<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
		>
<channel>
	<title>Commenti a: Stampa libera da sovvenzioni statali</title>
	<atom:link href="http://www.thefrontpage.it/2010/02/11/stampa-libera-da-sovvenzioni-statali/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.thefrontpage.it/2010/02/11/stampa-libera-da-sovvenzioni-statali/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Wed, 08 Feb 2012 09:56:42 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0.3</generator>
	<item>
		<title>Di: umberto</title>
		<link>http://www.thefrontpage.it/2010/02/11/stampa-libera-da-sovvenzioni-statali/comment-page-1/#comment-2228</link>
		<dc:creator>umberto</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 14:25:13 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.thefrontpage.it/?p=4727#comment-2228</guid>
		<description>ma siete convinti che l&#039;altra stampa sia libera, alla De Gregorio??</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>ma siete convinti che l&#8217;altra stampa sia libera, alla De Gregorio??</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Mario Giardini</title>
		<link>http://www.thefrontpage.it/2010/02/11/stampa-libera-da-sovvenzioni-statali/comment-page-1/#comment-2181</link>
		<dc:creator>Mario Giardini</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 16:37:40 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.thefrontpage.it/?p=4727#comment-2181</guid>
		<description>Cara signora Simonetta, signorina, o altro.
Nel 2006 la giunta M’arrazzo denunciò di avere ricevuto da quell’altro esimio campione della spesa pubblica, Herr Storace, un disavanzo di 10 Miliardi di euro. Ci fu un negoziato fra la regione Lazio e il Governo Prodi. Si stabilì che la cifra vera era intorno ai 5,5 Miliardi di euro. In cambio dell’aiuto del governo, la giunta M’arrazzo si impegnò a pareggiare il bilancio sanitario regionale entro il 2008. Con tagli (mai fatti) e maggiori spese (quelle deliberatissime: l’ IRAP e l’addizionale IRPEF laziali sono prime in classifica a livello nazionale). Lo so perché io le pago entrambe.
 In tutti questi anni il governo ha versato alla giunta M’arrazzo circa 5 Miliardi di Euro. Per esempio:  Entrate aggiuntive (capitolo 121 506 ENTRATE AGGIUNTIVE DESTINATE ALLA COPERTURA DEI DISAVANZI SANITARI) anno 2007: 1 200 Milioni di Euro. Nel frattempo gli interessi complessivi sul debito hanno cubato circa 1 Miliardo di E. Quindi lo stato NON ha ripianato completamente il deficit Storace. Mancano all’appello circa 1000 milioni di euro. Ma lo ha ripianato all’85%.
Epperò. Le perdite di  bilancio della giunta M’arrazzo, per la sanità, ci sono, eccome. Eccole: esecizio 2006 : 2 miliardi di euro; 2007: 1,6 miliardi; 2008: 1,7 miliardi; 2009: è ancora una stima, ma attendibile: circa 1,7
Le faccio la somma, perché dubito che lei sia capace di cotanta algebra: 2+1,6+1,7+1,7=circa 7 miliardi di disavanzo.  Tolto il miliardo che il governo non ha versato, la giunta M’arrazzo ha accumulato di suo ALTRI 6 MILIARDI (sottraggo gli interessi sul debito ereditato).
Esattamente i 6 miliardi di cui parlavo io. Questo deficit rappresenta oltre il 60% del deficit  della sanità a livello nazionale.
Se lei Simonetta, signora, signorina o altro,  va sul sito della regione Lazio, e se ne è capace, trova tutti i  numeri e può far di conto. 
Troverà, sempre se ne è capace, situazioni comiche, se non tragiche. Bilancio di previsione sanità 2007: disavanzo previsto 1431 Mil di euro. Riduzioni spese (in omaggio all’accordo M’arrazzo – Prodi) 788. Disavanzo previsto: 633 milioni (sono SOLO 1200 miliardi di lire, rs). Disavanzo a consuntivo: 1,6 miliardi. Superiori al preventivo di circa il 20%. E i risparmi? Nisba. Nun ce stanno.
Se poi lei abita a Roma o nel Lazio saprà di certo qual è il livello delle prestazioni. Risibile.
Tutti questi dati sono disponibili. Naturalmente, i nostri politici i numeri sanno darli. Ci vuole una fatica della madonna per capirli e metterli insieme in maniera corretta, ma si può riuscire. Confido in lei.
