Nucleare, il bullismo tecnologico del Pd
E’ lecito avere opinioni diverse sul nucleare. Non è questo in discussione. Quello che non è lecito è uno sbrodolamento elettoralistico su una questione che meriterebbe riflessioni responsabili, attente e informate. Non stiamo parlando della bomba atomica (che con il nucleare civile condivide solo il riferimento all’atomo di cui, è noto fin da Democrito, siamo fatti voi ed io). Stiamo parlando di una modalità tecnica per produrre energia.
Parliamo di una cosa che si fa da 60 anni in 542 e più posti nel mondo. E che ha registrato un solo incidente grave (con 31 morti) in tutta la sua storia: Chernobil. E solo perché era una centrale cervellotica (senza copertura) che avevano solo i sovietici e l’avevano, anche, messa in mano ad un pazzo che si è dato ad esperimenti da manicomio! E’ possibile che solo noi, tra gli otto paesi industrializzati (che fanno tutti ricorso all’energia nucleare), lo abbiamo “più lungo”? E’ lecito pensare che solo noi, tra i paesi con cui confiniamo (di sotto, di sopra, di lato, e che hanno tutti centrali nucleari a pochi chilometri) abbiamo capito tutto? E poi, si può dire no ad una tecnologia? E’ come dire “ no all’aeronautica” o “ no alla chimica”!
Si può pensare, lecitamente, che non si è convinti degli attuali reattori nucleari di produzione elettrica. Ma, si converrà, che allora dovrebbe essere una posizione motivata, informata, di merito. Che consenta di farsi un’idea chiara di quali reattori si tratta e perchè dovrebbero farci così paura. Io mi sarei aspettato, da un’opposizione che si vuole “riformista”, una critica (anche durissima) alla condotta del governo: ma di “merito”, sui fatti, senza demonizzazioni ed esagerazioni propagandistiche.
Invece siamo allo show. A chi la spara più grossa. A chi spaventa di più: c’è chi distribuisce pillole di iodio per le strade; c’è chi giura (come fosse Tien An Men) che sfiderà i carri armati; c’è chi parla di discarica “nucleare” (si tratta di un impianto supertecnologico) di “veleno”; c’è chi dice che il “nucleare è fascista” (sì, ha detto proprio così il capo nazionale dei Verdi facendoci scoprire che il mondo, dove il nucleare è quasi dappertutto, è ormai il Terzo Reich realizzato). Ma che i Verdi parlino così (invece di occuparsi dei disastri ambientali veri del Sud) lo si può anche sopportare: in fondo non fanno il loro mestiere e per questo raccolgono, sempre e solo, lo zero virgola. E a me sta bene così.
Quello che fa trasecolare, invece, è l’atteggiamento dei cacicchi locali, governatori o aspiranti tali, della sinistra di “governo”. Sono un manifesto di “bullismo” ideologico. Pensano che mettendo tra i piedi questo “nucleare” il governo abbia, maldestramente, offerto loro una insperata occasione. E così ci si sono buttati a peso morto. E allora li vedi, sul “no al nucleare”, gonfiarsi il petto. E giù la corsa a spararla più grossa. A gareggiare in sciocchezze) con il “fuoco amico” (i Verdi, i Radicali, i dipietristi, i comunisti e compagnia cantando). Tanto ( pensano o credono) sono tutti voti senza pegno.
E allora, ad esempio, senti Vendola sproloquiare e spaventare sul “veleno” nucleare. Ma lui che conosce, oltre Bari, solo Caracas (e lo dico per cognizione di causa) si è mai fatto un giro nella Loira o nella Borgogna che pullulano di centrali nucleari? Ne ha respirato l’aria o bevuto il vino o lo champagne? Si è ammalato lì? Sciocchezze! E De Luca, che per mendicare il voto dei Verdi spara “mai ad una centrale nucleare”, lo sa che in una centrale nucleare attiva (di emissione radioattiva immensamente più grande di quelle reali e controllate ) ci vive dentro da una vita? Lo sa, l’aspirante governatore, che la radioattività “naturale” di tante zone della nostra bellissima Campania supera, ma di molto, quella che porterebbe alla chiusura immediata di una qualunque centrale nucleare (che nei fatti non rilascia alcunché)? Siamo tutti malati di cancro, noi campani?
