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Solidarietà al compagno Minzolini

“Le intercettazioni sono strumenti di indagine, non sono prove, e lo sanno bene anche i magistrati. Al telefono si usa un linguaggio diverso rispetto a quello che si userebbe davanti a un pubblico ufficiale, ma non si può condannare una persona per un aggettivo se non c’è una prova”. Con la pubblicazione delle intercettazioni, però, “il condannato mediatico, se pure dimostra la sua innocenza davanti a un tribunale, la sua pena la sconta già davanti alla società. Cosa che può accadere anche a Bertolaso”.

“Siamo in campagna elettorale e puntualmente le inchieste giudiziarie la sostituiscono: è successo l’anno scorso con la vicenda delle escort, mentre quest’anno il primo giorno della par condicio siamo stati sommersi dalla pubblicazione di un mare di intercettazioni. Tutto finirà il giorno dopo il voto, ma intanto l’intero Paese subirà un altro colpo”.

Sono parole che sottoscriviamo per intero, e che potrebbe aver scritto qualunque commentatore socialista, o liberale, o riformista, o radicale, o semplicemente ragionevole. E invece queste sante parole le ha pronunciate nel suo editoriale di stasera Augusto Minzolini, vecchio arnese quasi quanto noi nonché direttore “berlusconiano” del Tg1, e… apriti cielo!

Il Pd, che pure in questi giorni si era utilmente dedicato al festival di Sanremo, è scatenato. Per Rosy Bindi, Minzo è “il megafono di palazzo Chigi che vorrebbe limitare le indagini della magistratura”. Anna Finocchiaro tuona che “dal giorno del suo insediamento, gli interventi in video del direttore del Tg1 sono stati dedicati esclusivamente ad attaccare magistratura e stampa, al solo scopo di difendere il governo”. “Le accuse di Minzolini sono gratuite ed estranee al ruolo di chi dirige una testata del servizio pubblico”, dichiarano Giorgio Merlo e Vinicio Peluffo, deputati del Pd, membri della Vigilanza Rai. “Se al pari del reato di bancarotta fraudolenta – sbrocca l’ex senatore Stefano Passigli – esistesse quello di informazione fraudolenta, l’editoriale di questa sera sconterebbe una sicura condanna”.

Peggio ancora, visto che il loro lavoro presupporrebbe un certo amore per la libertà di stampa, sono i giornalisti “democratici”: “Devo ricordare a Minzolini che il giornalista è il cane da guardia della democrazia, non il cane da guardia del potere”, sale in cattedra il segretario dell’Usigrai, Carlo Verna (il capomandamento dell’Usigrai – vi rendete conto? l’Usigrai! – parla di indipendenza dal potere politico!). E Giuseppe Giulietti, già leader storico del medesimo Usigrai e oggi portavoce di “Articolo 21” – quello della libertà di stampa, perbacco! – non ha dubbi: “Questo conferma che quella che abitualmente chiamiamo ‘rete ammiraglia’ è diventata in realtà uno dei tanti fogli di partito del premier”.

Abbiamo riportato per esteso queste dichiarazioni perché è bene che vengano rilette con calma, insieme all’editoriale di Minzolini. Così ciascuno potrà capire da che parte sta il buonsenso – senza il quale, ahinoi, la sinistra difficilmente riuscirà a ritrovare i voti che ha perduto.

20 commenti a “Solidarietà al compagno Minzolini”

  1. Paolo Pantani scrive:

    I militari sono una Istituzione molto rispettabile, hanno giurato di dare la vita, se necessario, per la Patria.
    La Marinha do Brasil (dal portoghese: Marina del Brasile) è la Marina Militare Brasiliana, seconda delle tre forze armate Brasiliane. È la più grande Marina dell’America Latina, con una portaerei di 27 307 tonnellate, la NAe São Paulo (la ex FS Foch della Marina Francese), alcune fregate di costruzione Statunitense e Britannica, talune corvette di costruzione locale, sottomarini diesel-elettrici costieri e molte altre imbarcazioni per il pattugliamento fluviale e costiero.
    La Marina Brasiliana comprende anche il Corpo dei Fucilieri Navali Brasiliani (Corpo de Fuzileiros Navais). Il Corpo dei Fucilieri è composto di una brigata operativa e di alcuni battaglioni per il servizio di guardia e cerimoniale. Siccome la nostra portaerei Cavour è in prima missione di soccorso all’estero ad Haiti ed ha imbarcato le risorse umane e i generi di soccorso in Brasile, con tutto questo puttanesimo romano, spero che non abbiano imbarcato pure per svago, cerimoniale e morale dei politici in fiera della vanità, pure ballerine di scuola di samba, escort e viados, i quali non fanno parte delle Forze Armate Brasiliane…

