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Costanzo–De Filippi, i coniugi Ceausescu della Tv italiana

Premessa: dopo il fallito attentato del 14 maggio 1993 la coppia Maurizio Costanzo-Maria De Filippi è diventata il simbolo dei “quasi-martiri laici” della lotta antimafia, dei “santini” circondati da un’aura di intangibilità da tutti rispettata. Chi parla male dei due o è fesso, o è cattivo o è in malafede. Per smuoverli dai palinsesti tv ci vorrebbe una rivoluzione…

Detto ciò possiamo proseguire. La premiata ditta Costanzo-De Filippi è una perfetta macchina per far soldi, tanti soldi: le loro svariate società di produzione e consulenza macinano utili alla grande. Ciò è possibile perché i due godono di amplissime, solide e ramificate amicizie bipartisan.

Questo vasto numero di potenti sodali interviene pesantemente anche sulla formazione dei palinsesti: quando su Canale 5 c’è “in onda” Nostra Signora della Tv Maria De Filippi, sugli altri canali Mediaset c’è il deserto, il vuoto pneumatico, nessuna alternativa decente. Anche Costanzo, naturalmente, ha beneficiato di questo trattamento di favore quando era in Mediaset e – c’è da immaginarlo – godrà degli stessi privilegi di “non concorrenza interna” pure adesso che è in Rai.

Sulla professionalità di Maurizio Costanzo, ovviamente, non v’è nulla da eccepire, se non una malcelata antipatia per il Nord leghista che spesso lo obnubila nei suoi giudizi. Sulla professionalità televisiva di Maria De Filippi invece il discorso si fa più incerto. Prima di conoscere Costanzo la De Filippi era una delle tante laureate in giurisprudenza in cerca di gloria, non particolarmente talentuosa, non particolarmente aggraziata e non particolarmente avvenente. Insomma in Tv poteva valere, all’incirca, come un monoscopio a colori….

Dopo la devastante unione di questi due individui è però nata una coppia diabolica ed inaffondabile della Tv italiana che ora ha colonizzato Rai, Mediaset e pure Sanremo. Costanzo cura la parte intellettuale del sodalizio, ponendosi come guru dispensatore di saggezza. La De Filippi cura la parte ludica e disimpegnata della ditta usufruendo però della autorevole “copertura intellettuale” del marito. I due ci affliggono da anni con la loro presenza (alla faccia del “largo ai giovani”) proponendoci programmi di “grande qualità” come C’è posta per te, Amici o  Uomini e donne

Una volta Costanzo ebbe a dire che non esiste Tv di destra o Tv di sinistra, ma solo programmi ben fatti o programmi brutti, e che è sempre preferibile avere una Tv di qualità. Domanda: perché la premiata ditta Costanzo-De Filippi non esporta un po’ della sua Tv di qualità anche all’estero? Meglio andare in esilio volontariamente piuttosto che aspettare troppo, Ceausescu docet…

4 commenti a “Costanzo–De Filippi, i coniugi Ceausescu della Tv italiana”

  1. romain scrive:

    il titolo dell’articolo è più veritiero del contenuto, nel senso che i coniugi Costanzo sono effettivamente i Ceausescu della TV italiana ma solo in quanto, specie Maurizio, chiaramente di sinistra. Ricordo che diversi anni fa il Costanzo organizzò addirittura un congresso dell’Ulivo (sinistra) in quel di Gargonza (Toscana). Lui saltarella da Mediaset a Rai, sempre dando prova del suo sinistrismo: da ultimo in coda al testè concluso 60° Festival di Sanremo. Politicamente è all’opposto del Cavaliere, ma tant’è, tanti altri di Mediaset lo sono (passata la buriana, chiederò a uno psichiatra di spiegarmi questo masochismo/buonismo)

  2. Maurizio Costanzo è un giornalista dal grande fiuto, con una grande colpa alle spalle, l’adesione alla P2. Ma fra tutti gli aderenti, è stato il solo a violare la legge masssonica del silenzio, della smentita o della minimizzazione (vedi Berlusconi).
    Dopo essere caduto nel fango, decise di riscattare il suo MCS occupandosi di vero giornalismo, e mi invitò alla sua trasmissione per parlare della “scomparsa” in Libano dei giornalisti Graziella de Palo (mia sorella) e Italo Toni. Io ero sospettoso e non ci volevo andare.
    Poi seguii il consiglio che mi venne dato, e accettai. Lo incontrai mentre si truccava: non preparò nulla, non mi chiese una parola su quello che avrei detto.
    Parlai in presenza di un Ministro e del sottosegretario alla Difesa Signori. E’ vero, per fair play non feci allusioni alla P2,
    ma non mi risparmiai un’accusa, facendo i nomi e i cognomi dei complici italiani del sequestro palestinese di Graziella e Italo.
    Costanzo non solo non mi diede contro (come avrebbe fatto qualche mese dopo Enzo Biagi su RaiUno, prima di arrendersi, nella sua onestà, alla verità dei fatti), ma mi fece da spalla, prendendo solennemente l’impegno di non abbandonare il caso.
    Qualche mese dopo,fu finalmente arrestato il colonnello del SISMI Stefano Giovannone, E Costanzo mi richiamò. Quando
    Berlusconi acquistò Retequattro, e la sua trasmissione fi trasferita su Canale 5, e Craxi pose il segreto di Stato sulla nostra tragica vicenda, Costanzo non poté fare molto di più.
    Comunque, chi poi, se non lui, ha lanciato il casso di ILaria Alpi? SE fosse stato per il TG3, oggi ILaria Alpi sarebbe stata dimenticata come lo è stata mia sorella, il cui nome, come quello di Italo Toni, non compare nemmeno nel JOURNALISTS MEMORIAL di “Réports Sans Frontières”!

  3. OLANDESE VOLANTE scrive:

    …..lui é un barile, lei é un travestito. Solo in Italia potevamo avere una coppia simile…

  4. cna training scrive:

    What a great resource!

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