Sorvolo sull’accusa di malafede. E su quella di essere disinformato. Mi vien da ridere. Ma una sola cosa vorrei sottolineare: se lei nel 2010 classifica le persone anzichè gli argomenti, e li trova validi a seconda che siano (da lei) dipinti di nero o rosso....beh, lei è irrecuperabile...Persimo Deng Siao Ping dovette, alla fine della sua vita, ammettere che poco importa che il gatto sia nero o rosso: quel che importa è che prenda i topi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cara signora Simonetta, signorina, o altro.<br />
Nel 2006 la giunta M’arrazzo denunciò di avere ricevuto da quell’altro esimio campione della spesa pubblica, Herr Storace, un disavanzo di 10 Miliardi di euro. Ci fu un negoziato fra la regione Lazio e il Governo Prodi. Si stabilì che la cifra vera era intorno ai 5,5 Miliardi di euro. In cambio dell’aiuto del governo, la giunta M’arrazzo si impegnò a pareggiare il bilancio sanitario regionale entro il 2008. Con tagli (mai fatti) e maggiori spese (quelle deliberatissime: l’ IRAP e l’addizionale IRPEF laziali sono prime in classifica a livello nazionale). Lo so perché io le pago entrambe.<br />
 In tutti questi anni il governo ha versato alla giunta M’arrazzo circa 5 Miliardi di Euro. Per esempio:  Entrate aggiuntive (capitolo 121 506 ENTRATE AGGIUNTIVE DESTINATE ALLA COPERTURA DEI DISAVANZI SANITARI) anno 2007: 1 200 Milioni di Euro. Nel frattempo gli interessi complessivi sul debito hanno cubato circa 1 Miliardo di E. Quindi lo stato NON ha ripianato completamente il deficit Storace. Mancano all’appello circa 1000 milioni di euro. Ma lo ha ripianato all’85%.<br />
Epperò. Le perdite di  bilancio della giunta M’arrazzo, per la sanità, ci sono, eccome. Eccole: esecizio 2006 : 2 miliardi di euro; 2007: 1,6 miliardi; 2008: 1,7 miliardi; 2009: è ancora una stima, ma attendibile: circa 1,7<br />
Le faccio la somma, perché dubito che lei sia capace di cotanta algebra: 2+1,6+1,7+1,7=circa 7 miliardi di disavanzo.  Tolto il miliardo che il governo non ha versato, la giunta M’arrazzo ha accumulato di suo ALTRI 6 MILIARDI (sottraggo gli interessi sul debito ereditato).<br />
Esattamente i 6 miliardi di cui parlavo io. Questo deficit rappresenta oltre il 60% del deficit  della sanità a livello nazionale.<br />
Se lei Simonetta, signora, signorina o altro,  va sul sito della regione Lazio, e se ne è capace, trova tutti i  numeri e può far di conto.<br />
Troverà, sempre se ne è capace, situazioni comiche, se non tragiche. Bilancio di previsione sanità 2007: disavanzo previsto 1431 Mil di euro. Riduzioni spese (in omaggio all’accordo M’arrazzo – Prodi) 788. Disavanzo previsto: 633 milioni (sono SOLO 1200 miliardi di lire, rs). Disavanzo a consuntivo: 1,6 miliardi. Superiori al preventivo di circa il 20%. E i risparmi? Nisba. Nun ce stanno.<br />
Se poi lei abita a Roma o nel Lazio saprà di certo qual è il livello delle prestazioni. Risibile.<br />
Tutti questi dati sono disponibili. Naturalmente, i nostri politici i numeri sanno darli. Ci vuole una fatica della madonna per capirli e metterli insieme in maniera corretta, ma si può riuscire. Confido in lei.<br />
Sorvolo sull’accusa di malafede. E su quella di essere disinformato. Mi vien da ridere. Ma una sola cosa vorrei sottolineare: se lei nel 2010 classifica le persone anzichè gli argomenti, e li trova validi a seconda che siano (da lei) dipinti di nero o rosso&#8230;.beh, lei è irrecuperabile&#8230;Persimo Deng Siao Ping dovette, alla fine della sua vita, ammettere che poco importa che il gatto sia nero o rosso: quel che importa è che prenda i topi.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: simonetta</title>
		<link>http://www.thefrontpage.it/2010/02/11/stampa-libera-da-sovvenzioni-statali/comment-page-1/#comment-2150</link>
		<dc:creator>simonetta</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 23:18:32 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.thefrontpage.it/?p=4727#comment-2150</guid>
		<description>Per stare al post invece rilevo solo questo:
I finanziamenti pubblici arrivano indistintamente a tutti i giornali attraverso i rimborsi delle spese postali, elettriche e telefoniche, e per l’acquisto della carta.