Ma il massimo della demagogia è stato toccato dal De Filippo lucano. Ha avuto due brillanti idee. La prima: dichiarare che la sua Regione si opporrà non solo alle centrali ma anche al “ trasporto” di materiale nucleare. Sapete che vuol dire? Che i suoi ospedali devono chiudere tutti i reparti di radiologia, di terapia radiologica, di medicina “nucleare” (scintigrafia, Tac, PET ecc. ecc.). Lì in Basilicata sì che si morirà di cancro. E l’altra proposta geniale di costui è: si facciano le centrali solo dove c’è una Regione che si autocandida. E se si autocandida la Regione a fianco alla tua? I radionuclidi che ti terrorizzano si bloccano ai confini della Basilicata? Tornano indietro? No, te li becchi (ma state tranquilli, perché non ci sono) e i tuoi cittadini non hanno neanche goduto delle misure di vantaggio che verranno accordate.
C’è chi mi dice: stai tranquillo: “dopo le elezioni” si cambieranno toni, si entrerà nel merito, si valuteranno i pro e i contro, ci si farà (sul tema del nucleare) idee più chiare. Insomma si tornerà a ragionare! Va bene, ho detto. Ma poi mi sono chiesto: ma che partito è quello che “prima delle elezioni” ritiene che si debba… sragionare?


Ecco, giusto. Allora entriamo nel merito: rispondiamo a queste cinque domande?
http://ilnichilista.wordpress.com/2010/02/01/la-menzogna-nucleare-cinque-domande-al-ministro-scajola/
ps: Ti sei dimenticato di citare che nemmeno Zaia vuole le centrali nella sua regione. Se proprio dobbiamo guardare a chi banalizza, facciamolo a trecentosessanta gradi.
retico ti amo, mi vuoi sposare?
E’ pietosa la vostra campagna contro Vendola. Usate almeno argomenti sensati. Se ne siete capaci, invece di stare dietro al baffetto rovina Italia. O forse fare campagna elettorale a Polverini vi prende troppo tempo?
effettivamente, caro retico, la questione del nucleare non è proprio come la dici tu. sulla demagogia dei futuri presidenti regionali mi trovi pienamente daccordo. Ma documentati prima bene sul nucleare e soprattutto sulle possibili alternative che sono tante e meno “invasive”
Questo Retico ( almeno usasse il vero nome) può scrivere le sue fesserie solo su Front Page.
Trovo quanto ha scritto Retico, molto giusto e fa piacere vedere che c’è chi si ostina a cercare di ragionare indipendentemente dalle scelte politiche. Quanto alle 5 domande citate da Fabio Chiusi, sono talmente zeppe di madornali sciocchezze che, da ingegnere, ho avvertito una forte nausea alla lettura della due ed ho faticato ad arrivare a leggere fino in fondo la tre per poi fermarmi in preda a conati di vomito. Le sciocchezze che si sentono sul nucleare sono seconde solo alle fesserie su riscaldamento globale e la CO2, delle quali, a quanto sembra, l’autore del blog, non sa che da qualche settimana sono arrivate al capolinea e riconosciute come la più grande truffa del secolo.
Retico tra gli altri libero dal buonismo neoecologista si scaglia contro la campagna del PD, la critica alla pubblicità è l’unica cosa che mi sento di condividere visto che il PD in realtà non ha una linea unitaria sul tema nucleare, il resto è solo retorica pro nucleare, 31 Morti a Chernobyl !!! per dire certe cose bisogna avere stomaco parlando di un territorio avvelenato per secoli con tumori e leucemie che continuano ad affliggere la popolazione (questa non è un opinione questi sono fatti). Poi si parla del nucleare in Italia come se l’uranio crescesse in val Padana, l’uranio va comprato da Multi-nazionali che lo estraggono in Africa e in Asia sfruttando uomini e donne che lavorano in condizioni disumane, e questo pone un problema morale. Costruire le centrali costa tantissimo, così tanto che il ritorno in risparmio di costo energetico richiedere mezzo secolo. Il nucleare è una tecnologia del novecento che continua a piacere a gente con la testa nel novecento, se si investisse quello che ci vuole per costruire e mantenere una centrale nucleare in ricerca e in incentivi di impianti solari per tutte le abitazioni e centrali eoliche e solari in breve tempo si potrebbero chiudere moltissime centrali fossili in attività ora.
Questo per dimostrare che si per non volere le Centrali Nucleari non è necessario scomodare i veleni basta l’economia.
cito dal mio blog …nullius.myblog.it
28/10/2008
Eco-Follie: le centrali fotovoltaiche
Il simbolo è SiH4. E, per assonanza con il metano (CH4), è denominato Silano. E’ un gas, pericoloso, perché estremamente infiammabile. Esplode in aria libera, per autocombustione, a concentrazioni molto basse (intorno al 2-3%). E’ meta-stabile, il che significa che le concentrazioni possono essere più alte (fino al 4-5%) prima che si verifichi l’esplosione. Ciò aumenta il potere distruttivo dell’eventuale incidente. I processi industriali che lo utilizzano implicano grossi rischi. Grossi investimenti sono necessari per evitare incendi o esplosioni. Una situazione paragonabile a quella di una fabbrica di esplosivi.
