Umbria, a mali estremi primarie in extremis
In Campania sono state appena annullate, ma in Umbria le primarie del Pd si faranno. Sono stati accolti infatti tutti i ricorsi presentati contro la candidatura della governatrice uscente, Maria Rita Lorenzetti, colpevole di non avere ottenuto (né richiesto) una deroga per il terzo mandato da Presidente, ed è così divenuta impossibile la soluzione politica al nodo candidatura.
Ci aveva scommesso finora soltanto il povero Mauro Agostini, che aveva raccolto firme e documentazione entro i tempi previsti, e che al momento è l’unico candidato per la competizione che si svolgerà il 7 di febbraio e che deciderà il candidato presidente del dopo-Lorenzetti.
È stato il segretario regionale Bottini, su richiesta della segreteria nazionale nelle persone di Migliavacca (coordinatore della segreteria) e Zoggia (responsabile enti locali), a proporre all’assemblea regionale di risolvere tutto con le primarie. L’assemblea, con qualche distinguo e mal di pancia, ha approvato a maggioranza.
I malpancisti, con in testa Alberto Stramaccioni (segretario provinciale di Perugia e candidato per Franceschini alla segreteria regionale), hanno riscontrato l’ostinazione dei bersaniani a non voler uscire dall’angolo con una candidatura unitaria e condivisa. “Si poteva convergere su una candidatura di garanzia – ha detto Stramaccioni – che evitasse a questo gruppo dirigente eletto e legittimato con le primarie del 25 ottobre di abdicare al proprio ruolo di direzione politica e lacerarsi in una resa dei conti che non giova a nessuno”.
Il candidato unitario poteva essere il segretario regionale Bottini (che avrebbe così lasciato la poltrona a Stramaccioni), ma i più accaniti sostenitori della Lorenzetti, dopo la bocciatura, hanno ostinatamente scongiurato questa possibilità preferendo il ricorso al giudizio universale (delle primarie). Poiché non è ancora scaduto il nuovo termine per la presentazione delle candidature, le certezze sono poche:
Mauro Agostini, candidato ormai da qualche settimana in corsa solitaria, è stato scaricato anche dai franceschiniani, che convergerebbero o sul segretario regionale (bersaniano) Bottini, o su una candidatura di area (la più probabile è quella di Giampiero Bocci).
I bersaniani sono presi in mezzo fra gli strattoni della Lorenzetti – che intende rimarcare la sua leadership imponendo la candidatura di Catiuscia Marini – e i tentativi di qualcun altro di mediare alla ricerca di una soluzione trasversale coi fassiniani e i popolari (la sempre viva possibilità di Bottini, oppure l’ex sindaco di Perugia Renato Locchi).
Il centrodestra intanto sta a guardare. Ha scelto Fiammetta Modena, capogruppo Pdl in Consiglio regionale e culla il grande sogno. Espugnare una regione rossa, sbiadita da tempo.


siete moto puntuali sulle notizie sulle candidature del centro sinistra per le prossime regionali, siete molto informati.
Diversamente sule centro destra siete disinformati, altrimenti ci avreste dato qualche piccola notizia su chi sia il candidato in umbria per il ODL, chi sono le candidate nei listini di lombardia, lazio, per caso le stesse scartate lo scorso anno per intervento mediatico della consorte del premier?