Questi finanziamenti “indiretti” sono di importo MOLTO maggiore rispetto al finanziamento “parlamentare” per i giornali a minore diffusione perchè locali o di partito.
Le cifre del 2006, ad esempio, per quanto riguarda i finanziamenti “indiretti”, erano:
- Repubblica-Espresso 12 milioni di euro
- RCS e Corriere della Sera 25 milioni di euro
- Sole 24 Ore, quotidiano della Confindustria 18 milioni di euro
- Mondadori, gruppo editoriale di proprietà della famiglia Berlusconi ed editore di svariate testate, 30 milioni di euro.

Vogliamo cominciare da qui a sfoltire finanziamenti e risparmiare denaro dei contribuenti? E magari mettendo un tetto più stringente alla raccolta pubblicitaria delle TV?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Per stare al post invece rilevo solo questo:<br />
I finanziamenti pubblici arrivano indistintamente a tutti i giornali attraverso i rimborsi delle spese postali, elettriche e telefoniche, e per l’acquisto della carta.<br />
Questi finanziamenti “indiretti” sono di importo MOLTO maggiore rispetto al finanziamento “parlamentare” per i giornali a minore diffusione perchè locali o di partito.<br />
Le cifre del 2006, ad esempio, per quanto riguarda i finanziamenti “indiretti”, erano:<br />
- Repubblica-Espresso 12 milioni di euro<br />
- RCS e Corriere della Sera 25 milioni di euro<br />
- Sole 24 Ore, quotidiano della Confindustria 18 milioni di euro<br />
- Mondadori, gruppo editoriale di proprietà della famiglia Berlusconi ed editore di svariate testate, 30 milioni di euro.</p>
<p>Vogliamo cominciare da qui a sfoltire finanziamenti e risparmiare denaro dei contribuenti? E magari mettendo un tetto più stringente alla raccolta pubblicitaria delle TV?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: simonetta</title>
		<link>http://www.thefrontpage.it/2010/02/11/stampa-libera-da-sovvenzioni-statali/comment-page-1/#comment-2149</link>
		<dc:creator>simonetta</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 23:15:01 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.thefrontpage.it/?p=4727#comment-2149</guid>
		<description>Egregio sig. Giardini, niente di male se lei è un uomo di destra ... ognuno ha la sua visione del mondo e del prossimo...ma addebitare al diritto alla salute per tutti i cittadini e alla gestione Marazzo l&#039;enorme debito della sanità laziale è indice di malafede. Evidentemente lei non ha avuto nella sua vita il tempo materiale per lamentarsi, ma oggi ne avrebbe sicuramente per informarsi.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Egregio sig. Giardini, niente di male se lei è un uomo di destra &#8230; ognuno ha la sua visione del mondo e del prossimo&#8230;ma addebitare al diritto alla salute per tutti i cittadini e alla gestione Marazzo l&#8217;enorme debito della sanità laziale è indice di malafede. Evidentemente lei non ha avuto nella sua vita il tempo materiale per lamentarsi, ma oggi ne avrebbe sicuramente per informarsi.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Mario Giardini</title>
		<link>http://www.thefrontpage.it/2010/02/11/stampa-libera-da-sovvenzioni-statali/comment-page-1/#comment-2124</link>
		<dc:creator>Mario Giardini</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 18:14:21 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.thefrontpage.it/?p=4727#comment-2124</guid>
		<description>mario, ho detto che collaboro, non che sono un dipendente, quindi il lavoro me lo vado a cercare, a roma e altrove, e quando si parla di chiudere di qui e di la, di tagliare eccetera bisogna pensare che ci sono persone, famiglie che ne soffrono, non è buonismo vuoto è la realtà o per te non conta? (SI,CONTA.) per me conta, abbiamo ingrassato un sistema che ha usato e che usiamo, TUTTI, per aggiustare sta stortura bisogna lavorare tutti senza protezionismo e senza massacri, o no?!
