Emma, che delusione!
“Intanto lotto poi vedrò”. La candidata alla Presidenza della Regione Lazio ci lascia in sospeso sulla possibilità di un possibile ritiro della sua candidatura (per protesta contro la partitocrazia che ”domina in Rai”). Eh no! Tutto ciò non è corretto e la dice lunga sull’affidabilità di governo della candidata radicale.
Lo so. Alcuni di voi commenteranno: ecco il velardismo che getta la maschera e rivela il sostegno all’altra, la candidata della destra. Risparmiatevelo. L’altra mi sembra altrettanto sprovveduta di “senso dello Stato”. Prendiamo la vicenda del nucleare. Per raggranellare qualche voto, Polverini ha tirato fuori un brillante argomento (immagino non suggerito da Velardi): “Noi non abbiamo bisogno di centrali nucleari perché il Lazio è… energeticamente autosufficiente”. Riflettete un attimo: costei, che vorrebbe governarci, si inventa (per contrastare una scelta del suo governo senza il coraggio di farlo apertamente) che l’energia prodotta nel Lazio (ma, ricordateglielo, con i soldi delle bollette di tutti gli italiani) e distribuita in tutta Italia appartiene… ai cittadini del Lazio. Si chiama: appropriazione indebita. Un furto, insomma.
Pensate se quelli che non sono del Lazio la prendessero sul serio: potrebbero chiedere di scalargli dalla bolletta la quota di energia prodotta nella regione della Polverini e appiopparla, per essere coerenti con lei, alla bolletta dei cittadini del Lazio. Che stravaganza! Dunque sbagliate se mi attribuite simpatie polveriniane. Non simpatizzo proprio per niente. E tuttavia, quanto a senso dello Stato, l’altra non è da meno.
Restiamo per un attimo in tema. La Bonino fa i conti con uno schieramento (il suo) che sul nucleare le spara che più grosse non si può. Ella vorrebbe distinguersi dal pressapochismo demonizzante e primitivo che sul nucleare alberga da quelle parti. E allora che fa? Si inventa che lei “non è contraria al nucleare per ragioni ideologiche”. Ma no: lei è moderna. E dunque si oppone al nucleare (solo) perché… “costa troppo”. Lei confessa che non v’è nulla che motivi l’opposizione al nucleare se non il costo economico. Ammirevole.
Lo sarebbe ancora di più, però, se portasse uno straccio di numero. Perché, visto che lei lo sa, non ci dice quanto costa, secondo lei, una centrale? E perché non potremmo permettercelo? E quanto costano (alle tasche degli italiani) le cosidette alternative? Macchè! Neanche a parlarne. La verità è che lei (come l’altra) affonda a piene mani nell’armamentario degli strumenti di propaganda di quella partitocrazia cui dice di opporsi: la demogogia, il blaterare solo gli argomenti che la propria parte vuole sentirsi dire, il parlare di cose complesse senza informazioni di merito. Nessun coraggio e nessuno sforzo di originalità. Questo è lo spessore di questi aspiranti cacicchi locali che si misurano alle elezioni regionali.
Ma passiamo oltre e torniamo al punto: la minaccia della Bonino di ritirarsi. Io non credo che lo farà. I radicali sono noti per ricorrere a minacce estreme (pensate ai milioni di scioperi della fame che fanno ogni anno) sempre interrotte e, quasi sempre, senza aver conseguito l’obiettivo. Così hanno sputtanato strumenti originali di lotta politica e di allargamento della democrazia: pensiamo a cosa è ridotto, in Italia, l’istituto del referendum. E pensiamo a cosa sono ridotti, in Italia, i nobili strumenti della “non violenza” gandhiana: un gioco, una panoplia, una esibizione esasperata di “scioperi della fame” applicata ai target più diversi. Senza una gerarchia di obiettivi. E, soprattutto, puntualmente, sospesi senza raggiungere lo scopo. Se non quello di far parlare di sé. Esibizionismo. Pura propaganda. Guerriglia mediatica.
