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Mal di pancia

Ieri, in preda a fastidiosissimi dolori intestinali, mi sono sentito in imbarazzante sintonia con un pezzo del discorso di Di Pietro al congresso dell’Idv. “Se accettiamo solo il voto di pancia, si può prendere il 2 o l’8 per cento: è un voto di diarrea politica”.
Di Di Pietro non mi piace nulla. Volgari, grossolane immagini retoriche, linguaggio questurino, furbizia ammiccante, perenne vocazione al complottismo e al vittimismo: insomma, non è il modello di leader politico che preferisco, per così dire.

L’Idv mi piace ancora meno. E’ fatta prevalentemente di politici che non hanno trovato spazio altrove, riciclandosi nell’humus fertile del populismo e della demagogia. E ora sono come dei virus che vagano nel corpo elettorale proprio con l’obiettivo di provocarla e stimolarla, questa orribile “diarrea politica”. (Perché è chiaro che il voto di pancia non viene da solo: è vellicato, costantemente titillato da micidiali agenti patogeni).
Eppure la lieve metafora ha innalzato ieri Di Pietro al rango di leader politico. Perché l’ha usata per affermare, a seguire, un concetto nobile: “Urlare in piazza non basta. Io non voglio morire a fare l’opposizione a Berlusconi, voglio sconfiggerlo politicamente”. Finendo per traghettare un congresso che si spellava le mani per l’indecente intervento di Genchi sulle sponde della cultura di governo (oddio, espressione forte…) Una svolta, non so quanto sentita, magari dovuta al fatto che aveva sul collo il fiato di De Magistris… comunque un’operazione intelligente.
Ora il poliziotto molisano, per riprendersi del tutto ed evitare in futuro nuovi disturbi, dovrà mangiare/parlare leggero, misurare le forze, evitare cibi dannosi e indigeribili (Travaglio, Flores D’Arcais). Vedremo se ne sarà capace.
(Come sono finito… basta un mal di pancia e mi ritrovo a fare l’elogio di Di Pietro…)

3 commenti a “Mal di pancia”

  1. estremo55 scrive:

    Egregio CV ,
    ma lei mi provoca !
    Il filo della sua scatologica considerazione mi ha stimolato, letteralmente, stamane consentendo anche a me la liberazione da un qualche peso. Infatti seguendola ho compreso anche le ragioni profonde dell’atteggiamento segaligno e dell’eloquio a denti stretti del sodale ,oggi opposto, a Di Pietro De Magistris : come una stipsi del pensiero politico nonostante la ambizione. Il poliziotto molisano suscita anche in me una naturale prevenzione , come il suo movimento, ma la torsione interna esplicitata al congresso è propria di una fantasia e inventiva che supera ancora una volta il costipato mondo politico del centro sinistra. Poco male se tale funzione di sommovimento interno, ancorchè insufficiente e produrre una solida alternativa, la svolge il più improbabile, ma ormai abituale protagonista della politica italiana . Come si diceva un tempo a proposito di un altro importante supporto a funzioni organiche ormai assopite (proprio come quelle delal iniziativa politica) : “Falqui Basta la Parola”

  2. sophia colpiacca scrive:

    poi esiste anche uno stato di preparazione lievitante,dove le aspettative sono grandiose ,gonfie di prospettive,foriere di pesanti contenuti ma che finiscono in una bolla d’aria

  3. Paolo Pantani scrive:

    Neanche a me piace Italia dei valori e quelli che ci sono dentro.
    Senza se e senza ma detesto la logorrea politica, ma le cose proposte da governo come “impendimenti”, “processi brevi”, non le sento prioritarie.
    Ben altro invece provvedimenti economici, di politica industriale, tutele a salvaguardia di categorie deboli, eccetera.
    Qualcuno dovrà pure dirle queste cose.
    Anche il conflitto di interesse non interessò più nessuno dopo la bicamerale, chissà cosa si è pattuito in silenzio, forse la privatizzazione dei telefoni, “la gallina d’oro”.
    Quando in Italia si vuole fare una cosa, si dice che è l’Europa che ce lo chiede, ma perchè gli altri paesi la hanno fatta?
    La afasia politica è peggio della logorrea politica.

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