Il Cavaliere furioso per la Puglia (ma Cicchitto spera ancora)
E allora, che vadano tutti a morire ammazzati. Viste le sue origini meneghine, è probabile che Berlusconi non si sia espresso esattamente in questi termini. Ma chi gli ha parlato poco prima della partenza per Israele, lunedì mattina, giura che questa è l’espressione che rende meglio di qualunque altra l’umore del Cavaliere riguardo alla situazione che si è creata in Puglia.
La sua incavolatura per come si è andato a incartare il Pdl, insomma, il mancato accordo con l’Udc e la corsa solitaria e quasi certamente suicida di Palese, è tale che se potesse farebbe sprofondare tutta la regione nell’Adriatico. E pensare che quando, dieci giorni fa, aveva lanciato l’appello al disarmo bilaterale Poli Bortone-Palese (al quale l’ex sindaco di Lecce ha subito risposto picche), Berlusconi aveva anche trovato il terzo nome che di certo avrebbe messo tutti d’accordo: Mario Mauro, una solida esperienza da europarlamentare, due volte vicepresidente a Strasburgo, stimatissimo da tutte le componenti del Ppe, ma anche da buona parte del Pd, oltre che pugliese doc, essendo nato a San Giovanni Rotondo.
E invece: muoia Sansone con tutti i Filistei, con Palese, il suo supersponsor Fitto, la Poli Bortone, Casini e chi più ne ha più ne metta. Anche se… sotto sotto, c’è ancora chi spera. Cicchitto, tra gli altri, sogna ancora una sempre più improbabile riconciliazione con i centristi. Con quale nome, a quali condizioni (e con che faccia!) è tutto da vedere.

