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Camilleri porta sfiga, dice l’assessore, ma io lo leggo ogni giorno

Mario Centorrino, assessore all’Istruzione della Regione Sicilia, economista e docente universitario a Messina, prima “comunista”, adesso “filo-Pd”,  ha lanciato una proposta choc: “Non leggiamo almeno per un anno né Sciascia, né Camilleri, né Il Gattopardo, perché ci vuole un po’ di ottimismo e non se può più di Sicilia irredimibile, di sfigaggine…”.

E nell’elenco ha inserito Emanuele Macaluso, ex compagno di partito di Centorrino e segretario regionale dell’allora Pci siciliano, “un altro che sta sempre a rimpiangere il Pci e la tiritera della nostalgia sul milazzismo, su una Sicilia che non c’è più”.

Non si è fatta attendere la risposta di Andrea Camilleri che, dalle colonne della Stampa, ha subito chiosato: ”Non sono gli scrittori a portare sfiga alla Sicilia, professore. Ma tutti coloro che da sempre dicono di voler cambiare le cose perché le cose non cambino. E, per ultimo, vorrei suggerire al professore – prosegue Camilleri – d’essere più cauto, perché si comincia col chiedere di non leggere per un po’ certi libri e poi si finisce col mandarli al rogo”.

Emanuele Macaluso,  critico del Lombardo-ter e dell’attuale Pd, non intende tralasciare la “provocazione” dell’ex compagno di partito: “Si cominciò a tagliare con la ’svolta’ della Bolognina, annunciando un nuovo inizio, ma prevale l’incapacità. Il futuro lo puoi capire solo tenendo conto  del passato”.

Paolo Di Stefano, sul Corsera di oggi, legge l’esternazione di Centorrino come una risposta alle proposte leghiste dialettal-nostrane. E forzando l’intuizione dell’assessore,  dice che “bisognerebbe addirittura ipotizzare uno scambio interregionale: dare le ’sfighe’ siciliane ai lombardi, quelle lombarde ai romani, quelle romane ai calabresi, quelle calabresi ai veneti e così via. Uno scambio alla pari, in modo tale che ciascuno – conclude Di Stefano -  osservando le sciagure degli altri trovi, al confronto, di che rallegrarsi del proprio status.”

Non sappiamo esattamente quale fosse l’obiettivo di Centorrino, il quale  non ha perso tempo nel dire che la sua voleva essere una provocazione. Può darsi, d’altra parte ha precisato di “leggere ogni giorno Camilleri e Macaluso” e “per quanto riguarda Tomasi di Lampadusa ho ripreso in mano di recente il Gattopardo”. Ma come? Non portano sfiga?

2 commenti a “Camilleri porta sfiga, dice l’assessore, ma io lo leggo ogni giorno”

  1. loremaf scrive:

    Ci sono professori che professano, altri che insegnano, quelli che restano chiacchierano: il nostro audace senza dubbio ha poco da lasciare ai posteri se non “chiacchiere e distintivi”, com’è nella natura di quelli prestati ad una professione di cui non hanno compreso a pieno ruolo e funzione …………..non disperi professore per adesso ha solo qualche debito formativo da colmare, per il resto le cose sono al loro posto come sempre.

  2. Carmelo Pulvino scrive:

    Sinceramente non l’ho capito, come non capisco il presidente che ho votato, come non capisco gli ultimi governi lombardo che non avevo votato, come non saprò cosa votare … ma che sò bisognerà “rivoltare” prima o poi!
    Nella speranza che tutto cambi per cambiare definitivamente tutto!

  3. [...] si sono fatte attendere le risposte di Andrea Camilleri che, dalle colonne della Stampa, ha subito chiosato: ”Non sono gli scrittori a portare «sfiga» alla Sicilia, professore. Ma tutti coloro che da [...]

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