No. Francamente, fatto salvo il SI’ CONTA, che spiego dopo, non capisco nulla della frase che se segue. Ma il punto non è questo. Il punto è che negli ultimi sessant’anni è prevalsa una cultura di cui tutti gli italiani ora sono succubi consapevoli e inconsapevoli. Quella cultura che ha trastormato un’infinità di doveri in diritti. Da noi esiste il “diritto” (!) al lavoro. Sono stato giovane quando il lavoro era visto per ciò che realmente è: un dovere. Fare da sé, non ricorrere a mamma e papà, indebitarsi per attraversare oceani (mio padre l’ha fatto) muniti di quinta elementare per andare a cercarselo, il lavoro, in Australia o Argentina era cosa comune fra, appunto, milioni di individui senza parte e, quasi sempre, senza arte, salvo quella del contadino. Adesso, invece, milioni di indiviui considerano il lavoro, e non qualsiasi lavoro, ma proprio quello che loro cercano e che li soddisferebbero, un diritto. E’ diventato un “diritto” la casa. E’ diventato un diritto lo studio. Mio padre, contadino e operaio, un giorno mi confessò che l’orgoglio maggiore della sua vita era quello di aver fatto di me un ingegnere.Ora il “diritto” allo studio ha consentito a centinaia di migliaia di analfabeti di arrivare all’università, a milioni di arrivare alla maturità, per prendersi un diploma o una laurea che non vale un fico secco, perché siccome lo studio è un “diritto” allora anche il diploma o la laurea è un “diritto”. Quindi, ecco che la scuola si è messa a sfornare soggetti che non sanno nulla di nulla, ma pretendono tutto e subito, e sanno strillare benissimo a sostegno dei propri “diritti”. E se hai una laurea, anche se fasulla: come fai ad accontentarti di un lavoro qualsiasi? Allora la catena logica sarebbe questa: ho diritto allo studio. Ho diritto alla laurea. Ho diritto ad un lavoro corrispondente. E lo voglio qui, sotto casa, perché il lavoro è un mio diritto. Ai miei tempi, la laurea era un punto di partenza, non di arrivo. Era il risultato di un culo grande così (33 esami di ingegneria, vecchio ordinamento, in 5 anni, pena il fuori corso e quindi la perdita della borsa di studio – 500 000 lire all’anno cioè 260 euro circa, 40 mila al mese, 25 euro...che si notavano, nella famiglia dell’operaio che ne guadagnava 90 000 al mese). E adesso? Adesso viviamo in un’Italia dove milioni di individui, praticamente l’intera popolazione, ha solo diritti e nessun dovere. Dove milioni di individui reclamano i diritti allo studio, alla casa, alla pensione, al lavoro...e se ne strafregano se un km di alta velocità da noi costa 60 milioni di euro al Km contro una media di 12 nell’UE; che reclamano l’assistenza medica gratuita per tutti, e se ne fottono se la regione Lazio in 4 anni accumula 6 miliardi di euro (la bazzeccola di 12 000 – do-di-ci-mi-la miliardi di vecchie e gloriose lire) di deficit accumulato da una giunta regionale il cui capo andava a trans e pagava per ogni incontro 4 o 5 000 euro (in contanti). Un paese dove per avere un giudizio finale dalla magistratura occorre aspettare 20 anni....e si spende, pro capite, per la magistratura, più della Germania, o della Francia, o dell’Olanda.
Spieghiamo il si conta. In tutte le società organizzate c’è sempre una fetta di popolazione bisognosa di aiuto da parte della maggioranza che sta meglio. Ora, si dà il caso che da noi, per la distorsione culturale di cui parlavo prima, che ha convertito millenari doveri in diritti a carico dello stato, cioè della collettività, cioè anche di me, milioni di individui se non la totalità della popolazione attiva, accampano il “diritto” ad avere un aiuto. Perché senno, usando le tue parole, “sono persone, famiglie che ne soffrono, non è buonismo vuoto”. Il mio sì, conta, significa questo: sono disposto ad aiutare quella parte marginale della società che per obbiettive ragioni non ce la fa. Ma se questa parte da marginale diventa preponderante, se cioé il “non farcela” da patologia marginale cioè da eccezione diventa la regola, allora rispondo: a regà, cazzi vostri. Come sono stati cazzi miei crescere da emigrante in un paese dove tutti mi odiavano, prendersi una laurea contro tutto e tutti, farsi una professionalità di alto livello, imparare 5 lingue, andare in giro per 45 paesi, e darsi tanto da fare da non avere il tempo materiale per lamentarsi del proprio destino infame.