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Viva il Re, viva la Repubblica, viva Sanremo, viva l’Italia!

La storica vittoria morale al 60° Festival di Sanremo di S.A.R. Emanuele Umberto Reza Ciro Renè Maria Filiberto di Savoia, Cavaliere dell’Ordine Supremo della Santissima Annunziata, Principe di Piemonte e di Venezia, cacciato la prima sera dalla giuria di qualità e trionfalmente portato al secondo posto assoluto dal voto popolare, chiude per sempre una ferita che ha attraversato l’Italia repubblicana. Togliatti accettò di rinviare la soluzione della questione monarchica con la svolta di Salerno; ieri Bersani ha assistito alla sua definitiva archiviazione grazie alla svolta di Sanremo.

Dalle accuse di brogli nel referendum istituzionale del ’46 alle polemiche sulla morte in esilio di Re Umberto II, fino alla sofferta e combattuta decisione di consentire agli eredi di tornare in Italia, passando per le prodezze di Vittorio Emanuele, la nostra casa regnante ha occupato le cronache politiche (e qualche volta quelle giudiziarie) all’insegna di uno scontro tanto più cruento, quanto più astratto e insensato agli occhi dei più.

È infatti evidente che i Savoia possano vivere in Italia, ci mancherebbe: semmai, avremmo dovuto trovare il modo noi, sinceri democratici repubblicani, di riconciliarci con un pezzo di storia patria – e che pezzo! O non stiamo forse accingendoci a celebrare il centocinquantesimo anniversario dell’Unità d’Italia sotto la corona di Vittorio Emanuele II, Duca di Savoia e Re di Sardegna?

Dove la Repubblica ha clamorosamente fallito, Emanuele Filiberto è brillantemente riuscito nell’intento: chiudere la partita una volta per tutte, azzerare il tabellone, e consentirci finalmente di vivere in una repubblica e avere un re (o un principe, che in fondo fa lo stesso).

È un peccato che né FareFuturo né Pierluigi Bersani, i primi annunciando uno sciopero della fame in caso di vittoria di Italia amore mio, il secondo aderendovi, abbiano saputo cogliere la pregnanza culturale e civile, e dunque eminentemente politica, di ciò che è accaduto a Sanremo.

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Non è da principe andarci? Non sta bene che l’erede al trono (seppur virtuale) partecipi ai reality e canti una canzonetta? Ma andiamo! In che cosa i reali inglesi sarebbero meglio? C’è forse qualche casa regnante europea che riesca ad andare oltre il gossip e lo scandalo medio-grande?

Anziché sbronzarsi in pubblico o farsi fotografare con una svastica, il nostro principe va in tv e canta a Sanremo. È un’icona pop, come Cassano o Maria. Piace al popolo, come forse mai un Savoia è piaciuto. Ed è riuscito, da solo, ad archiviare un intero capitolo di storia patria, contribuendo assai più di mille convegni a seppellire i fantasmi della nostra guerra civile. Viva il Re, viva la Repubblica, viva Sanremo, viva l’Italia!

16 commenti a “Viva il Re, viva la Repubblica, viva Sanremo, viva l’Italia!”

  1. gian65 scrive:

    si puo pure inneggiare ad un filiberto qualsiasi pero’ sarebbe bene ricordare quello che questa casa savoia ha combinato, al di ola della retorica che ha fatto l’italia( forse bisognerebbe studiare la storia per capire chi ha fatto l’italia).
    l’impressione e’ che questo filiberto ha dei rigurgiti di antiche pretese e velleita’.
    invece di riconoscere i grandi errori e danni che i suoi antenati hanno causato all’italia, si presenta come un esule che finalmente tornato in patria dichiara il suo amore per l’italia , e dove? ballando sotto le stelle, una fetecchia di canzone .
    questo non puo meravigliarci : viviamo in una diciamo repubblica dove tra parlamentari inquisiti, veline di ogni genere, primo ministro che presenta le soluzioni dei suoi problemi come cose buone per gli italiani , ladri di ogni genere dei soldi pubblici, ci sta pure un filiberto che sta pensando come inserirsi nel magna magna generale

  2. [...] in sala stampa i tre arcitaliani. Pupo annuncia che, esauriti gli obblighi promozionali … Viva il Re, viva la Repubblica, viva Sanremo, viva l’Italia! The Front Page (Blog) tutte le notizie (433) » Invia articolo [...]

  3. l'esule scrive:

    Che dire …..
    Eccellente

  4. Paolo Pantani scrive:

    Io non guardo Sanremo, lo ho sempre considerato un spettacolo insulso.
    Mi piace la musica, è un linguaggio universale, mi piace il ristorante con musica dal vivo, uno è a Porta Pia, con orchestrine jazz introvabili a Napoli da quando hanno chiuso i locali americani, sono stato recentemente al Temple-bar di Dublino, ho promosso pure il festival canoro di Napoli.
    Ma i savoia proprio non li reggo, aderirò alla action class e alla associazione:
    http://www.anpi.rimini.it/notizie.php?id=55

  5. onofrio scrive:

    “Viva il Re, viva la Repubblica, viva Sanremo, viva l’Italia!” e abbasso Bersani :) Fabrizio, sei grande!
    P.S. A Gian65 vorrei chiedere: che c’entra Emanuele Filiberto con le nefandezze compiute dai suoi antenati?