I composti dell’arsenico, quelli di cadmio (come il CdS, solfuro di cadmio) o il tetracloruro di Carbonio, o, ancora, i composti di Indio, sono tutti altamente tossici. Alcuni per ingestione, gli altri per respirazione. Sono per lo più agenti cancerogeni che attaccano il sangue, il fegato, i polmoni, i reni. Ancora: composti estremamente pericolosi sono quelli di Tellurio (Te) che attaccano il sistema nervoso centrale, provocano cianosi, distruggono il fegato.
Bene: tutti questi sono materiali, e molti altri che non cito, che vengono utilizzati per fabbricare i pannelli fotovoltaici. Sono necessari, intrinseci alle tecnologie adoperate. Niente veleni in fabbrica? Allora niente pannelli.
Una volta fabbricati, alla fine del ciclo di impiego, i pannelli andranno smaltiti. E non è una cosa semplice, anzi. Ciò a causa del cadmio e del piombo contenuto nelle saldature.
Bruciarli non è una buona idea: i forni attualmente disponibili non sono in grado di assicurare l’abbattimento di questi prodotti, che, tramite i fumi, arrivano nell’atmosfera e dunque a portata di polmoni umani.
Disporli in discarica è ancor meno buona, come idea: il contenuto di metalli pesanti nei pannelli porta a grossi rischi di inquinamento del terreno e delle falde acquifere sottostanti. Un’infiltrazione avrebbe conseguenze terrificanti. La latenza delle malattie può essere molto lunga. Il ché porterebbe a intossicazioni numerose prima della scoperta delle cause agenti.
Resterebbe il riciclo: ad oggi, però, non sono disponibili molti processi che, a costi ragionevoli, assicurino uno smaltimento efficace su larga scala. Sono disponibili tecnologie che recuperano il silicio e i metalli pesanti e li incorporano in un prodotto inerte, come ad esempio il vetro. Ma è solo uno spostamento di materiali pericolosi, che vengono trasferiti, semplicemente, da un contenitore all’altro. Dai “wafers” dei pannelli al vetro.
Il vetro dovrà pur essere smaltito, o rilavorato, a sua volta. Naturalmente, esiste un limite alla quantità di sostanza tossica che si può incorporare prima che il prodotto finale perda alcune caratteristiche fondamentali. Ad esempio, il piombo nel vetro ne diminuisce la trasparenza.
I pannelli fotovoltaici producono corrente continua. Se utilizzati per generare elettricità da immettere nella rete elettrica di un paese, i pannelli devono essere corredati di un dispositivo di trasformazione della corrente continua in corrente alternata (inverter).
Il funzionamento dei pannelli è solo diurno. E fortemente soggetto alle condizioni ambientali. Infatti, la presenza di nubi riduce quasi istantaneamente la potenza dell’impianto. Qualche volta anche più del 50%. Per tutte queste ragioni, ogni KW di potenza installata di fotovoltaico richiede la corrispondente costruzione di un KW di origine termica o nucleare. Quindi il fotovoltaico costringe a costruire sempre un impianto di riserva di pari potenza. Inoltre, per ragioni che sarebbe lungo spiegare, è proprio questo impianto di riserva a funzionare normalmente, al posto del fotovoltaico.
I costi degli impianti. Un kW di potenza installata, se la centrale è a gas (cogenerazione) costa fra 300-600 Euro. Il medesimo kW, se la centrale è a carbone, costa fra i 900 e i 1300 Euro. Un kW di origine nucleare costa fra i 2000 e i 2500 euro. Infine un kW di potenza installata, fotovoltaica, costa intorno ai 25.000 euro. Dati IEA.
Esiste anche un problema legato all’efficienza dei pannelli fotovoltaici. L’efficienza è la quantità di radiazione solare convertita in energia elettrica rispetto a quella ricevuta. Siamo intorno al 10% circa. Ciò significa che, purché vi sia ottima insolazione, un metro quadrato di pannello produce una potenza di circa 300 watt, per 5-6 ore al giorno, d’estate, e solo con cielo non nuvoloso. Una centrale da 1200 MW, taglia normale di una termica a carbone o a gas, richiede una superficie di 400 ettari. Una centrale termica ne richiede non più di 5
Infine, c’è un parametro detto EPB. Energy Pay Back. Viene misurato in anni, e rappresenta il tempo necessario affinché l’impianto di generazione di energia elettrica produca una quantità di energia pari a quella spesa per costruirlo. Fino a qualche anno fa, per i pannelli fotovoltaici era di oltre vent’anni. Oggi, con i miglioramenti ottenuti, si è comunque intorno ai 10-12.
