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Campania/E ora senza Cosentino il Pdl come fa a vincere?

Lì dove non ha potuto la magistratura con le dure accuse di legami con la camorra è arrivata la politica (nella forma dell’Udc): Nicola Cosentino, sottosegretario all’Economia e coordinatore Pdl della Campania, ha sbattuto la porta e, come aveva minacciato, ha lasciato entrambi gli incarichi.

La classica “goccia” è stata l’intesa fra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini su Caserta, dove alla presidenza della Provincia correrà non un uomo di Cosentino (Pasquale Giuliano) bensì Domenico Zinzi dell’Udc: è lo scotto da pagare per l’alleanza in Campania e il sostegno al candidato piddiellino alla presidenza della Regione, Stefano Caldoro. «Il mio progetto politico era un altro» ha detto il parlamentare di Casal di Principe.

A chiudere il cerchio, Italo Bocchino, “nemico in casa” di Cosentino, a caldo commentava: «Bisogna respingere le dimissioni di Cosentino». Ma Nicola ‘o mericano parla di «atto irrevocabile»: nella “guerra per far la pace” con l’Udc, la prima testa a saltare è proprio la sua. Nel quartier generale napoleano di Caldoro è caos: senza la “macchina elettorale” di Cosentino come si fa? Per ora il candidato ha rinviato ogni conferenza stampa e perfino l’affissione dei suoi cartelloni elettorali.

4 commenti a “Campania/E ora senza Cosentino il Pdl come fa a vincere?”

  1. loremaf scrive:

    E’ la solita sceneggiata …………napoletana.
    Sono tutti allineati e coperti, in fila per sette con il resto di due.
    Povera Campania.

  2. Paolo Pantani scrive:

    E’ in atto una frattura insanabile, a Caserta c’è una riunione di aficionados dell’ex coordinatore pdl per non votare Caldoro, ma chissà, adesso è presto per commentare, si capirà tutto solo il 28 febbraio, giorno di presentazione delle liste, adesso sono solo boatos.

  3. Paolo Pantani scrive:

    Per favore loremaf, ma fatti le tue pasquinate romane, o le compagnie dei Legnanesi, o le baruffe Chiozzotte,
    tra l’altro si ride pure a crepapelle, nessuno scrive povera Roma o povero Lazio, povera Lombardia o povero Veneto.
    Dall’impero dei cesari al lustro di capitale, senza merito e senza volerlo nemmeno, così,
    for combination, “machecefrega”!
    di un paese marcio OVUNQUE.

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