  6. sophia colpiacca scrive:

    Sanremo è una gara di canzoni.
    La canzone che ha cantato fili (è simpatico , è ignorante ,non è furbo,è intonato)melodicamente mi piace,il testo è palesemente ammiccante e stucchevole.
    La canzone che ha cantato nino d’angelo(è simpatico,è ignorante,è molto furbo, è molto stonato)melodicamente è banale, armonicamente si basa sui soliti 4 accordi sovrapponibili alle ultime ,il testo oltre ad assere ammiccante e stucchevole è deprimente:i ragazzi di Napoli non diventeranno mai Re.
    Nino d’Angelo, TIE’…io tifo per una nuova Napoli!!!!

  7. Lapsus Rivista scrive:

    Gentile Fabrizio, il tuo ragionamento sarebbe condivisibile se (e solo se) i contenuti di quella canzone – qualitativamente oscena – non fossero stucchevolmente retorici e personali: “Io credo nella mia cultura e nella mia religione, per questo io non ho paura di esprimere la mia opinione. Io sento battere più forte il cuore di un’Italia sola che oggi più serenamente si specchia in tutta la sua storia” è la prova lampante di come questa canzone sia un mega-kitsch spot elettorale.

    E il pezzo musicale che segue la parte cantata dal povero Canonici non vi ricorda, in maniera impressionante, “Somewhere over the rainbow”? A noi sì, e moltissimo.
    Vorremmo lanciare una contro-proposta: invece di riabilitare i Savoia perché Ema Fily è diventato una simpatica icona popolare, si potrebbe considerare l’ipotesi di un’estradizione per i suddetti Cassano e la Maria nazionale?

  8. tina scrive:

    Ma smettiamola,una volta per tutte!!!Quando si finirà di colpevolizzare il principe Emanuele Filiberto per le colpe dei suoi avi??? E’ andato a Sanremo, ha cantato una canzone, e allora? Cosa ha fatto di tanto grave!?Teniamo quei BEI SIGNORI AL GOVERNO e nessuno li fischia, anzi! E se ci fosse andato uno di loro a Sanremo? Per esempio Berlusconi e company,sicuro che quelli che hanno fischiato avrebbero applaudito e inneggiato al coraggio, alla bravura!!!!! In un famoso film Totò diceva:”…MA CHE SPECIE DI ANIMALI CI STANN’ DINT’ A STU’ BOSCO?(più o meno,non ricordo bene), Io ribadisco:”MA CHE SPECIE E’ GENTE CI STEVE A SANREMO???

  9. Stefano P. scrive:

    non capisco il senso di quanto scrivi. passi la storia della ferita chiusa e dell’anacronistico divieto di rientro ecc. ma nel momento in cui questa famiglia (e non solo il padre ma anche lui) CHIEDONO UN PAIO DI CENTINAI DI MILIONI DI EURO DI RISARCIMENTO QUALI VITTIME ALLA GENTE DEL TELEVOTO (OPS SCUSA AL POPOLO ITALIANO) E LO FANNO NEL 2007 NON MEZZO SECOLO FA CHI E’ CHE HA MESSO LA PIETRA PER NON CHIUDERE LA FERITA?????????’ QUESTO E’ UN FATTO DI CRONACA ATTUALE E NON PEZZO DI STORIA. una insanabile offesa che prescinde il resto che, con altro comportamento, poteva anche esere archiviabile. non alla luce di ciò. o vogliamo fare gli ipocriti e fare finta che questa notizia non esiste. e niente vittimismo patetico, il principe cantante ha firmato la richiesta, per se ne ha chiesti 90 di milioni. W l’italia, Italia amore mio!! certo.

  10. [...] dal sito del duo Rondolino-Velardi Viva il Re, viva la Repubblica, viva Sanremo, viva l’Italia! e La spettacolare rimonta di D’Alema nella notte sanremese di [...]

  11. andrea lucangeli scrive:

    La cosa veramente scandalosa di Sanremo è stata quella “furbata” del solito Maurizio Costanzo arruffapopolo che ha chiamato sul palco i tre “poveri compagni operai” di Termini Imerese contrapponendoli alla Fiat e al Ministro Scajola. Ma smettiamola con questa stucchevole retorica operaista, chi ci pensa alle centinaia di operai e piccoli imprenditori del Nordest che ogni giorno sono sull’orlo del “chiudiamo e tutti a casa”. Quelli non vanno in Tv, Costanzo “non li caga” e non fanno notizia perchè non sono “politicamente corretti” (infatti votano tutti Lega). Quindi ci sono operai di Serie A (quella Fiat iscritti alla Cgil) che vanno in prima serata a Sanremo ed operai di Serie B (quelli del Nordest che votano Lega) che non sono degni di essere rappresentati da Costanzo. Però quelli che tengono in piedi la baracca Italia (senza aiutini di Stato e senza rottamazioni) sono proprio i piccoli imprenditori del Nordest (molti dei quali sono ex-operai che si sono messi in proprio) ma questo l’ottuso Costanzo non lo può capire, fa molta più audience contrapporre il “cattivo” Scajola ai “poveri operai del sud” super-aiutati dallo Stato…..