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>mario, ho detto che collaboro, non che sono un dipendente, quindi il lavoro me lo vado a cercare, a roma e altrove, e quando si parla di chiudere di qui e di la, di tagliare eccetera bisogna pensare che ci sono persone, famiglie che ne soffrono, non è buonismo vuoto è la realtà o per te non conta? (SI,CONTA.) per me conta, abbiamo ingrassato un sistema che ha usato e che usiamo, TUTTI, per aggiustare sta stortura bisogna lavorare tutti senza protezionismo e senza massacri, o no?!<br />
No. Francamente, fatto salvo il SI’ CONTA, che spiego dopo, non capisco nulla della frase che se segue. Ma il punto non è questo. Il punto è che negli ultimi sessant’anni è prevalsa una cultura di cui tutti gli italiani ora sono succubi consapevoli e inconsapevoli. Quella cultura che ha trastormato un’infinità di doveri in diritti. Da noi esiste il “diritto” (!) al lavoro. Sono stato giovane quando il lavoro era visto per ciò che realmente è: un dovere. Fare da sé, non ricorrere a mamma e papà, indebitarsi per attraversare oceani (mio padre l’ha fatto) muniti di quinta elementare per andare a cercarselo, il lavoro, in Australia o Argentina era cosa comune fra, appunto, milioni di individui senza parte e, quasi sempre, senza arte, salvo quella del contadino. Adesso, invece, milioni di indiviui considerano il lavoro, e non qualsiasi lavoro, ma proprio quello che loro cercano e che li soddisferebbero, un diritto. E’ diventato un “diritto” la casa. E’ diventato un diritto lo studio. Mio padre, contadino e operaio, un giorno mi confessò che l’orgoglio maggiore della sua vita era quello di aver fatto di me un ingegnere.Ora il “diritto” allo studio ha consentito a centinaia di migliaia di analfabeti di arrivare all’università, a milioni di arrivare alla maturità, per prendersi un diploma o una laurea che non vale un fico secco, perché siccome lo studio è un “diritto” allora anche il diploma o la laurea è un “diritto”. Quindi, ecco che la scuola si è messa a sfornare soggetti che non sanno nulla di nulla, ma pretendono tutto e subito, e sanno strillare benissimo a sostegno dei propri “diritti”. E se hai una laurea, anche se fasulla: come fai ad accontentarti di un lavoro qualsiasi? Allora la catena logica sarebbe questa: ho diritto allo studio. Ho diritto alla laurea. Ho diritto ad un lavoro corrispondente. E lo voglio qui, sotto casa, perché il lavoro è un mio diritto. Ai miei tempi, la laurea era un punto di partenza, non di arrivo. Era il risultato di un culo grande così (33 esami di ingegneria, vecchio ordinamento, in 5 anni, pena il fuori corso e quindi la perdita della borsa di studio – 500 000 lire all’anno cioè 260 euro circa, 40 mila al mese, 25 euro&#8230;che si notavano, nella famiglia dell’operaio che ne guadagnava 90 000 al mese). E adesso? Adesso viviamo in un’Italia dove milioni di individui, praticamente l’intera popolazione, ha solo diritti e nessun dovere. Dove milioni di individui reclamano i diritti allo studio, alla casa, alla pensione, al lavoro&#8230;e se ne strafregano se un km di alta velocità da noi costa 60 milioni di euro al Km contro una media di 12 nell’UE; che reclamano l’assistenza medica gratuita per tutti, e se ne fottono se la regione Lazio in 4 anni accumula 6 miliardi di euro (la bazzeccola di 12 000 – do-di-ci-mi-la miliardi di vecchie e gloriose lire) di deficit accumulato da una giunta regionale il cui capo andava a trans e pagava per ogni incontro 4 o 5 000 euro (in contanti). Un paese dove per avere un giudizio finale dalla magistratura occorre aspettare 20 anni&#8230;.e si spende, pro capite, per la magistratura, più della Germania, o della Francia, o dell’Olanda.<br />