Solo che, stavolta, si è passato il segno. Bonino dovrebbe sapere che stavolta non può parlare solo per sé o per lo zero virgola che rappresenta come radicale italiana. No. Lei ha preteso di rappresentare milioni di cittadini di altra credenza. Si è elegantemente autoimposta candidata del centrosinistra. La minaccia di ritirarsi (fosse vera) decapiterebbe della possibilità di gareggiare milioni di cittadini laziali che hanno (troppo supinamente) chinato il capo all’autoimposizione.
Lei non lo farà, ne sono sicuro. E tuttavia la sola minaccia di farlo getta un’ombra assai lunga sul futuro di un’istituzione governata da una con tale senso dello Stato e dello spirito di coalizione: si dimette e ci lascia a piedi per… qualche minuto da Santoro. Come lo chiamate tutto questo? Un tempo si sarebbe detto: costei è pronta ad anteporre, in ogni momento e su ogni questione, l’interesse suo e del suo (per fortuna) minuscolo partito a quello generale dell’istituzione cui si candida, dei cittadini che votano e, anche, della coalizione di cui è autoimposta leader.
Si è capito che non nutro simpatia per i radicali e per la Bonino. Li ritengo inaffidabili. Ma sarei pronto a turarmi, montanellianamente, il naso se la Bonino fosse capace di sorprendermi con qualche atto che smentisse le mie radicate convinzioni. E invece, al contrario, non fa che confermarle! E non parlo del tema che crea orrore in Giuliano Ferrara: la questione del laicismo e del rapporto con i cattolici. Qui la storia della Bonino è quella che è e c’è solo da sperare che non porti danno.
Era su altri campi che ella avrebbe dovuto tentare di compensare le preoccupazioni originate dalle parzialità dela sua storia. E smentire Ferrara. Quali? Facile a dirsi: quello economico-sociale e quello di una cultura politica aperta all’innovazione, al razionalismo e alla “rivoluzione liberale”. E invece che fa? Sbrodola sul nucleare (sposando l’irrazionalismo antiscientifico dei Verdi); sbrodola sulla giustizia (parlando come Di Pietro), sbrodola sulla privatizzazione di Acea (lei che voleva privatizzare i rapporti di lavoro). Dov’è l’innovatività? Dov’è la differenza tra Bonino e un qualunque rappresentate della partitocrazia cui pretende (ma è solo una pretesa) di opporsi? I radicali sono veramente (come amano ripetere loro) il “più vecchio” partito italiano. E Bonino lo conferma.


L’ultima uscita di Emma Bonino, dimostra purtroppo, il perchè ed il per come la cultura da lei rappresentata sia tanto minoritaria in Italia.
Condivido tutto: la Bonino ha chiesto l’onore e l’onere di rappresentare tutto il centro-sinistra e come tale deve ragionare…
Tana per Claudio Velardi. Reti è la sua società, o sbaglio?
Retico sarà dunque un misterioso corsivista o più probabilmente il titolare di “reti”.
Tutto legittimo quanto scritto sopra, ci faccia però la gentilezza di non sdoppiarsi.
Quel “immagino non suggerito da Velardi” è veramente fastidioso, glielo dico con stima. Per favore, sia più trasparente.
Grazie,
Mauro
Sui costi del nucleare: ma non era chi propone una soluzione ad un problema, per esempio costruire delle centrali nucleari per produrre energia elettrica, a dover portare i numeri a sostegno della scelta? E non è che, per l’appunto, proprio quei numeri sono assai poco convincenti?
@ Mauro Valdese. Mi piacerebbe avere competenze e intelligenza di Retico (non la panza). E lei non sia così sospettoso. Tanti nostri collaboratori scrivono bei pezzi, il direttore Rondolino decide se pubblicarli. E’ tutto molto semplice e trasparente.
Commento di un fine politologo:
ma non potrebbe essere che ad una certa età le arterie, duramente provate da tante battaglie trans…nazionali, cominciano a fare brutti scherzi?
