La breve carriera umbra del veltroniano Agostini
“Non è accettabile nessuna soluzione che sia frutto di improbabili caminetti. Il candidato sia scelto con le primarie. Le ho chieste da tempo e ora, dopo il successo di partecipazione in Puglia, a maggior ragione torno a chiedere le primarie”. E’ quanto scriveva Mauro Agostini il 26 gennaio, quand’era l’unico candidato alle primarie del Pd per la scelta del candidato presidente della Regione Umbria.
Il Pd deve imparare la lezione che arriva dalla Puglia e, in particolare, che le primarie sono lo strumento ”più trasparente e anche più edificante per risolvere le controversie legittime”. Lo ha detto l’ultraveltroniano Giorgio Tonini, intervenendo alla Direzione del Pd di un paio di settimane fa, chiedendo che le primarie vengano utilizzate anche in Umbria.
“Cara concittadina, caro concittadino, come forse saprai ho deciso di presentarmi alle primarie del Pd per la scelta del candidato presidente della Regione Umbria. Le primarie, che ho voluto con tenacia, sono un risultato importante perché ritengo indispensabile che la scelta della persona chiamata a correre per la guida della nostra Regione non debba e non possa essere delegata a nessuno. E’ bene ed è giusto che siano le cittadine e i cittadini, le elettrici e gli elettori del Pd e del centrosinistra, a far sentire la propria voce”, scriveva Agostini il 30 gennaio 2010 sul suo blog.
Anche Walter Verini, già braccio destro di Veltroni, auspicava: “Vinca il migliore. Io penso che le idee e i programmi per l’Umbria che Mauro Agostini ha già presentato siano i più adatti per una nuova fase riformista della Regione. Ma quello che conta è che in questi giorni che ci separano dalle primarie ogni candidato possa confrontarsi con grande spirito di lealtà e unitarietà davanti alla società regionale”.
Oggi in una conferenza stampa a Perugia Mauro Agostini ha ufficializzato il ritiro dalla competizione delle primarie. “Questo gioco non mi appartiene più”, ha detto, annunciando “la costituzione di una associazione che si rivolge a settori interni al Pd e a quelle forze della società regionale che ritengono ormai improcrastinabile, per l’interesse dell’Umbria, un nuovo modo di fare politica. Dobbiamo e possiamo riprendere il filo di quel percorso di speranza e cambiamento che le primarie del 2007 ci avevano consegnato. Io voglio combattere, ma lo voglio fare con le armi della lealtà, della correttezza, del confronto libero. Altri strumenti non mi appartengono. “


Mi dolgo per te povero nostro Mauro/Erasmo Agostini da Narni detto il Gattamelata. O nostro capitano di ventura (oddio in questo caso sventuretta) al servizio del signore dei salotti romani, dove favelli ora insieme alla tua armata? Dove in punta di norma e spada i tuoi fieri e spocchiosi ufficiali Ceccanti, Verini, Vassallo rivendicano ora contadi e madonne? Non ci sono mai state. Dolcezza de’ tuoi modi congiunta a grande furberia di cui giovasti molto raramente in guerra di nomina ad uccellare e corre in agguato i mal cauti nemici a cosa servono ora? O mio asttuto condottiero dunque pensi di farla franca ancora? Le tue carte sono state svelate. L’inganno ha visto la luce. La tua gente sgomenta ha capito.
Non basterenno le tue cangianti insegne a irretir lo popolo.
La tua ultima campagna partì e finì a Narni. Fu solo vanesia, figace e malvagia gloria.
Orribile visu.
Tuo biografo e concittadino
Giovanni Eroli
il Re è Nudo. Viva Walter, Viva Walter, Viva Walter
ma come è stato blindato il Pd umbro?