Spieghiamo il si conta. In tutte le società organizzate c’è sempre una fetta di popolazione bisognosa di aiuto da parte della maggioranza che sta meglio. Ora, si dà il caso che da noi, per la distorsione culturale di cui parlavo prima, che ha convertito millenari doveri in diritti a carico dello stato, cioè della collettività, cioè anche di me, milioni di individui se non la totalità della popolazione attiva, accampano il “diritto” ad avere un aiuto. Perché senno, usando le tue parole, “sono persone, famiglie che ne soffrono, non è buonismo vuoto”. Il mio sì, conta, significa questo: sono disposto ad aiutare quella parte marginale della società che per obbiettive ragioni non ce la fa. Ma se questa parte da marginale diventa preponderante, se cioé il “non farcela” da patologia marginale cioè da eccezione diventa la regola, allora rispondo: a regà, cazzi vostri. Come sono stati cazzi miei crescere da emigrante in un paese dove tutti mi odiavano, prendersi una laurea contro tutto e tutti, farsi una professionalità di alto livello, imparare 5 lingue, andare in giro per 45 paesi, e darsi tanto da fare da non avere il tempo materiale per lamentarsi del proprio destino infame.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: DestraLab &#187; C&#8217;era una volta</title>
		<link>http://www.thefrontpage.it/2010/02/11/stampa-libera-da-sovvenzioni-statali/comment-page-1/#comment-2045</link>
		<dc:creator>DestraLab &#187; C&#8217;era una volta</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Feb 2010 14:32:48 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.thefrontpage.it/?p=4727#comment-2045</guid>
		<description>[...] O quando queste cose che elaborano continuamente iniziano a metterle in pratica loro, nel loro piccolo, in modo da dare l&#8217;esempio? La faccio io una provocazione. Che ne so, come mai non ho letto da nessuna parte che abbiano chiesto, proposto, indetto le primarie per decidere le candidature nel Lazio (dove gestiscono il partito in modo maggioritario), così da farlo diventare un laboratorio? Ok noi rivendichiamo la candidatura in Lazio e vi mostriamo cosa siamo capaci di fare. Esperimento primarie (quelle che tanto hanno invidiato, come abbiamo abbondantemente letto, quando a farle era il Pd) e cu è chiu beddu si marita (diremmo noi in sicilia). Anche &#8220;dimostrativo&#8221;. Altro che riconfigurazione e sale nel dibattito. Idem in Sicilia. Non si condivide la politica del Pdl nella regione? Ok, normale, consentibilissimo. Anzi giusto in teoria. Andate a chiedere cosa pensa &#8220;il territorio&#8221;, inventatevi un sistema, venite a spiegarlo, colmate le lacune. Misuratevi con i problemi, proponete soluzioni diverse. Mostrate che c’è ancora chi &#8211; e potrebbe essere in maggioranza &#8211; crede che la politica sia confronto con il territorio. Calare dall&#8217;alto gli assessori, fare accordi sottobanco con l&#8217;opposizione e rivendicare &#8220;spazi&#8221; (equivalenti a posti) è la stessa cosa che si critica negli altri. Identica, anzi peggiore, in questo caso, perché la si camuffa di &#8220;nuovo&#8221;. Si è ancora qui ad attenderla la &#8220;nuova politica&#8221; e il &#8220;nuovo&#8221; modo di rapportarsi con essa. &#8220;Anzi di una politica che recuperi la sua naturale voglia di affrontare le questioni aperte&#8221;. Un piccolo segnale tangibile, non si pretende troppo, anche piccolo piccolo. Che nel Pdl si ritorni a parlare e a fare politica dipende in realtà da tutti noi, non solo dai laboratori. Leggere come bisognerebbe farla dalla raffica di dichiarazioni rilasciate alla stampa da Granata, Campi, Bdv e company e dagli editoriali del Secolo d&#8217;Italia è lontano milioni di km da quel partito &#8220;partecipato&#8221;, &#8220;plurale&#8221; e non &#8220;liquido&#8221; che a parole si rivendica voler costruire. Se no come dice Fini: «Tra la copia e l&#8217;originale, si acquista l&#8217;originale e non ci si può lamentare». Il Secolo, che tra l&#8217;altro (e a proposito di esempi e coerenza) è