Come spesso avviene è annidato quasi nelle pieghe. “Cultura civile ridotta al minimo”, “la manipolazione mediatica” che trionfa: insomma, dice FR, la società nella quale viviamo ci fa un po’ schifo. Come a dire era meglio prima. Io non la penso così. Oggi viviamo in una società più ricca, aperta, informata. Si parla, si naviga, si manifesta, si vive dentro un mare di libertà, altro che fascismo. E, se sono cambiate le forme della “cultura civile” e sono più sofisticate le “manipolazioni mediatiche”, è semplicemente perché dopo la ruota sono arrivati i treni a vapore, e dopo i motori a scoppio. E’ il mondo che cambia, baby.
Allo stesso modo, nessuno mi farà rimpiangere equilibri più avanzati e convergenze parallele. La politica che io e FR abbiamo conosciuto – e che è inesorabilmente finita – era imbrogliona come quella di oggi, anzi di più. Perché nascondeva il piccolo, umano cabotaggio dietro i fumi delle ideologie. E ingannava il popolo assai più di un qualunque caudillo dei nostri giorni: c’è più demagogia e populismo nel “meno tasse per tutti” dell’oggi che ne “il Pci cambierà/questa sporca società” dei tempi andati?
Era solo un po’ più ipocrita e soporifera, la “nostra” politica. Come ormai soporifere sono le giravolte della politica di MD’A, che peraltro non è affatto portatore coerente e instancabile delle nobili tesi di FR. Negli ultimi dieci anni, MD’A ha inneggiato ai partiti e alle coalizioni, ha aperto alle società civili e alle primarie, ha occhieggiato alla sinistra e alla destra. Fino a trovarsi inesorabilmente vittima delle proprie macchinazioni. Dunque, se è condivisibile un sentimento di umana partecipazione per le sue sventure, non mi sembra il caso di erigergli un monumento. Tanto più che non è escluso che stia già preparando altri casini, dall’ultimo scrannetto che ha rimediato.


FR è un maestro, ed è sempre un piacere leggerlo. Ma, nel merito, come con condividere tutto, ma proprio tutto il qui presente CV? E ancora più di tutto condivido l’ultima frase. Qualcuno crede che il nostro eroe se ne starà invisibile e zitto come deve stare una spia, a fare il notaio dei controllori delle spie?
Non ci credo neanche se è vero, ma quando mai…
grazie CV, grazie.
Il problema CV è che la società libera, piena di opportunità informative e che parla e che naviga è solo un piccolo spaccato di società. Il resto, della società intendo, guarda la tv “libera”. Non credo che una tale valutazione possa sfuggire a chi come Lei fa dell’informazione, e del suo utilizzo, un tratto personale e professionale incontestabile.
Io preferivo quel sistema: le piccolezze umane erano sì nascoste dalle ideologie ma, quasi sempre, venivano mitigate dall’appartenenza a gruppi ideali comunque più puliti ed eticamente accettabili di quelli di oggi.
Su D’A, che dire… Le persone non cambiano così profondamente come ogni tanto ci raccontiamo. Se Lei e FR l’avete scelto come riferimento, ça va sans dire, qualche pregio lo doveva pur avere. O no?
Attenzione attenzione, pure impegnatissimo nel suo nuovo incarico istituzionale M’DA ha avuto il tempo di leggere TFp e di commentare i due post. ” Stavolta” ha detto “non mi farò ingannare, ho imparato la lezione e preferisco essere io ad indire subito le primarie. Rispetto CV ma non è del nostro partito e non ci consente un allargamento della audience di questo importante blog, cosa che, anche per la maggiore aderenza ai principi e alle regole della democrazia è più facile con FR. Se porpio non ci si vuole mettere d’accordo si può candidare GC (quello di “Basta zercar”nda), così restiamo in famiglia! Scelgano il lettori con serenità io mi batterò fino in fondo e ci metterò la faccia anche stavolta”
Ma scusate un poco: la Lega dove la mettete in tutto questo “minestrone” tra destra pseudo-post-fascista e sinistra pseudo-post-comunista? Ricordo ai più distratti (quelli da Bologna in giù…) che al Nord esiste un solido movimento (veramente) di popolo che “veleggia” alle prossime Regionali al 35%….- Dire che la Lega è xenofoba, razzista, di destra, è veramente una cretinata apodittica.- Moltissimi elettori della Lega sono operai ex-PCI che si sono “rotti le palle” di vedere gli interessi di tutti (extracomunitari, preti, gay, lesbiche etc. etc.) anteposti agli interessi della classe operaia….- E ci sono moltissimo Leghisti tra i braccianti agricoli (italiani) che sono stufi marci di vedersi fare concorrenza per 3 Euro all’ora da slavi, marocchini e pachistani…..- La Sinistra-dei-salotti-buoni-romani ormai non vede più queste classi sociali e le ha “regalate” alla Lega.- E’ molto più “compagno” Borghezio che non la “fighetta” Melandri (quella che va alle feste a Malindi da Briatore e poi si vergogna di dirlo…mentre Borghezio “si fa il culo” in mezzo alla gente di San Salvario…).-
ma siete così anche nella vita?FB romantico ed attaccato ad un mito che chissà se mai c’è stato,mi ricorda tanto qualcuno dei miei amici di età maggiore di me ,sempre a ricordare il passato quando D’Alema era giovane e girava per le federazioni,l’occhio si fa lucido,la voce roca,si sente l’emozione per ciò che avrebbe potuto essere e invece non è,CV è crudo,sottile,a tratti amaro,duro, penso volutamente teso a mostrare tutti gli angoli lì ben sporgenti indicativi di qualcosa che era stato un patto ma probabilmente è diventato un patto poi violato,nelle vostre esposizioni,perdonatemi la franchezza,è chiarissimo il perchè domenica non poteva non vincere Vendola,D’Alema non ha più il seguito su cui ha sempre potuto contare fino alle primarie di 3 mesi fa ,poi è andato oltre e questo ha messo a nudo tutte le sue difficoltà ed incoerenze