Veneto, la sfida di Bortolussi nel nome dell’”autonomia”
Erano appena finite le festività natalizie quando Massimo Cacciari ha fatto il nome di Giuseppe Bortolussi come papabile candidato per il centrosinistra veneto. A parte la domanda di rito al suo sindaco (“Perché lo hai fatto?!”), Bortolussi ha rilanciato ricordando che non lui, bensì il Pd, avrebbe dovuto dimostrarsi pronto. Pronto ad una sfida “per vincere contro una corazzata”, al cui comando si trova Capitan Zaia, capace di comparire in ogni situazione pubblica di una certa rilevanza con qualche risposta alla mano.
Bortolussi da oltre vent’anni guida la Cgia di Mestre (la Confederazione generale dell’artigianato), che nei territori della Serenissima gode di ampie autonomie operative e di vedute, proprio come il suo direttore responsabile. Poi c’è l’amicizia con Cacciari, che l’ha voluto assessore alle Attività produttive; da qui forse la speranza di scompaginare il piccolo fronte di Api Veneto (che non è il ramo dei piccoli di Confindustria, nonostante la presenza dell’on. Calearo, bensì il movimento politico frutto del pensiero di Rutelli).
Magari si strappa qualcosa anche all’UdC, consapevole che il proprio capofila De Poli, un valido assessore alla Sanità, oggi sconta l’oblio per aver scelto Bruxelles prima di aver consolidato una posizione in Regione. Bortolussi – e Cacciari deve averlo pensato – rappresenta bene quel senso dell’“anti-politica” che piace alla Regione delle piccole imprese e del “noi altri se (ar)rangemo”. Qui lo scontro politico è teso e tenuto alto dalla propaganda della Lega Nord, ma l’apprezzamento del popolo veneto va a chi sa indossare il mantello della trasversalità (Zaia ne è un valido esempio), che non è questione di semplice centrismo, né di discorsi politici, quanto piuttosto di “forme” espressive e sensazioni.
“Non sono iscritto a nessun partito, istintivamente sono di sinistra, ma la penso a modo mio”: queste parole potrebbe averle pronunciate un artigiano, come un agricoltore, un professionista o un medio-imprenditore veneto, mentre provengono dal Bortolussi oggi candidato ufficiale del Pd in Veneto. Il Veneto incompreso, la “regione esemplare” in un sistema di crisi generalizzata, l’inadeguatezza delle risorse dislocate da Roma sono tra i punti cardine delle dichiarazioni rilasciate nel tempo da Bortolussi. Su questi slogan Bortolussi si propone alla coalizione, che nascerebbe dunque intorno alle idee del candidato governatore e non nel partito.
La rivendicazione di un’“autonomia della volontà” – in fondo – ha caratterizzato anche i cinque anni del luogotenente Pdl Galan, capace di avere Berlusconi come testimone di nozze e di sconfessare lo stesso rivendicando il proprio comando sul territorio Serenissimo. Questo è un atteggiamento gradito in Veneto fin dai tempi del Dogado, quando Venezia spesso scendeva a patti con i più potenti confinanti, ma si dimostrava disposta a ripartire da zero pur di conservare un po’ della propria autonomia.
Le osservazioni di Bortolussi appaiono una lucida descrizione della realtà veneta: resta da capire se – svolgendo il Pd il ruolo proprio del Maggior Consiglio – al Candidato spetterà il compito di patrizio candidato a Doge, che tesse una trama dallo schema ben consolidato, o sarà costretto al ruolo di capitano di ventura, che non godendo di un vero seguito lo deve costruire con la spada in pugno su e giù per la regione.


bortolussi e’ l’ unica ventata di aria fresca nel pd.
niente retorica, mai un luogo comune, solo ragionamenti coi piedi saldi a terra.
quindi grazie a cacciari.
e sopratutto un no grazie alle primarie.
Il guaio per la sinistra, non per me, che sono di destra, è che il bravo Bortolussi con la sinistra italiana hic et nunc c’entra come i cavoli a merenda. Er popolo mancino non ci si riconosce. E’ il prodotto della schizofrenia del PD o della sinistra in generale: da una parte il massimalismo produce i Vendola, dall’altra un tatticismo senza disegno e senza prospettive produce Bortolussi, l’alieno. Se la sinistra in questo momento pensa “solo” al modo di vincere le elezioni non verrà fuori dall’equivoco.
Concordo pienamente con Zamax: Bortolussi è – per la sinistra – un “utile idiota” (o “testa di legno” che dir si voglia) buttato in campo tanto per creare un pò di scompiglio nella corazzata leghista dell’ottimo Zaia.- Cosa c’entri Bortolussi con Bersani, Franceschini e Bindi solo Dio lo sa….- E , ammettendo per assurdo che il povero Bortolussi riuscisse a vincere, il giorno dopo lui (ed il Veneto) si ritroverebbero a fare i conti con il centralismo democratico della sinistra: in altre parole il povero Bortolussi sarebbe “impiccato” alla sua stessa maggioranza con nessuna autonomia e nessuna possibilità di manovra.- Ma ve lo vedete voi il Bortolussi che contraddice “Baffino di Ferro” D’Alema o che tenta di prendere le distanze dai Centri Sociali? Utopia, pura utopia, sarebbe un Governatore “sotto tutela”…..
Piaccia o meno ai tenti questa candidatura è la vera novità di questa tornata elettorale: è una persona competente, parla perchè conosce le questioni altrimenti ascolta, è misurato, espone le sue idee e le difende senza negare le ragioni degli altri, cerca di comprenderle anche quando non le condivide affatto.
Il suo vero limite è che è poco introdotto negli ambiente televisivi, come per esempio la polverini, è poco presente nelle piazze, come per esempio Zaia e Ventola .
Ma chi lo ascolterà e chi avrà l’opportunità di conoscerlo ne potrà apprezzare le doti. Un augurio lo merita.
Chissà che il fiore non germogli.
@ loremaf: Bortolussi non si discute, è persona preparata, intelligente, moderata, di buon senso e……proprio per questo non si capisce cosa c’entri con la (variegata) coalizione che dovrebbe sostenerlo…..- L’uomo – se eletto Governatore del Veneto – non avrà nessun possibilità di manovra perchè, all’interno degli apparati della sinistra, conta come il due di coppe….- L’ambizione personale spesso gioca brutti scherzi….
x zamax. comprendo la tua puntualizzazione.
anche perche’ tu hai della sinistra l’ immagine che ne danno le super lobbies che la controllano ( e che bersani si guarda bene dal prendere per le corna, anche perche’ siamo alla vigilia di elezioni, cosi’ almeno spero ).
in realta’ nella sinistra, ad esempio tra i post pci, ci sono moltissime persone che apprezzano bortolussi, le cose che dice e il suo modo di ragionare.
non c’ e’ bisogno di essere di destra per capire che bortolussi ragiona e vendola chiacchera.
il problema , e il dramma, e’ che a sinistra questa maggioranza silenziosa non ha mai trovato un vero leader.