  12. alessandro lanzetta scrive:

    Ma “er Principe” la questione Savoia l’aveva risolta già da tempo, quando non mi ricordo se prima o dopo il “ritorno” aveva fatto una pubblicità di sottaceti. da qui la carriera è stata in discesa: ballerino su Rai 1, cantante da Balera con pupo, non so se è andato pure in un reality, sorry.
    Adesso è realmente pronto per entrare in parlamento, anzi sotto sotto queste sono trame monarchiche per riconquistare il trono. Perchè mai un cialtrone sottacetaro, ballerino, cantante da karaoke non può aspirare al trono di un paese di merda come questo? gli esempi istituzionali non mancano….

  13. estremo55 scrive:

    .Ah che nostalgia di quando si recitava : della sfera il volume qual’è 4/3 Pi greco erre tre : viva il re viva il re viva il re. Oggi invece con Google è tutto più tviste cavi miei ! Io sento battere più forte il cuore di un’Italia sòla…eh si.

  14. Lapsus Rivista scrive:

    A parte il fatto che la vera notizia è che il Pupetto ha un coté monarchico del tutto inaspettato, crediamo sia il caso di valutare la canzone in sé, senza scadere in “A morte il re!”
    Al primo ascolto, abominevole. Al secondo, pietosa e ridicola. Al terzo, il timpano si fece dichiaratamente repubblicano.

  15. Simona C. scrive:

    Concordo con Stefano P. Ok al rientro in Italia, ok al matrimonio in Italia, ok agli errori compiuti dai suoi antenati…le colpe non devono ricadere sulle generazioni future, ma , sinceramente non dimentichiamoci il risarcimento che ci hanno chiesto!!! Ma con quale coraggio chiedere così tanti soldi per poi fare marcia indietro dicendo che è stato tutto uno sbaglio! Certo un errore xchè in questo modo si sarebbero inimicati tutti gli Italiani e non avrebbero potuto raggiungere il loro scopo…quale non so! ma sicuramente qualcosa bolle in pentola e di certo starà preparando qualche tiro mancino…alla sua Italia amore mio!!! Avvilente il risultato a Sanremo!!! Professionisti e canzoni di qualità escluse…INAUDITO!!!Poveri noi che continuiamo a vivere nell’ipocrisia, noi che continuiamo ad essere figli di un televoto e che continuiamo a farci prendere per il “bip”… ci mancava anche il principe!!! W la canzone Italiana quella seria…e W l’Italia quella vera!!!

  16. madcap scrive:

    Per una volta sono d’accordo con Andrea: sinceramente quel teatrino inscenato da Costanzo mi è sembrato un filo fuoriluogo, sulla falsariga di quello che io chiamo lo stile Ventura (ovvero, mischiare cose diversissime nello stesso calderone, cercando anche di fare la bella figura dell’amico del popolo: inviti Belen Rodriguez, Marco Travaglio, Cristiano Malgioglio, Paolo Giordano, Aldo Biscardi, Clemente Mastella, fai appelli per l’alluvione in Bangladesh, contro la corruzione, intervallati da siparietti orrendi o da qualche balletto dove decine di squinzie si premurano di mostrare tette e culo a fare di telecamera).
    Per il resto non sono un fan dei Savoia (anche a me ha fatto impressione la richiesta di risarcimento di qualche tempo fa), ma penso che Emanuele Filiberto in questo momento possa fare un po’ come gli pare e se gli va di andare a Sanremo (e la canzone viene accettata) affari suoi: d’altra parte non credo che ci sia stata da parte del tele votanti questa voglia di sanare le piaghe della storia italiana, ma semplicemente la canzone era di un retorico spaventoso, banale e scontata: insomma perfetta per Sanremo.

  17. maurizio giorgio scrive:

    a cosa che mi ha piu’ colpito nella nota di fr e’ la presenza di reza ciro fra i nomi del principe.
    sicuramente a testimonianza della grande amicizia del padre, vittorio, con lo scia’di persia. amicizia, nata a gstaad ma che aiuto’ molto l’ agusta ed altre ditte italiane a mettere piedi in iran.
    certo che la presenza del nome reza ( l’ ottavo imam che fa parte del piu’ alto martilogio islamico sciita) nella carta di identita’ del successore alla cattolicissima casa dei savoia, ci fa capire come solo poco tempo fa i rapporti fra le religioni fosse molto meno ideologizzato.

  18. PETTINA LINO scrive:

    IO HO VISTO UN VORTICE STELLARE A OCCHIO NUDO VELOCISSIMO . VI COSTRUISCO UN QUADRO PITTORICO NOTTURNO CHE VI STUPIRA E IN UN FUTURO VI ARRICHIRA CIAO DA PETTINA LINO CIAO OGGI 13 1 2011

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