quel giornale nel Pdl che vende 3000 copie e riceve milioni dallo Stato e che ha recentemente &#8220;riaperto&#8221; quella grande &#8220;battaglia&#8221; liberale, libertaria e bipartisan a favore dell&#8217;editoria sussidiata. Ironia della sorte dobbiamo andare a leggere da chi si firma Kuliscioff una riflessione sulla Stampa libera da sovvenzioni statali. [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] O quando queste cose che elaborano continuamente iniziano a metterle in pratica loro, nel loro piccolo, in modo da dare l&#8217;esempio? La faccio io una provocazione. Che ne so, come mai non ho letto da nessuna parte che abbiano chiesto, proposto, indetto le primarie per decidere le candidature nel Lazio (dove gestiscono il partito in modo maggioritario), così da farlo diventare un laboratorio? Ok noi rivendichiamo la candidatura in Lazio e vi mostriamo cosa siamo capaci di fare. Esperimento primarie (quelle che tanto hanno invidiato, come abbiamo abbondantemente letto, quando a farle era il Pd) e cu è chiu beddu si marita (diremmo noi in sicilia). Anche &#8220;dimostrativo&#8221;. Altro che riconfigurazione e sale nel dibattito. Idem in Sicilia. Non si condivide la politica del Pdl nella regione? Ok, normale, consentibilissimo. Anzi giusto in teoria. Andate a chiedere cosa pensa &#8220;il territorio&#8221;, inventatevi un sistema, venite a spiegarlo, colmate le lacune. Misuratevi con i problemi, proponete soluzioni diverse. Mostrate che c’è ancora chi &#8211; e potrebbe essere in maggioranza &#8211; crede che la politica sia confronto con il territorio. Calare dall&#8217;alto gli assessori, fare accordi sottobanco con l&#8217;opposizione e rivendicare &#8220;spazi&#8221; (equivalenti a posti) è la stessa cosa che si critica negli altri. Identica, anzi peggiore, in questo caso, perché la si camuffa di &#8220;nuovo&#8221;. Si è ancora qui ad attenderla la &#8220;nuova politica&#8221; e il &#8220;nuovo&#8221; modo di rapportarsi con essa. &#8220;Anzi di una politica che recuperi la sua naturale voglia di affrontare le questioni aperte&#8221;. Un piccolo segnale tangibile, non si pretende troppo, anche piccolo piccolo. Che nel Pdl si ritorni a parlare e a fare politica dipende in realtà da tutti noi, non solo dai laboratori. Leggere come bisognerebbe farla dalla raffica di dichiarazioni rilasciate alla stampa da Granata, Campi, Bdv e company e dagli editoriali del Secolo d&#8217;Italia è lontano milioni di km da quel partito &#8220;partecipato&#8221;, &#8220;plurale&#8221; e non &#8220;liquido&#8221; che a parole si rivendica voler costruire. Se no come dice Fini: «Tra la copia e l&#8217;originale, si acquista l&#8217;originale e non ci si può lamentare». Il Secolo, che tra l&#8217;altro (e a proposito di esempi e coerenza) è quel giornale nel Pdl che vende 3000 copie e riceve milioni dallo Stato e che ha recentemente &#8220;riaperto&#8221; quella grande &#8220;battaglia&#8221; liberale, libertaria e bipartisan a favore dell&#8217;editoria sussidiata. Ironia della sorte dobbiamo andare a leggere da chi si firma Kuliscioff una riflessione sulla Stampa libera da sovvenzioni statali. [...]</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: stefano</title>
		<link>http://www.thefrontpage.it/2010/02/11/stampa-libera-da-sovvenzioni-statali/comment-page-1/#comment-2043</link>
		<dc:creator>stefano</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Feb 2010 12:04:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.thefrontpage.it/?p=4727#comment-2043</guid>
		<description>mario, ho detto che collaboro, non che sono un dipendente, quindi il lavoro me lo vado a cercare, a roma e altrove, e quando si parla di chiudere di qui e di la, di tagliare eccetera bisogna pensare che ci sono persone, famiglie che ne soffrono, non è buonismo vuoto è la realtà o per te non conta? per me conta, abbiamo ingrassato un sistema che ha usato e che usiamo, TUTTI, per aggiustare sta stortura bisogna lavorare tutti senza protezionismo e senza massacri, o no?!
