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Con Di Girolamo irrompe in politica il sado-maso

Registriamo l’irruzione del sadomaso nella politica italiana. Finita l’epoca del “a Frà, che te serve?”, con la scomparsa del mitologico Francesco Gaetano Caltagirone, eccoci al “Nicò, sei lo schiavo mio”, frase che Gennaro Mekbel, l’imprenditore con simpatie nere, ha rivolto al senatore Pdl Nicola Di Girolamo, durante un colloquio telefonico intercettato dalla magistratura.

Che dire? Era ora che i masters e i servants che agiscono nel sottobosco italiano facessero un coming out doveroso per chiarire, una volta per tutte, che non solo papponi e mignotte interagiscono intimamente con la cosa pubblica, ma che anche padroni e sottomessi fanno la loro porca figura nell’intricatissimo risiko di truffe e raggiri, solida base economica del sistema-paese.

Ora che tutto ciò è acclarato è facile intravedere questo tipo di devianza anche in altri personaggi della scena, i quali a fatica celano la vera natura della loro passione politica. Perché si ruba, si corrompe, si frega in modo parossistico? È la stessa frenesia che accompagnava il marchese François Alfonse de Sade nelle sue notti di follia o la calda sofferenza di Leopold von Sacher-Masoch nell’attesa di un’afflizione corporale.

Nelle intercettazioni si intravedono vite disgraziate, sottoposte a ogni genere di abuso subito in nome del potere, del denaro, della paura. Uomini disposti a tutto, dediti a umiliare ma a loro volta a essere umiliati da chi è più forte, più potente e più cattivo di loro, in una interminabile catena umana di dolore e di schiavitù, con un fine pena mai, e dove la morte resta la sola via d’uscita concessa a chi fa parte di quel game in cui è facile entrare (basta acquistare la tessera), ma quasi impossibile scappare.

Emerge dunque che  la politica è  una pratica estrema tra le tante, e la scena è sempre più simile a quella di uno snuff movie o di un club pervert newyorchese in cui gli attori strisciano a terra tra shit and blood. Quella stessa merda e sangue che un filologo della prima Repubblica, Rino Formica, definiva la materia primigenia della politica italiana.

3 commenti a “Con Di Girolamo irrompe in politica il sado-maso”

  1. Luigi Rintallo scrive:

    Restano molti dubbi. E’ un fatto che le conversazioni telefoniche, così come sono riportate sui giornali, appaiono tutte improbabili. Ma davvero ci sono persone che parlano così? Frasi senza senso, smozziconi di parole… un vero caos. E ancora: nessuno si pone il problema che i dialoghi per telefono possano essere costruiti ad arte, per non dire poi che non ci vuole la scienza di un Einstein per far “rispondere” un numero telefonico all’insaputa del suo detentore. Quanto all’inchiesta fiorentina, è strano che nessuno ancora abbia preso i 20.000 fogli delle registrazioni e li abbia riconsegnati agli inquirenti come scorta pluriennale per le loro sedute al wc. 20.000 fogli: questo sì che è un danno erariale, nei tempi in cui agli scolari si chiede di portare la carta igienica da casa.

  2. filippo gazzaneo scrive:

    il dubbio è un metodo..non un opzione…

  3. filippo gazzaneo scrive:

    un’opzione

  4. [...] Articolo completo fonte: Con Di Girolamo irrompe in politica il sado-maso [...]

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