  2. Paolo scrive:

    Questo è l’ultimo dei vostri post che leggerò. State diventando sempre più ridicoli.
    Peccato, perché il vostro progetto sembrava interessante.
    Invece, ancora una volta, in Italia l’informazione si trasforma subito in strumento di potere. Salutatemi D’Alema e i suoi inciuci.

  3. Mario Giardini scrive:

    Paolo
    Se non sono a bordo, ritengo che il problema di respingerle mentre tentavano di salire sulla Cavour sia stato risolto con qualche difficoltà (dato il numero) ed estremo, inconsolabile dispiacere. Vivo a Rio. So di cosa parlo.Ehehehe.

  4. Carlo scrive:

    Mi associo a Paolo. Innanzitutto mi viene oramai il voltastomaco a sentire il temine “buonsenso” che non definisce un bel niente se non chiudere il discorso per mancanza di argomentazioni.

  5. andrea lucangeli scrive:

    Sono sconcertato dai tre commenti sopra riportati: ma in che razza di paese viviamo? Sono contento di non essere nato nella Ddr anni ’70 perchè gli individui che hanno scritto i post sopra sarebbero sicuramente stati delatori della Stasi e mi avrebbero certamente denunciato, unitamente a Rondolino…..
    Trovo una dose di cattiveria, di intolleranza, di ottusità mentale da far spavento. Persino D’Alema è diventato “il nemico” da abbattere….
    Ma – ricordo ai forcaioli – troverete sempre un forcaiolo più estremistra di voi che….vi denuncerà come eretici perchè non vi attenete “alla linea”…..Quello che è capitato a Di Pietro con De Magistris & Co.
    Non avete alcun futuro, siete già stati condannati dalla storia, fatevene una ragione.

  6. Antonio scrive:

    Cari frontpegisti condivido abbastanza il post e sopratutto il richiamo al buon senso.
    Ma, anche dopo aver letto alcuni dei commenti precedenti, voglio porvi una “ingenuo” quesito:
    Non potrebbe essere che i commenti stessi siano determinati da almeno venti anni di indottrinamento (?) giornaliero unitàl-scalfariano proveniente in modo preponderante dall’area politica (?) della quale anche voi avete fatto parte?
    E non è che, per lo stesso motivo, i vari esponenti del nostro (si nostro!) PD siano praticamente impossibilitati ( o incapaci?) ad assumere posizioni di buonsenso?

  7. FR scrive:

    @Paolo e Carlo – Mi spiace leggere i vostri giudizi così definitivi.
    Nel merito, l’editoriale di Minzolini è apprezzabile o deprecabile come qualsiasi altra opinione, ma certo non contiene nulla di scandaloso. A noi sono sembrate cose ragionevoli, e ci sembrava giusto esprimerci.
    Quanto al ‘buonsenso’, è un’espressione che un tempo dava fastidio anche a me. Ma era un tempo in cui la politica aveva un senso.

