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Il McDonald’s è socialista!

Oggi la politica del risotto vira sul sociale. Dicembre del 2005, ero a Milano per un colloquio di lavoro. Andata e ritorno in giornata; un’ammazzata che a 25 anni si poteva anche fare. Appuntamento alle 18.00. Alle 18.15 mi telefona il mio bastardissimo interlocutore e mi dice di essere bloccato in autostrada. Prima delle otto e mezzo non si sarebbe presentato. La temperatura era vicina allo zero e io, vestito da romano e improbabile come un musulmano osservante in una porchetteria di Ariccia, decido di aspettarlo leggendo il libretto che mi ero portato da Roma, Aglio, menta e basilico. Marsiglia, il noir e il Mediterraneo, un piccolo capolavoro di Jean-Claude Izzo, e decido di farlo dentro un McDonald’s.

Non ci entravo da otto anni. Avevo fatto una specie di fioretto. Che idiota! Mi ricordo subito che il Big Mac non ha eguali nella storia della ristorazione “zozza”. Greve, grasso, sexy come una pornostar: esagerato e abbondante. Altro che croccante al sesamo del mercatino equo e solidale. Il Big Mac è assolutamente iniquo, ma doppiamente solidale. Ecco perché.

Nel McDonald’s milanese c’erano decine e decine di famiglie peruviane, marocchine, romene con pargoli al seguito che annegavano le facce infreddolite nei grassi idrogenati. Il Mc è per tutti. Fa male, è una multinazionale di banditi che tratta gli animali in modo indecente, ma è per tutti, e soprattutto è uguale per tutti, è socialista!
Da quel giorno non ho mai smesso di cercare di emulare a casa un gusto vagamente americano.

Ho raggiunto una buona approssimazione. Compro i panini con il sesamo, quelli più grandi che riesco a trovare, dell’ottimo macinato, un cetriolo, salsa Worchester, una grossa cipolla, ketchup, e le sottilette di cheddar, quel formaggiaccio giallo che di latte ne ha visto veramente poco!

Procedo così: taglio una fetta di cipolla e la passo sulla griglia; faccio un grosso hamburger con le mani: deve essere alto e dall’aspetto poderoso, un po’ eccessivo; duecento grammi possono bastare. Poi mischio qualche goccia di salsa Worchester al ketchup, e taglio una sottilissima fetta dal cetriolo. Griglio l’hamburger che si deve brunire, passo le due metà del pane sulla griglia per qualche secondo, e ci adagio l’hamburger, il cetriolo, la cipolla grigliata, una foglia di lattuga, il cheddar e la salsa. Poi godo di molto. Non sarà il Big Mac, ma…

2 commenti a “Il McDonald’s è socialista!”

  1. 01 scrive:

    e la salsa rosa? e il doppio hamburger? e la fetta di pane di mezzo? Vabbe’ anche se non vale per fare il big mac index, mi sa che è buono lo stesso!

    Vi giro una pratica alternativa per un eros alla macchia, occasionale e non omologato.

    Sandwich alla Paolo Levi:
    Friggere un ovetto in un padellino con un cucchiaio di olio extravergine. Spalmare il rosso sul panino da hot dog appena scottato e irrorarlo con qualche goccia di worchester sauce. Il bianco ben abbrustolito invece va arrotolato insieme ad una fetta di prociutto crudo per la farcitura, che sarà completata con una fetta sottile di provolone e della lattuga. Bon appetit!

  2. Mauro scrive:

    Se ilMcDonald’s è socialista, D’Alema è di sinistra!

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