Un veloce commento sulle posizioni della Polverini. Ovvio che l’autonomia energetica del Lazio é quasi una boutade, ma ci deve fare riflettere su una cosa. Il ‘no nukes’ é uno strumento di consenso che tutti utilizzano largamente, senza ritegno. Gli italiani sono contro il nucleare anche perchè le classi dirigenti coltivano questa posizione che spesso si basa su pregiudizi e sull’ignoranza (molti credono davvero che si possa fare andare gli elettrodomestici con le celle solari sul tetto) fino a farne una base comune a qualsivoglia discussione politica. A me, che sarei per un ragionevole e attento utilizzo dell’energia nucleare, viene spesso un dubbio fastidioso: non é che con una classe dirigente cosi’ veramente il nucleare non si puo’ fare? i nostri tecnici, i nostri ingegneri, le nostre aziende del settore sono, lo sappiamo, eccellenti, ma se poi dovessero essere dirette da igieniste orali oppure dal figlio tonto di un leader politico che succederebbe?
@ Velardi: amico mio, il fatto che mi imputi la “panza” dopo una dieta catastrofica e avendomi visto solo qualche giorno fa conferma la tua nota crudeltà e significa che hai un impellente bisogno di contattare un oculista.
Sono d’accordo sul fatto che oggi il centrosinistra abbia bisogno di tutto tranne che di annunci di possibile ritiro da parte del candidato presidente. Già l’eterogenea coalizione targata Bersani parte con svariati metri di svantaggio rispetto alla corazzata berlusconiana. Ma trovo esagerato parlare di delusione per la sortita odierna di Emma Bonino e tanto più non concordo con le aspre critiche ai radicali. E’ a loro che si devono alcune delle più importanti conquiste di guistizia sociale di questo poco credibile Paese. Trovo fuori luogo, inoltre, pretendere che una personalità politica come quella di Emma sia del tutto estranea alla partitocrazia. Ma tra il non esserne estranea e l’esservi collusa c’è un’oceanica differenza. Ritengo inoltre che dopo le ridicole indecisioni del centrosinistra negli ultimi mesi sulla scelta del candidato, Emma Bonino – difettti inclusi – sia il personaggio che più degli altri può far sperare che nel Lazio non torni a comandare la dottrina del Cavaliere.
Retico, che fai, insisti?…Ma sei proprio un furbacchione!
e’ da giorni che aspetto un articolo sulla “Polvere di stelle” sulle sue mirabilanti proposte per la riforma della regione lazio, dalla risposta energetica a quella per la sanità da quella per i trasporti a quella di una regione non solo romana.
Invece si parla e si sparla di altri, per compiacere o per altro ?
Quando è che si dimette da segretaria del sindacato?
Vi immaginate se qualche altro di apri responsabilità, ma anche di meno, si fosse candidato senza lasciare l’incarico ?
Polverini, Zaia e Brunetta loro si che sanno come si fa. predicano e sono uomini e donne del fare…………come meglio credono e altri non devono mettere becco.
Il nuovo che avanza è già vecchio e stantio.
@Mauro: Retico NON é Claudio Velardi, parola di Mellow!
@ retico
sul nucleare la bonino fa sue le argomentazioni dell’enea, un ente pubblico, cioé. e l’enea dice che raggiungere l’efficienza energetica permetterebbe di produrre più energia – ed a costo minore – di quanto non garantirebbe il piano nucleare italo-francese. se sono stronzate, che si cassi l’enea. se sono sensate, che il governo ne tenga conto. non mi pare una posizione irrazionale.
In un’altra vita sono stato Radicale, poi mi sono stancato delle buffonate degli scioperi della fame e della sete per qualsiasi cazzata (penso sempre a Bobby Sands e agli altri 9 repubblicani irlandesi che si lasciarono morire nelle prigioni di Sua Maestà….).
Per quanto riguarda il “problema del nucleare” la cosa è troppo seria per essere discussa in campagna elettorale…