  8. Claudio Velardi scrive:

    Sul buonsenso. Il compagno Antonio Gramsci sosteneva che la filosofia si distingue, in quanto riflessione razionale sistematica, dalla religione e dal senso comune.
    Filosofia e senso comune sono opposti, perché nella filosofia prevalgono i caratteri di elaborazione individuale del pensiero, mentre nel senso comune prevalgono “i caratteri di un pensiero generico, relativo ad una certa epoca e a un certo ambiente popolare”. La filosofia è la critica e il superamento del senso comune. E – aggiunge G. – coincide invece con il buon senso, che si contrappone al senso comune. Addirittura fa riferimento ad un passo dei “Promessi Sposi” per spiegare la differenza:
    “Parlando del fatto che c’era pur qualcuno che non credeva agli untori, ma non poteva sostenere la sua opinione contro l’opinione volgare diffusa, [Manzoni] scrive: “Si vede che era uno sfogo segreto della verità, una confidenza domestica; il buon senso c’era; ma se ne stava nascosto, per paura del senso comune” (cap.XXXII)

  9. Gio scrive:

    Definire di buon senso un’opinione analoga alla nostra è un gioco qualunquista di vecchia data.
    Personalmente non gradisco il telegiornale di Minzolini e nemmeno i suoi editoriali, ma in realta la cosa che mi disturba di più non è quello che dice ma quello che non dice, quello che quotidianamente viene omesso, questo si più di un editoriale dove esprime una sua opinione, anche leggitima, è essere servi del potere e cani da guardia del padrone, migliaia di insegnanti precari a casa le scuole dove i genitori sono costretti a comprare i pennarelli per le attività d’aula e centinaia di altri problemi che qualsiasi giornalista di destra o di sinistra avrebbe l’obbligo di sottolineare e mostrare, ma sono sicuro che anche stasera l’Italia sara sotto la morsa del gelo

  10. [...] Solidarietà al compagno Minzolini Sono parole che sottoscriviamo per intero, e che potrebbe aver scritto qualunque commentatore socialista, o liberale, o riformista, o radicale, o semplicemente ragionevole. E invece queste sante parole le ha pronunciate nel suo editoriale di stasera Augusto Minzolini, vecchio arnese quasi quanto noi nonché direttore “berlusconiano” del Tg1, e… apriti cielo! continua [...]

  11. Eugenio scrive:

    Non mi pare che Minzo abbia gran che parlato della vicenda delle escort la scorsa estate, anzi mi pare si sia distinto per censura preventiva e aprioristica. Solo adesso parla perche’ il colpo e’ stato forte e avvertito a Palazzo Chigi. Il duo Bertolaso/Letta e’ il pilastro portante del gobierno BIV, e le schifezze che stanno emergendo dietro il terromoto dell’Aquila un colpo durissimo allo pseudo-efficientismo di un gobierno altrimenti immobile. Non e’ un caso che il B. abbia prima abbandonato alla sua sorte di decreto sulla protezione civile (con significativo smacco parlamentare oggi) sia se ne sia uscito con un’altra delle sue sull’inasprimento delle pene ai corrotti. Il momento, come si suol dire, e’ topico.

    Detto questo, tutto il resto cade: sia l’editoriale minzoliniano sia l’apologia dell’ineffabile duo, simpatico quando scrive retroscena, noioso nella sua difesa della fenomenologia del berlusconismo

  12. FR scrive:

    Ci sono vari modi di impostare una discussione; uno è il benaltrismo. Il problema non è l’ultimo editoriale di Minzo, ma mesi di censure del Tg1, servo di B. E il problema non è il Salaria Village, ma il grande malaffare cresciuto all’ombra di Letta, che è cresciuto all’ombra di B.
    Non contesto questo modo di discutere, caro Eugenio, ma sento che mi appartiene sempre meno. Il problema, infatti, non è mai un altro: è sempre soltanto qui, in questo momento, su questo fenomeno specifico che ci è permesso intervenire. Viviamo nel presente, del resto.
    In questo caso, voglio dire che le affermazioni dell’ultimo editoriale di Minzolini sono giuste, ragionevoli e condivisibili, e che la polemica che si è scatenata è evidentemente figlia del pregiudizio e dell’appartenenza politica. Punto.
    Dopodiché, parliamo pure del Tg1 (che non mi entusiasma affatto e che spesso ha ignorato notizie sgradite al presidente del Consiglio), del malaffare, del sistema di potere di Letta, delle indagini della magistratura – la quale, insisto, non ha alcun bisogno di sputtanare un cittadino sul quale non soltanto non c’è alcuna condanna, ma neppure l’ipotesi di un rinvio a giudizio.

