Il doppio paradosso di Salerno
Non ha del tutto torto De Magistris quando a proposito della decisione del congresso dell’Idv, ha parlato di “processo breve”. Di Pietro infatti ha consentito a De Luca di difendersi ed essere assolto in pubblico e con una acclamazione, grazie alla prevalenza di considerazioni politiche delle leadership campana e nazionale del movimento e alla sua capacità di affrontarli a testa alta. A tutti quelli che sono finiti per anni sulla graticola dei mezzi di informazione, e i cui procedimenti si sono conclusi con assoluzione o archiviazione o prescrizione, non è stata data la stessa possibilità.
E’ paradossale che per migliaia di imputati il processo mediatico imposto dai giudici, dai comunicati e dalle interviste delle procure, dalle reprimende che hanno costruito le carriere di magistrati politicizzati e i percorsi politici dei Di Pietro e dei De Magistris, sia durato mesi sulle prime pagine dei giornali, e non abbia poi mai prodotto altro che archiviazioni e assoluzioni (o quasi). La sentenza per tutti costoro è stata pronunciata in diretta ad Annozero o simili, senza gradi successivi. Giudici e accusatori Travaglio, Di Pietro e Santoro e milioni di telespettatori del reality della giustizia, niente difesa e niente appello. Giudizi sommari in diretta, ma senza la possibilità vera di difendersi alla pari..
Un secondo paradosso: è curioso che tutto ciò avvenga mentre documenti e voci che riguardano il passato di Di Pietro si fanno sempre più insistenti e cattivi… E’ certamente una fantasia maliziosa e assurda immaginare che un giorno Feltri o Belpietro saranno costretti ad andare a pranzo con Di Pietro per scusarsi, avendo preso per vere voci che venivano da qualche “Cardinale della sua Curia” interessato magari a sbarrargli la carriera per sostituirlo.
Estremo 55