Ciò significa che una centrale a pannelli fotovoltaici incomincerà ad avere un bilancio energetico positivo solo dopo 10-12 anni. Come a dire che, se si volesse procedere a costruire una rete elettrica di sole centrali fotovoltaiche e sostituirla a quella esistente, dovremmo impegnare l’intera produzione di energia elettrica dei prossimi dieci anni per realizzarla.
Conclusioni.
Il fotovoltaico costa enormemente di più, non elimina la necessità di centrali di altro tipo, ma anzi duplica il numero degli impianti è pericoloso da produrre, difficile da smaltire, e richiede superfici enormi per essere installato.
Sotto ogni punto di vista, dunque, pensare di utilizzarlo per produrre elettricità nei quantitativi che servono alla vita economica e sociale di un paese, avanzato o no, è una pura follia.
Roba da ricovero immediato in manicomio.
Nota: i costi sono riferiti agli impianti. NON al Kwh prodotto.
Non so se è più facile smaltire le scorie di una centrale nucleare che quelle dei pannelli, quindi la mia rispota e MAH!?, poi si parla di centrali nucleari entro 15 o 20 anni, la resa del fotovoltaico ora è molto migliore di quella di vent’anni fa quindi immagino che fra dieci anni sarà ancora migliore, poi se lo dice Rubbia mi fido più di lui che di te.cmq non penso che si possa obbligare lo popolazione di un territorio ad ospitare una centrale o un rigassificatore che non vuole, se i pugliesi non vogliono le centrali e i lombardi o i veneti piuttosto che i toscani invece si che si facciano lì p.s. non mi piace farmi dare del matto. lo spazio di un commento in un blog non è sufficiente a valutare una persona.
Ri-cito:
Il fotovoltaico costa enormemente di più, non elimina la necessità di centrali di altro tipo, ma anzi duplica il numero degli impianti è pericoloso da produrre, difficile da smaltire, e richiede superfici enormi per essere installato.
Sotto ogni punto di vista, dunque, PENSARE DI UTILIZZARLO PER PRODURRE ELETTRICITA’ NEI QUANTITATIVI CHE SERVONO ALLA VITA ECONOMICA E SOCIALE DI UN PAESE, AVANZATO O NO, E’ UNA PURA FOLLIA.
Roba da ricovero immediato in manicomio.
Ribadisco quanto sopra, con una ovvia precisazione: che la follia si riferisce alla SOLUZIONE tecnica di un problema, non alle persone. Per le persone, mi limito a dire che o non capiscono il problema o non sono sufficientemente informate. Studino un po’ di più e dopo, ma solo dopo, si occupino di problemi complessi. E non mi metta in bocca cose che non ho dette Mr Gio: non sostengo che smaltire il fotovoltaico sia più complicato e costoso che smaltire rifiuti nucleari. Mi sono limitato a dimostrare che il fotovoltaico, così come viene propagandato dagli ecoimbecilli, è una patacca. Poi veda lei cosa pensare.
Vorrei portare un’ultima replica a questa (tralaltro istruttiva) discussione, da ecoimbecille penso che il concetto stesso di centrale sia superato e sono sicuro che il tempo mi darà ragione, quando penso che nel futuro prossimo, l’energia per uso domestico dovrà essere per forza il fotovoltaico individuale con centinaia di ettari di tetti nelle nostre città che producono per chi ci abita e per le piccole imprese (come già succede in alcuni casi esemplari), e le centrali elettriche per il surplus. Poi un’altro modo per investire il denaro necessario per le centrali nucleari sarebbe razionalizzare la rete per evitare gli sprechi, esempio: l’anno scorso durante la giornata “m’illumino di Meno” nelle 2 ore della manifestazione Terna a rilevato un risparmio sufficente a chiudere due centrali di piccole dimensioni, non pensono di non essere sufficientemente informato, penso di essere informato in modo diverso.
Come prima, non mi verrebbe mai in mente di definirla UranioImbecille o con qualche altro epiteto, il rispetto per gli altri è la cosa più importante in una discussione
1 a 1. Chiedo scusa. Ammetto di meritarlo, perché mi è scappato un ecoimbecilli ove avrei voluto, e dovuto, infilare un ecobufalari. Chiarisco: propalatori di bufala tecnica.
Detto questo, visto che lei è “diversamente” informato, e vista la sua convinzione che il concetto stesso di centrale sia superato, la inviterei a installare i pannelli fotovoltaici sul tetto di casa. E subito dopo, a staccarsi dalla rete elettrica alimentata da quelle cose obsolete e dannose che sono le centrali elettriche (a gas, combinate, idrauliche, carbone e/o olio combustibile che siano). Distacco permanente, va da sè, affinché sia ecologicamente corretto.