  13. filippo gazzaneo scrive:

    l’uso dell’aggettivo liberale è stato ben spiegato dal prof. antiseri a ballarò…antiseri sicuramente…non è anti berlusconiano come me…nè criptoberlusconiano come la maggior parte dei post di frontpage … come il senso comune italiota…è semplicemente un liberale…cattolico moderato…che conosce popper e von hayek…autori che dubito siano praticati nella destra e nella sinistra entrambe sedicenti liberali…diciamola tutta che l’ideologia di riferimento dominante…egemone avrebbe detto gramsci…è il bonapartismo che nella sua forma moderna include il rimbambimento televisivo al quale partecipa minzolini…direttore dell’ammiraglia rai..che serve a fabbricare il senso comune…per esempio facendo diventare notizia una non notizia ma una sua opinione (l’uso di intrercettazioni a fini elettorali)…e mettendo nel dimenticatoio il verminaio gelatinoso che che emerge da quelle intercettazioni…l’informazione non fa processi …dà notizie…quella che voi definite liberale dovrebbe dare anche quelle sgradite e nelle forme previste dalla deontologia professionale…senza reticenze o oscuramenti…mica possiamo pretendere l’aplomb anglosassone dai trinarciuti di telekabul?…io non capisco ancora…se ci siete…o se ci fate…minzolini liberale…poveri noi…

  14. Silvia scrive:

    Gli antichi yogi insegnavano che solo nel silenzio si può ascoltare la verità!!!!!!!

  15. Eugenio scrive:

    Caro FR,
    prima di tutto ti ringrazio per la risposta al mio commento. Il mio discorso non credo fosse benaltista: semplicemente voi avete titolato il post “Solidarieta’ al compagno Minzo”.
    Ora quand’anche l’editoriale del Minzo fosse sacrosanto (e non lo e’) viene dopo mesi di accurate censure e omissioni da parte del suddetto. Per cui la mia solidarieta’ a uno che dieci anni fa scriveva che il privato e’ pubblico, e ora discetta amabilmente su cosa l’italiano medio debba sapere e su cosa no, ecco a un tizio come quello non posso dare la mia solidarieta’ per un editoriale incompreso.

    Quanto al contenuto dell’editoriale: il colpo subito dal paese non sono certo le telefonate in cui Bertolaso e’ radiocomandato per uscire dal Salaria Village, ma piuttosto il fatto che il titolare del Salaria Village fornisca imprecisate prestazioni a quel Bertolaso medesimo che ha il potere di assegnare appalti miliardari. Per cui posso anche sorvolare sulle prestazioni stellari della massagiatrice di turno (un dettaglio) ma certo non si puo’ sorvolare sugli ambigui rapporti tra Bertolaso e un costruttore coinvolto nel G8.

    Queste cose, altrove, sarebbero al centro del dibattito pubblico, e dubito che si punterebbe il dito sui cattivi magistrati che intercettano le conversazioni di lunatici interpreti della vita pubblica del paese

  16. giangi2010 scrive:

    Se un funzionario pubblico si fa pagare i massaggi da un imprenditore a cui affida degli appalti accetta dei benefici che lo compromettono, lo rendono ricattabile – anche se è tanto stupido da pensare che l’imprenditore gli paghi i massaggi (addirittura chiudendo in anticipo il centro benessere per l’occasione) per puro spirito di generosità e non per ottenere una successiva utilità (sempre che non l’abbia già ottenuta in precedenza).
    Ecco cosa ha di grave la vicenda Bertolaso. Se poi ci si mettono di mezzo delle prostitute la situazione diventa ancora più malsana perchè il livello di ricattabilità aumenta.
    Dunque nessuna attenzione pruriginosa, solo la necessità di sapere come sono andate veramente le cose, e credo che i magistrati lo scopriranno
    Comunque in una democrazia anglosassone Bertolaso sarebbe stato cacciato il giorno dopo dalla Pubblica Amministrazione.
    PS: questa Protezione Civile è in costante situazione di emergenza perchè sembra che Bertolaso sia insostituibile, se manca lui – il super-uomo – i terremotati sono costretti a restare sotto le macerie, gli alluvionati sotto l’acqua ecc.. Dunque questa meravigliosa macchina che tutto il mondo ci invidierebbe dipende dalle coronarie di Bertolaso che se gli venisse un accidente tutti i disastrati d’Italia possono mettersi l’anima in pace – nessuno sarebbe in grado di organizzare i soccorsi perché non ci sono sostituti, nessuno può essere all’altezza del super-uomo che però è tanto super da essersi preso una bella pedata nel sedere da Hillary Clinton.

