Per gli antiberlusconiani le albanesi sono tutte puttane

Elvira Dones, scrittrice e giornalista albanese, oggi residente negli Stati Uniti, ha replicato alla battuta di Berlusconi sulle “belle ragazze albanesi” con una lettera a Repubblica che dimostra come l’antiberlusconismo sciocco non si arresti davanti a nulla: nemmeno di fronte alla tragedia delle schiave-ragazzine costrette a prostituirsi sulle nostre strade.

I fatti sono noti: Berlusconi va a Tirana in visita ufficiale, sottoscrive alcuni accordi fra cui quello per intensificare la lotta agli scafisti (e dunque per stroncare la tratta delle bianche), sorride, e – che novità! – fa una battuta: lotta dura all’immigrazione clandestina, dice il premier, però “faremo eccezioni per chi porta belle ragazze”. Una mente malata scorge in queste parole un elogio della prostituzione; una mente normale vi trova l’abituale galanteria un pochino stucchevole del Cavaliere. Le “belle ragazze” di cui parla Berlusconi sono ragazze belle, punto. Nella mente malata degli antiberlusconiani, invece, tutte le belle ragazze devono per forza essere puttane – sennò, sottintendono, perché Berlusconi ne parlerebbe?

E così la Dones (che pure ama farsi ritrarre in posa da bella ragazza) in piena malafede identifica le “belle ragazze” con le schiave, e svuota fino alla feccia il barile della retorica: “Io quelle ‘belle ragazze’ le ho incontrate, ne ho incontrate a decine, di notte e di giorno, di nascosto dai loro magnaccia, le ho seguite da Garbagnate Milanese fino in Sicilia. Mi hanno raccontato sprazzi delle loro vite violate, strozzate, devastate. A ‘Stella’ i suoi padroni avevano inciso sullo stomaco una parola: puttana…”. E così sbrodolando fino alla sentenza finale: “Credo che se lei (Berlusconi, ndr) la smettesse di considerare i drammi umani come materiale per battutacce da bar a tarda ora, non avrebbe che da guadagnarci.” Che vergogna.

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