per i giornali certamente chi ne soffrirà di più sarà la sinistra, a destra c&#039;è il paron che tra soldi e concessionarie di pubblicità qualcosa farà e questo non mi sembra giusto, già non siamo un popolo unito, già non siamo un popolo se poi ci si mette a far sti giochetti io personalmente non la vedo tanto bene
se vuoi parlare bene, se vuoi condire i tuoi concetti con frasette che fanno incazzare e basta lasca perdere ok?!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>mario, ho detto che collaboro, non che sono un dipendente, quindi il lavoro me lo vado a cercare, a roma e altrove, e quando si parla di chiudere di qui e di la, di tagliare eccetera bisogna pensare che ci sono persone, famiglie che ne soffrono, non è buonismo vuoto è la realtà o per te non conta? per me conta, abbiamo ingrassato un sistema che ha usato e che usiamo, TUTTI, per aggiustare sta stortura bisogna lavorare tutti senza protezionismo e senza massacri, o no?!<br />
per i giornali certamente chi ne soffrirà di più sarà la sinistra, a destra c&#8217;è il paron che tra soldi e concessionarie di pubblicità qualcosa farà e questo non mi sembra giusto, già non siamo un popolo unito, già non siamo un popolo se poi ci si mette a far sti giochetti io personalmente non la vedo tanto bene<br />
se vuoi parlare bene, se vuoi condire i tuoi concetti con frasette che fanno incazzare e basta lasca perdere ok?!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Mario Giardini</title>
		<link>http://www.thefrontpage.it/2010/02/11/stampa-libera-da-sovvenzioni-statali/comment-page-1/#comment-2037</link>
		<dc:creator>Mario Giardini</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Feb 2010 00:38:37 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.thefrontpage.it/?p=4727#comment-2037</guid>
		<description>un giorno o l&#039;altro scrivero un libro intitolato: &quot;Il gene dello statale&quot;....sottotitolo: &quot;Nel tracciamento del genoma dell&#039;italiano medio identificato un gene sconosciuto...al resto del mondo...prove iniziali lo identificano appartenente alla specie ...bamboccioni...&quot;....</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>un giorno o l&#8217;altro scrivero un libro intitolato: &#8220;Il gene dello statale&#8221;&#8230;.sottotitolo: &#8220;Nel tracciamento del genoma dell&#8217;italiano medio identificato un gene sconosciuto&#8230;al resto del mondo&#8230;prove iniziali lo identificano appartenente alla specie &#8230;bamboccioni&#8230;&#8221;&#8230;.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Mario Giardini</title>
		<link>http://www.thefrontpage.it/2010/02/11/stampa-libera-da-sovvenzioni-statali/comment-page-1/#comment-2036</link>
		<dc:creator>Mario Giardini</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Feb 2010 00:35:19 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.thefrontpage.it/?p=4727#comment-2036</guid>
		<description>A Ste&#039; si direbbe a Roma...sei de coccio? tu dici...&quot;appunto se ne andato, forse non tutti possono o vogliono o tutte e due le cose, non si può parlare basandosi sulle proprie esperienze e punti di vista&quot;...magnifico: dovrei parlare &quot;sulle esperienze degli altri&quot;....ma per piacere...io dicevo una cosa semplice: vuoi che ti passi il lavoro sognato sotto casa? aspetta...ma se non passa...non rompere i coglioni al prossimo per avere uno stipendio che ti aggrada...buon carnevale, caro....con la neve a Roma...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A Ste&#8217; si direbbe a Roma&#8230;sei de coccio? tu dici&#8230;&#8221;appunto se ne andato, forse non tutti possono o vogliono o tutte e due le cose, non si può parlare basandosi sulle proprie esperienze e punti di vista&#8221;&#8230;magnifico: dovrei parlare &#8220;sulle esperienze degli altri&#8221;&#8230;.ma per piacere&#8230;io dicevo una cosa semplice: vuoi che ti passi il lavoro sognato sotto casa? aspetta&#8230;ma se non passa&#8230;non rompere i coglioni al prossimo per avere uno stipendio che ti aggrada&#8230;buon carnevale, caro&#8230;.con la neve a Roma&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: estremo55</title>
		<link>http://www.thefrontpage.it/2010/02/11/stampa-libera-da-sovvenzioni-statali/comment-page-1/#comment-2033</link>
		<dc:creator>estremo55</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 20:38:39 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.thefrontpage.it/?p=4727#comment-2033</guid>
		<description>Basta proovvidenze care e inutili , che non hanno migliorato ma aggravato la situazione di mercato e istituzionale.Vale anche per il futuro ? e anche per i giornali del Partito di de Debendetti , che adesso vuole i soldi di una tassa generalizzata su internet e le società di telecomunicazioni. Così come lo vogliono Mediaset ed altri Così come vogliono una tassa sui contenuti quelli che hanno fatto i tubi. E insieme vogliono una royalty   gli aderenti alla FIEG , anche da Google che fa loro pubblicità gratis , come gratis consente ai loro giornalisti di cercare notizie e quant&#039;altro...Chissà ?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Basta proovvidenze care e inutili , che non hanno migliorato ma aggravato la situazione di mercato e istituzionale.Vale anche per il futuro ? e anche per i giornali del Partito di de Debendetti , che adesso vuole i soldi di una tassa generalizzata su internet e le società di telecomunicazioni. Così come lo vogliono Mediaset ed altri Così come vogliono una tassa sui contenuti quelli che hanno fatto i tubi. E insieme vogliono una royalty   gli aderenti alla FIEG , anche da Google che fa loro pubblicità gratis , come gratis consente ai loro giornalisti di cercare notizie e quant&#8217;altro&#8230;Chissà ?</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>