  17. Antonio Bruno scrive:

    Purtroppo per chi è stato allevato con il monolinguismo giustizialista e falso moralista, questo blog risulta fastidioso. Il buonsenso non è altro che recuperare una cultura socialista riformista, anche perchè la strategia(?) politico-giudiziaria degli ultimi 15 non ha fatto altro che far diventare più forte Berlusconi(ma cosa importa agli urlatori di “verità”, l’importante è coltivare il proprio orticello). Personalmente sono favorevole a non rendere pubblici gli atti processuali, almeno fino alla sentenza di primo grado. E’ una questione di civiltà.
    Scrivevo in una nota: “Se l’unico criterio di selezione della classe dirigente è il giudizio di un organo inquirente, la politica inevitabilmente arretra riducendo la sua autonomia per assumere una funzione ancillare. Tripartizione dei poteri vuol dire anche, se non soprattutto, autonomia di scelte e assunzione di responsabilità. Per formazione e intima convinzione ritengo che né un rinvio a giudizio, tantomeno un’indagine possano comprimere l’autonomia delle scelte politiche. O siamo per la COSTITUZIONE sempre e, quindi, difendiamo la presunzione di non colpevolezza fino a sentenza definitiva, ovvero si affermi senza infingimenti che la nostra Costituzione è il frutto di scelte criminali in tema di garanzie di libertà individuale e di protezione della persona umana.”

    Avanti FP, con stima.

  18. filippo gazzaneo scrive:

    che centra minzolini con una cultura socialista…

  19. filippo gazzaneo scrive:

    c’entra

  20. Paolo Pantani scrive:

    L’”untodelsignore” si era già beccato due calci nel sedere da Hillary Clinton e dal capo-missione americano ad Haiti, il quale ha perfidamente affermato che lui non fa politica, a differenza di superman che ha entrambi i poteri, legislativi ed esecutivi di somma urgenza, gestione dell’imprevisto e grandi eventi, anzi a L’Aquila hanno fatto un “merge” di due file, hanno mescolato tutto-tutto, vacci a capire qualcosa mò… “vabbuo’ ce famo na’ Spa”, una azienda privata per cure idroterapiche o in generale servizi di benessere e cura del corpo, “salus per acquam”.
    Qui impera lo stesso atteggiamento sciroccato di una signora snob di un fuori orario:” ma che ce dobbiamo mandare Scalfari a spalare fango in Calabria? ”
    Questo serve a costoro per ” cover up ” tutto, ma proprio tutto, UN PARAVENTO e lo hanno trovato.
    Da Marcello Fiori, addetto stampa del sindaco di Roma, giubileo, capo di gabinetto della monnezza a Napoli, commissario a Pompei, a Salvatore Nastasi, commissario al Sancarlo.
    Insomma è evidente che il sistemino romano conviene a moltissimi,” ce famo du’ risate “, ma non pensate che non lo abbiamo capito, ma finirà presto, questi uomini e questi criteri sono pericolosi per voi, sta saltando il tappo, infatti sono in arrivo altri arresti eccellenti.

  21. anticorruzione scrive:

    quanti leccaculo che ci stanno a giro!!!!e piu importante è che ci credono in quello che dicono……vai vai continuate cosi che farete la fine di Fede,che la gente vi sputa per strada….

  22. [...] qualche giorno fa hanno coraggiosamente (non si può negare loro di avere un bel coraggio…) difeso il “compagno” Minzolini sulle pagine del loro blog. The Front Page, l’hanno chiamato, come il film del grande Billy [...]

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