Mi sun de quei che parlen no: lezioncina ai magistrati di Firenze
Ricorderete tutti la famosa canzone sui quaranta giorni a San Vittore, botte vitto schifoso e malattie, che non riescono a piegare il malavitoso. Pare che tale lezione, egregiamente rappresentata 18 anni fa da Primo Greganti, abbia preso piede.
I magistrati di Firenze, il cui Granduca abolì tortura e pena di morte più di 300 anni fa, non se la sono sentita di usare il protocollo Dipietristissimo di mettere gli indagati in una cella imbottita di microfoni con spacciatori extracomunitari sieropositivi e gay finché la confessione aprisse le porte della stessa, e quindi, piuttosto frustrati, subiscono le contromosse degli indagati. Tanto, al massimo tra un mese, dovranno restituirli ai loro affetti.
Se gli indagati non sbragano, solo con le intercettazioni non si va da nessuna parte. Se non c’è la mazzetta in saccoccia, vai a dimostrare che le telefonate abbiano portato ad oggettivi vantaggi. Riportare le telefonate della signora che si lamenta che la cassetta del bagno perde ad un costruttore edile cosa possono dimostrare? Corruzione o un favore tra conoscenti? Anche a Di Pietro fu messa a disposizione una Bmw, che male ci sarebbe? Se si stabiliscono strategie commerciali dove sta il malaffare?
Qui la Verità differisce dalla verità processuale. Ovvio ci fosse un marasma gelatinoso, ma non è diffondendo le intercettazioni sui massaggi di Bortolaso che si ottengono i fatti, e soprattutto non è forzando la procedura penale che si vince in Cassazione. E scommetto che il Sig. Balducci non possa neanche essere licenziato. Il fatto è che la nostra economia è malata, che pochissimi imprenditori sono tali, che il rapporto tra politica e affari è sempre stato marcio. Come vi spiegate che i cantieri che fabbricano yacht non sono in crisi?


Non era un malavitoso, bensì un partigiano che non ha parlato neppure sotto tortura. Testo di G. Streler.
La prossima volta documentatevi meglio.
I tempi della Santa Inquisizione – per fortuna – sono passati (anche se qualcuno li rimpiange…). Negli Stati di Diritto non si mette in galera la gente per torturarla e per farla parlare, E – negli Stati più avanzati – non si mette la gente in galera se non dopo una condanna definitiva. La carcerazione preventiva dovrebbe essere usata con molta moderazione e solo in casi di imminenente gravissima reiterazione del reato (ad esempio con serial killer o terroristi). In Italia, purtroppo, la carcerazione preventiva viene usata quale indebita forma di pressione psicologica sugli indagati (e ricordiamoci che sono solo indigati, quindi ancora cittadini innocenti secondo la nostra Costituzione). Ma, si sa, i nostri magistrati sono piuttosto sbadatelli quando si tratta di privare un cittadino della sua libertà: se sbagliano amen, ci penserà lo stato a rifondere i danni provocati dalla loro leggerezza….
La canzone si intitola “Ma Mi”, le parole sono di Giorgio Strehler e la musica di Fiorenzo Carpi. E’ stata cantata tra gli altri da Ornella Vanoni, Enzo Jannacci e Giorgio Gaber.
Serom in quatter col Padola,
el Rodolfo, el Gaina e poeu mi:
quatter amis, quatter malnatt,
vegnu su insemma compagn di gatt.
Emm fa la guera in Albania,
poeu su in montagna a ciapà i ratt:
negher Todesch del la Wermacht,
mi fan morire domaa a pensagh!
Poeu m’hann cataa in d’una imboscada:
pugnn e pesciad e ’na fusilada…
Ma mi, ma mi, ma mi,
quaranta dì, quaranta nott,
A San Vittur a ciapaa i bott,
dormì de can, pien de malann!…
Ma mi, ma mi, ma mi,
quaranta dì, quaranta nott,
sbattuu de su, sbattuu de giò:
mi sont de quei che parlen no!
El Commissari ’na mattina
el me manda a ciamà lì per lì:
“Noi siamo qui, non sente alcun-
el me diseva ’sto brutt terron!
El me diseva – i tuoi compari
nui li pigliasse senza di te…
ma se parlasse ti firmo accà
il tuo condono: la libertà!
Fesso sì tu se resti contento
d’essere solo chiuso qua ddentro…”
Ma mi, ma mi, ma mi,
quaranta dì, quaranta nott,
A San Vittur a ciapaa i bott,
dormì de can, pien de malann!…
Ma mi, ma mi, ma mi,
quaranta dì, quaranta nott,
sbattuu de su, sbattuu de giò:
mi sont de quei che parlen no!
Sont saraa su in ’sta ratera
piena de nebbia, de fregg e de scur,
sotta a ’sti mur passen i tramm,
frecass e vita del ma Milan…
El coeur se streng, venn giò la sira,
me senti mal, e stoo minga in pee,
cucciaa in sul lett in d’on canton
me par de vess propri nissun!
L’è pegg che in guera staa su la tera:
la libertà la var ’na spiada!
