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Pd-Idv, non è ancora chiusa la partita calabrese

“Gli amministratori pubblici rispettino la magistratura, si difendano nei processi e chi è condannato vada a casa”: così tuonò Vincenzo De Luca dal primo congresso dell’Idv. Questa fu la condicio sine qua non che portò all’accordo fra Idv e Pd in Campania e alla candidatura di De Luca. In Calabria, il Pd non è riuscito ad allargare la coalizione  perché Udc e Idv non erano d’accordo sulla candidatura di Loiero, che una settimana fa ha vinto le primarie.

L’Udc appoggerà Giuseppe Scopelliti (Pdl) e l’Italia dei Valori ha un suo candidato, Filippo Callipo, che ha rifiutato l’offerta di Loiero di correre in ticket con lui.

Ieri pomeriggio Agazio Loiero ha rilasciato una dichiarazione che potrebbe far cambiare lo scenario calabrese: ”Fra tre giorni ci sarà una sentenza. Se dovessi essere condannato non mi candiderò perché chi governa e ha responsabilità istituzionali in Calabria deve avere un supplemento in più di trasparenza”. L’unico sondaggio disponibile (CED) suggerisce una conferma del risultato delle ultime Europee, vale a dire la prevalenza dell’esponente di centrodestra, Scopelliti, stimato al 42%.

Ergo, se dovessero condannare Loiero, e il Pd trovasse l’accordo con l’Idv su Callipo, anche in Calabria si potrebbero riaprire i giochi per il centrosinistra. Si sussurra che a Largo del Nazareno lo sperino.

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