Ma mi, ma mi, ma mi,
quaranta dì, quaranta nott,
A San Vittur a ciapaa i bott,
dormì de can, pien de malann!…
Ma mi, ma mi, ma mi,
quaranta dì, quaranta nott,
sbattuu de su, sbattuu de giò:
mi sont de quei che parlen no!
Mi parli no!
UN BRAVO INVESTIGATORE CERCA LE PROVE E POI FORMULA UNA TESI DI ACCUSA.
I NOSTRI INVESTIGATORI (???) P.M. FORMANO (FANTASIOSE) LE TESI E POI CERCA LE PROVE CHE AVVALORINO LA SUA TESI: CARCERE PREVENTIVO, INTERCETTAZIONI…
Non voglio entrare nel merito – l’ho già fatto tante di quelle volte – ma solo nella logica: qualche giorno fa (http://www.thefrontpage.it/?p=4948) avevi detto che i magistrati sbagliavano perché anziché arrestare subito qualcuno, lo lasciano delinquere per prendere pesci più grossi (facendoci intanto «perdere magari milioni e milioni di euro»), mentre oggi ti lamenti coi magistrati perché sono degli inquisitori che appena hanno qualche sospetto, appena ascoltano un’intercettazione un minimo compromettente, mettono subito in galera il sospettato per farlo cantare. Allora, delle due l’una, non credi?
Ma Ming Yu dalla Cina con torpore
http://www.calciobidoni.it/leggende/ma.html
Leggendo sto post(?) mi son convinto che la fuga dei cervelli non sia sempre necessariamente un male per il paese
i nodi prima o poi vengono al pettine: oggi tocca a greganti e a tutto quello che si porta dietro. (e cioe’ che lui si prese la colpa per non coinvolgere il pci ma sopratutto che il pci in nome di una menzogna preferi’ lasciare lui in carcere)
quello che scrive oggi “esule” la maggioranza degli italiani lo aveva capito gia’ 15 anni fa.
quello che invece ancora oggi il pd sembra non capire e’ che alla maggioranza degli italiani non piace essere presi in giro.
quello che ancora oggi non si vuole capire e’ che il pd deve smetterla di usare la tattica quando si parla di avvenimenti che toccano la dignita’ della persona. come si fece tattica sulla pelle (pur se robusta) di greganti.
per fortuna, qualcuno che capisce c’ e’. La redazone di ft e gente come sansonetti o la chiaromonte, ad esempio. Non e’ il caso del segretario, che va in giro (saranno le elezioni, spero) a fare il bisboccia come se niente mai fosse successo nel passato. Speriamo, almeno, che nella sua strada verso sanremo sia passato a salutare i greganti.
mi dispiace dire queste cose di bersani.
io capisco che le elezioni sono un momento particolare, ma io penso che, al contrario, sono il momento migliore per presentarsi alla gente in modo sincero e senza greganti nell’ armadio.
Ok, mi scuso, mi sono sbagliato sulla resistenza, non e’ il mio forte, ma a Madcap vorrei dire che una cosa e’ processare altro e’ mettere in carcere per estorcere una confessione.
Comunque quelli non parlano.
Eugenio …. io sono esule…. non sono fugato….
> sui quaranta giorni a San Vittore, botte vitto schifoso e malattie, che non riescono a piegare il malavitoso.
Questo spiega molte cose. Complimenti, bel blog. Carlo
beh, di solito si mette in carcere uno proprio per impedirgli di reiterare il reato o per impedirgli di occultare le prove del reato che ha già commesso…
Ma a parte che non e’ detto che questi tengano la bocca chiusa
http://www.corriere.it/notizie-ultima-ora/Cronache/Inchiesta-Della-Giovampaola-Bertolaso-conosceva-imprese/23-02-2010/1-A_000085106.shtml
comunque mi sfugge il nesso tra le intercettazioni e i cantieri di yacht che continuano il business as usual
ma son io che saro’ limitiato.
Comunque poiche’ io sono un’amente della concisione non bastava scrivere che le intercettazioni sono inutili giudiziariamente ma ottime per sputtanare le persone, e il metodo dipietrista(?) di sbattere in galera gli imputati per farli cantare e’ barbaro e raccapricciante?
Perche’ poi alla fine questa mi pare la summa del “pensiero”…
Grazie Eugenio….
Veramente.
La Summa e’ questa, ma il nesso tra affari, malavita e istituzioni avrebbe una spiegazione se si indagasse tra certi milieu, invece che mettere a nudo, si fa per dire, una storia di ordinarie raccomandazioni.
Ahihahi caro esule, come direbber FR questo e’ un discorso benaltrista…
Che poi il brodo di coltura der pasticciaccio brutto della protezione civile stia cuocendo da tempo e con ingredienti non emersi, ma intuibili sullo sfondo non implica necessarieamente che si debba rinunciare a tirar fuori sta mestolata di ribaldi dal brodo e destinarli sul tavolaccio della giustizia. Buon appetito!
c’è uso e uso… io sono con quello di Umberto Eco oggi…